Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

Adorazione Eucaristica

VIª Domenica di Pasqua “Anno C”

Cel. “O Dio, che hai promesso di stabilire la tua dimora
in quanti ascoltano la tua parola e la mettono in pratica,
manda il tuo Spirito, perché richiami al nostro cuore
tutto quello che il Cristo ha fatto e insegnato
e ci renda capaci di testimoniarlo
con le parole e con le opere.”
(Colletta)

G. In questa Sesta Domenica di Pasqua Gesù promette ai discepoli e a noi la venuta dello Spirito perché «insegni» e «ricordi»: è questa la missione del Consolatore entro l’arco di tempo che si snoda tra la salita di Gesù al Padre (Pasqua-Ascensione) e il suo ritorno (nella parusia); questa è pure la certezza della Chiesa che, camminando nella storia, deve continuare a credere in Cristo senza vederlo. Per questo è necessario farsi guidare dallo Spirito, per ricordare e capire, nella fede, la parola del  Signore Gesù, per accettarla come sempre viva e operante.

 

Cel. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.


 Dal Vangelo secondo Giovanni: (Gv 14, 23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate». Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. I cristiani devono sentirsi abitati dalla gioia per essere messaggeri credibili della gioia. La Pasqua è il tempo privilegiato nel quale vivere la missione che ci è stata consegnata. Se è vero che il mondo d’oggi, divorato da tanta violenza, sente il bisogno profondo della pace, ciascun credente deve convincersi che questa è il dono migliore da consegnare al mondo perché è il bene sommo che viene offerto dal Risorto. Da Cristo la pace proviene come dono certo che diventa sorgente di gioia e sostegno per tutti coloro che, grazie allo Spirito, amano diffonderla e testimoniarla oggi. Nelle tenebre del momento d’oggi la nostra fede gioiosa fa sì che il mondo «non ha bisogno della luce del sole perché la gloria di Dio lo illumina e la sua lampada è l’Agnello». È alla Luce dell’Agnello che i cristiani d’oggi possono incontrare volti da rispettare, persone da servire, umanità da promuovere, così che alla barbarie dell’interesse si sostituisca la civiltà del dono e del servizio.

 

Tutti

 

Dal Salmo 66: Rit. Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
Rit.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Rit.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
Rit.

Pausa di Silenzio

 

"Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui".

 

Amare Gesù, il Signore: come? Osservando, mettendo in pratica la sua parola, quella parola grande, profonda, vera, che ci è donata nel vangelo, quella parola di vita eterna, che ha pronunciato per il mondo e per ciascuno di noi.

 

E qui possiamo ricordare di volta in volta qualche sua parola... Osservare, vivere la parola di Gesù.

 

Gesù dice che allora avviene una cosa grande: Dio Padre ci esprime tutto il suo amore e viene in noi, assieme a Gesù e prende dimora in noi.

 

Dio che abita nel cuore della persona umana, nel mio povero cuore; povero umanamente, ma con la ricchezza più grande: Dio stesso nella sua comunione d'amore.

 

Continua Gesù: il Padre vi manderà nel mio nome lo Spirito Santo, Lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. Il dono del Padre e del Figlio è lo Spirito.

 

Lo Spirito lo chiamiamo Dio Amore, lo contempliamo in tutte le sue opere, lo invochiamo nella preghiera del cuore; Lui è luce e forza della nostra vita.

 

Lui ci ricorda e ci insegna le cose di Gesù, come ha fatto già dai primi tempi della Chiesa.

 

Gesù dice: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, Io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbiate timore.

 

Come va il mondo? Che pace dà? E quando in qualche parte c'è pace, che pace è? Spesso non è l'armonia di popoli e persone che cercano il bene comune gli uni degli altri, ma il compromesso o l'equilibrio fragile tra egoismi ed interessi particolari.

 

Ma Gesù è venuto per darci la vera pace: "Gloria a Dio e pace in terra". La pace di Gesù è vita piena, perché è la sua vita, il suo amore, il suo sacrificio, il suo progetto di salvezza per tutti gli uomini.

 

La pace di Gesù è anche e soprattutto la pace delle coscienze, la sua grazia, la sua misericordia, il cuore nuovo che riempie del suo Spirito. (d.R.Rossi)

 

 

Tutti

 

Signore, la tua parola, animata dallo Spirito,

è il dono che può rinnovare la Chiesa

e condurre l'uomo alla pienezza della verità

e della pace.

Fa' che questo dono non venga mai reso vano

dalla mediocrità di tante abitudini cristiane,

ma aiuti a dare un senso forte alla nostra vita.

 

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

Se uno mi ama, osserverà la mia parola. Il primo posto nel Vangelo non spetta alla morale, ma alla fede, che è una storia d'amore con Dio, uno stringersi a Lui come di bambino al petto della madre e non la vuol lasciare, perché è vita.

 

Se uno mi ama, vivrà la mia Parola. E noi abbiamo capito male, come se fosse scritto: osserverà i miei comandamenti. Ma la Parola non si riduce a comandamenti, è molto di più. La Parola «opera in voi che credete», crea, genera, accende, spalanca orizzonti, illumina passi, semina di vita i campi della vita.

 

Noi pensiamo: Se osservo le sue leggi, io amo Dio. E non è così, perché puoi essere un cristiano osservante anche per paura, per ricerca di vantaggi, o per sensi di colpa.

 

Ci hanno insegnato: se ti penti, Dio ti userà misericordia. Invece la misericordia previene il pentimento, il tempo della misericordia è l'anticipo, quello di Dio è amore preveniente.

 

Cosa vuol dire amare il Signore Gesù? Come si fa? L'amore a Dio è un'emozione, un gesto o molti gesti di carità, molte preghiere e sacrifici? No. Amare comincia con una resa a Dio, con il lasciarsi amare. Dio non si merita, si accoglie.

 

Proprio come continua il Vangelo oggi: e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Noi siamo il cielo di Dio, abitato da Dio intero, cielo spazioso in cui spazia il Signore della vita.

 

Un campo dove cade pioggia di vita, in cui il sole sveglia i germogli del grano.

 

Capisco che non posso fare affidamento sui pochi centesimi di amore che soli mi appartengono, non bastano per quasi nulla.

 

Nei momenti difficili, se non ci fossi tu, Padre saldo, Figlio tenero, Spirito vitale, cosa potrei comprare con le mie monetine?

 

Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Si tratta di una affermazione che scintilla di profezia.

 

Insegnare e ricordare, sono i due verbi dove soffia lo Spirito: il riportare al cuore le grandi parole di Gesù e l'apprendimento di nuove sillabe divine; ciò che è stato detto "in quei giorni" e ciò che lo Spirito continua a insegnare in questo tempo.

 

L'umiltà di Gesù: neppure lui ha insegnato tutto, se ne va e avrebbe ancora cose da trasmettere.

 

La libertà di Gesù: non chiude i suoi dentro recinti di parole ma insegna sentieri, spazi di ricerca e di scoperta, dove ha casa lo Spirito.

 

Che bella questa Chiesa e questa umanità profetiche, catturate dal Soffio di Dio! Questo Spirito che convoca tutti, non soltanto i profeti di un tempo, o le gerarchie di oggi, ma tutti noi, toccati al cuore da Cristo e che non finiamo di inseguirne le tracce.

 

E ci fa rinascere come cercatori d'oro, impegnati a inventare luoghi dove si parli con amore dell'Amore. (E.Ronchi)

 

 

 

 

Tutti

 

Non sono degno, Signore,

che tu entri nella mia casa.

Vedi bene che c'è del disordine.

Non è pronta ad accoglierti.

Avrei voluto per te un ambiente più ospitale

e prepararti qualcosa di gustoso, per trattenerti.

Sono impreparato e perciò ti confesso:

non son degno che tu entri!

Mi piacerebbe tanto che, come facesti una volta

con Zaccheo, tu dicessi anche a me:

«oggi devo fermarmi a casa tua».

Non ardisco sperarlo, non oso domandarlo.

Vedi, Signore: la porta è aperta,

ma la casa non è pronta!

Almeno così a me pare. E a te?

Rimaniamo, ad ogni modo,

a parlare un po' sull'uscio.

È bello ugualmente. Ho delle cose da dirti.

Ho, soprattutto, bisogno di ascoltare

tante cose da te.

Quante vorrei udirne dalla tua bocca!

Ne ha bisogno il mio cuore ferito.

Parla, allora, Signore. Ti ascolto.

La tua Parola è vita per me. Vita eterna. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

 

 

G. Due innamorati non si stancano di pensarsi e di guardarsi in volto. Anche oggi la Parola di Giovanni alza il velo del mistero e mi pone faccia a faccia, o Signore, nella contemplazione estatica della bellezza del tuo volto fisso sopra di me. La fede pasquale, che in me hai piantato nel giorno del Battesimo, simboleggiata dal dono di una candela accesa, e che ogni giorno vivo sempre più in pienezza non è sognante evasione dalla vita, ma anticipazione di un’esistenza eterna senza ambiguità che sarà mia nella Gerusalemme celeste, ove tutto è assoluta perfezione, ove tutto è indicibile bellezza, ove il fragile umano non esiste più perché tutto è un’unica realtà con te, tanto da essere frammento della tua bellezza, appartenendosi a vicenda come due innamorati per i quali nulla più esiste al di fuori della loro felicità, resa luminosa dalla gloria del tuo Figlio Risorto, luce del tuo sconfinato amore. (A. Dini)

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

                       mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

 

Canto: Tantum Ergo

Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.

 

 

 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

 

 

O Padre, che nella morte e risurrezione del tuo Figlio hai redento tutti gli uomini, custodisci in noi l'opera della tua misericordia, perché nell'assidua celebrazione del mistero pasquale riceviamo i frutti della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Amen

 

 

 

 

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

May 2022
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