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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

News.va

  1. Mons. Suescún: visita Papa in Colombia, segno di riconciliazione per tutti
    di Alessandro Gisotti Mancano solo 15 giorni all’attesa visita apostolica di Papa Francesco in Colombia, in programma dal 6 all’11 settembre prossim i . Un viaggio nel segno della riconciliazione che suggella il “primo passo” ( come recita il tema del viaggio ) di un rinnovato cammino di pace per il Paese, devastato da decenni di guerra civile. Per una testimonianza su come i fedeli della Colombia si preparano alla visita del Papa, abbiamo intervistato mons. Fabio S uescún Mutis, direttore esecutivo della visita apostolica in Colombia : R. - Il Papa sarà con noi! Respiriamo un grande desiderio che la visita del Papa possa fare tanto bene ai nostri cuori e al futuro della Colombia. D. - “Facciamo il primo passo” è il motto del viaggio, un passo verso la riconciliazione e il perdono. Come fare il primo passo? R. Fare il primo passo è un desiderio, è una decisione che si prende nella vita. Chi fa il primo passo prende la decisione di lasciare una situazione che non gli conviene e di intraprendere il cammino verso il futuro con fede e speranza. La Colombia ha bisogno di fare un primo passo per lasciare dietro a sé la situazione di violenza e di ingiustizia e che tutti siano disposti alla riconciliazione e alla ricostruzione di un Paese nuovo con Cristo Gesù. D. - Quanto è importante questo viaggio di pace e riconciliazione per tutta l’America Latina che soffre per la violenza in tante aree, pensiamo a quello che succede in Venezuela... R. - È un momento di grazia, è un regalo di Dio perché i nostri popoli latinoamericani facciano rivivere quella fede che abbiamo ricevuto, che abbiamo come un tesoro , ma che dobbiamo rendere una realtà nella ricerca della giustizia, nella ricerca della riconciliazione e con la preoccupazione per il bene comune. (Da Radio Vaticana)...
  2. Card. Parolin a Mosca: prevalgano legalità, verità e bene comune
    "E' questa un'occasione propizia per verificare, rivedere e consolidare le nostre relazioni bilaterali": così il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin avviando questa mattina a Mosca il colloquio con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. La visita come un'opportunità unica per consolidare i rapporti Il porporato ha espresso il suo ringraziamento alle autorità per l'opportunità di una visita che è considerata "unica" da entrambi gli interlocutori. Dal canto suo il ministro Lavrov ha valutato in crescita progressiva i rapporti bilaterali e ha sottolineato l'unità di vedute sulle crisi globali. Lavrov in particolare ha citato la lotta al terrorismo e all'estremismo, lo sviluppo del dialogo interreligioso e il consolidamento dei principi della giustizia sociale e del ruolo della famiglia. Quindi l'apprezzamento russo per i progetti di cooperazione in ambito educativo, culturale e sanitario. Perseguiamo nel tessere contatti a diversi livelli Successivamente nella Conferenza stampa congiunta il cardinale Parolin ringraziando le autorità per l'accoglienza ricevuta, ha ribadito di essere in visita come "interprete presso tutti gli interlocutori della sollecitudine di Papa Francesco sia per la situazione bilaterale sia per le diverse crisi internazionali".Nel primo ambito constata il porporato, è confermata la volontà di perseguire a tessere contatti specie in ambito scientifico e culturale e come testimonianza cita la firma dell’Accordo tra la Segreteria di Stato della Santa Sede e il Governo della Federazione Russa circa l’esenzione dei visti per i titolari dei passaporti diplomatici.   Russia aperta a valutare questioni cattoliche Sulle questioni concrete riguardanti la vita della Chiesa cattolica nella Federazione Russa, il cardinale Parolin testimonia l'ampia attenzione e la volontà di seguire sul fronte politico interno, alcune difficoltà persistenti come "i permessi di soggiorno lavorativo, per il personale religioso non russo, e la restituzione di alcune chiese che si rendono necessarie per la cura pastorale dei cattolici nel Paese". Appello della S.Sede: prevalgano bene comune, giustizia e diritto internazionale Ampio il fronte delle questioni internazionali affrontate. Il porporato ha ribadito l'auspicio "che siano ricercate le soluzioni giuste e durature per i conflitti che affliggono, in particolare, il Medio Oriente, l’Ucraina". La Santa Sede impegnata sul fronte umanitario  lancia un appello, attraverso il cardinale, affinchè "si faccia prevalere il bene comune, e principalmente la giustizia, la legalità, la verità dei fatti e l’astensione dalla manipolazione di essi, l’incolumità e le dignitose condizioni di vita delle popolazioni civili" . La Santa Sede, sottolinea il cardinale Parolin "mentre non intende e non può identificarsi con alcuna delle posizioni politiche,  richiama il dovere di attenersi rigorosamente ai grandi principi del diritto internazionale, il cui rispetto è imprescindibile sia per proteggere l’ordine e la pace mondiale, sia per il recupero di una sana atmosfera di rispetto reciproco nelle relazioni internazionali". Tutela dei cristiani e della libertà religiosa Tra i punti di convergenza,  anche se con approcci differenti, citati dal Segretario di Stato vaticano rispetto alla Federazione Russa, spicca la forte "preoccupazione per la situazione dei cristiani in alcuni Paesi del Medio Oriente e del continente africano, come anche in alcune altre regioni del mondo". A questo riguardo, la Santa Sede nutre la costante preoccupazione, afferma il cardinale Parolin, "perché sia preservata la libertà religiosa in qualsiasi Stato e in qualsiasi situazione politica". In Venezuela serve accordo politico sollecitato anche dalla Russia Le domande della stampa invitano il cardinale anche a pronunciarsi sul Venezuela e sul ruolo della Russia nella crisi in corso: confermata la possibilità di Mosca di intervenire come Paese amico, insieme a tutta la comunità internazionale per arrivare ad un accordo politico, unica strada che anche la Santa Sede intravvede per una soluzione pacifica nel Paese sudamericano. Tra le Chiese innescata dinamica positiva da consolidare con nuovi gesti che lo Spirito ispirerà Circa il rapporto con la Chiesa ortodossa e i colloqui in programma in questi giorni, il porporato sottolinea quanto l'incontro a L'Avana tra Papa Francesco e il patriarca Kirill un anno fa insieme alla visita delle reliquie di S. Nicola in territorio russo abbiano innescato una dinamica positiva . Il porporato afferma che c'è "la volontà di proseguire su questo cammino e di porre altri gesti che possano consolidarlo". Nessun riferimento concreto però è stato fatto finora nei colloqui: " non si è parlato di una visita del Papa " ,afferma il cardinale Parolin, concludendo di affidarsi allo Spirito del Signore, perchè per il futuro suggerisca "quali possano essere i passi migliori da fare". (Da Radio Vaticana)...
  3. Terrorismo. Card Parolin: no a spirale dell'odio. Servono risposte costruttive
    di Gabriella Ceraso “Non cedere alla spirale dell’odio ma rispondere sempre come cristiani, in modo costruttivo”. Interpellato da Askanews in occasione della sua prima visita a Mosca il Segretario di Stato vaticano  cardinale Pietro Parolin risponde così ad una domanda sull’orrore generato dal terrorismo dopo i fatti di Barcellona. E ribadisce che “ Dio è il Dio della vita e non può essere chiamato a giustificazione del nostro odio e del nostro desiderio di morte nei confronti degli altri”. Diverse le domande sulle tematiche internazionali a partire dalla crisi in Venezuela , in cui il cardinale Parolin è stato Nunzio apostolico in quel Paese che conosce dunque molto bene. Ne parlerà con Putin, gli viene chiesto?  Anche la Russia ha un ruolo da svolgere , dunque ” il tema sarà nelle conversazioni di questi giorni”, ammette il cardinale che spiega quanto tutti i Paesi amici del Venezuela e la comunità internazionale debbano ora “facilitare il negoziato”. Questa è la soluzione proposta anche dalla Santa Sede, ribadisce: ”se pensiamo ai tanti morti nelle manifestazioni viene davvero un brivido”,” lì bisogna riuscire a parlarsi”, "serve"- ribadisce citando anche l’intenzione del Papa- “un accordo politico per arrivare ad una soluzione democratica e pacifica”. Un ruolo importante lo può avere la Russia anche per la pace in Terra Santa , afferma il cardinale rispondendo ad una domanda in proposito. In Medio oriente servono “soluzioni regionali e la ricostruzione della fiducia”: la Russia ha canali di comunicazione con diversi attori regionali e che possono portare le parti a riavvicinarsi . La Santa Sede, sottolinea il porporato, incoraggia tutti a fare passi in questa direzione. Più complesso e delicato il capitolo Ucraina . Al cardinale viene chiesto come il coinvolgimento della Santa Sede possa contribuire alla pace nel paese europeo? Si parlerà di diverse questioni discusse l'anno scorso con le Autorità di Kiev, fa sapere Parolin. L’auspicio, è che tutte le parti coinvolte nel conflitto rispettino ed adempiano pienamente gli accordi presi, mentre la santa Sede continua ad impegnarsi sul fronte umanitario . “Per quanto riguarda la Comunità greco-cattolica ucraina” afferma il cardinale “ la Santa Sede è in continuo contatto, soprattutto con i Vescovi di detta Chiesa, come del resto lo è anche con i Presuli di rito latino, perché entrambi sono parte della Chiesa Cattolica e quindi entrambi, sia pur nelle forme diverse previste dal diritto, soggetti al ministero del Papa . Un costante scambio reciproco e l'impegno comune a sanare le difficoltà del passato è di un'importanza particolare, perché permette una migliore conoscenza della realtà, per così dire, dal di dentro, ivi comprese le preoccupazioni, le attese e le proposte della locale Comunità cattolica, per un contributo comune alla pace nella delicata area dell'Est europeo”. Il dialogo con Mosca e i passi in avanti nel cammino ecumenico , al centro delle altre domande al porporato. La linea è quella del “dialogo” e dell’ascolto e nel caso del Patriarcato, dopo lo storico incontro a L’Avana, il porporato parla di ”un cammino verso un’unità più fattiva” da entrambe la parti, pur “tra non lievi difficoltà”. Ora l’auspicio è che possano realizzarsi tante “altre iniziative ispirate a criteri evangelici e dalla ricerca del bene di tutti perché i risultati siano più percepibili da un occhio esterno”. Ascolta e scarica il servizio: (Da Radio Vaticana)...
  4. Card. Parolin vede Hilarion: clima cordiale e disteso
    L’incontro con il metropolita Hilarion di Volokolamsk , presidente del Dipartimento per le Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca, ha inaugurato questa mattina la visita del cardinale Pietro Parolin in Russia , la prima per un segretario di Stato vaticano dopo 18 anni. Il porporato si è detto “onorato ed emozionato di essere in Russia anche per i “sentimenti che si accompagnano al programma ufficiale di questa visita”. Nella sala di rappresentanza del monastero Danilovsy, sede patriarcale, tutto si è svolto in un clima “molto costruttivo” , ha spiegato lo stesso Parolin alla stampa, lasciando spazio anche per battute scherzose. I “temi spinosi non sono mancati” , ha sottolineato, ma “sempre nella volontà di costruire e superare le difficoltà che ci sono” . Per esempio il tema dell’Ucraina che, ed è l’unico particolare svelato dal porporato, ”con la questione della comunità greco-cattolica ma in comunione con Roma rimane per la Chiesa russa di rito ortodosso un ostacolo nello sviluppo delle relazioni con la Chiesa cattolica”. La Chiesa ortodossa dal canto suo sottolinea che, discutendo di Medio Oriente anche di è stata notata la prossimità delle posizioni della Chiesa Ortodossa e della Santa Sede per trovare soluzioni pacifiche in particolare per la Siria. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, è stata ribadita l’impossibilità di tornare alla vita normale senza l’espulsione totale dei miliziani dell’Isis dai territori occupati ed è stato notato quanto ancora resti complicata la situazione umanitaria. Sullo sfondo del colloquio con Hilaryon lo storico incontro di un anno fa a L’Avana tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill . Il metropolita si è detto grato per “gli sforzi congiunti” impiegati nella preparazione di quel momento, esprimendo l’auspicio che “l’impulso che quell’incontro ha dato alle nostre relazioni avrà ulteriore sviluppo”. Nessun riferimento invece ad un secondo possibile incontro a Mosca o in un Paese terzo: ” lasciamo tempo al tempo e che le cose maturino senza avere troppa fretta” ha spiegato il cardinale Parolin. ”I tempi di Dio” ha concluso ”sono sempre perfetti, dicevano in America Latina”. In serata il segretario di Stato vedrà i vescovi cattolici russi e dopo la Messa nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione a Mosca, si fermerà a cena con i rappresentanti del clero e del laicato. Domani invece l’atteso incontro con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e con il Patriarca Kirill. Mentre mercoledi' 23 è previsto il colloquio con il presidente Vladimir Putin a Sochi.( A cura di Gabriella Ceraso) (Da Radio Vaticana)...
  5. Il Papa al Sinodo metodista e valdese: camminiamo verso la piena unità
    di Roberto Piermarini In occasione dell'annuale Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi - che si è aperto ieri a Torre Pellice (To) - Papa Francesco ha inviato una Lettera nella quale esprime la vicinanza della Chiesa Cattolica e sua personale e invia un saluto fraterno e cordiale a tutti i partecipanti, assicurando il suo ricordo nella preghiera. Il volto di Cristo ci fa sentire figli amati dal Padre e ci fa vedere in modo nuovo gli altri, il mondo e la storia "Conservo vivi nella memoria i nostri recenti incontri a Torino e a Roma, così come quelli in Argentina", scrive il Papa. "Sono grato per le belle testimonianze che ho ricevuto e per i tanti volti che non posso dimenticare. Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo : il suo sguardo, che si volge su di noi, è la fonte della nostra pace, perché ci fa sentire figli amati dal Padre e ci fa vedere in modo nuovo gli altri, il mondo e la storia". " Lo sguardo di Gesù - auspica Papa Francesco - illumini anche i nostri rapporti, perché non siano solo formali e corretti, ma fraterni e vivaci . Il Buon Pastore ci vuole in cammino insieme e il suo sguardo già abbraccia tutti noi, discepoli suoi che Egli desidera vedere pienamente uniti . Camminare verso la piena unità , con sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male, è tanto importante", afferma il Papa. " Lo è specialmente oggi, in un mondo segnato da violenza e paura, da lacerazioni e indifferenza, dove l’egoismo di affermarsi a discapito degli altri oscura la semplice bellezza di accogliersi, condividere e amare . Ma la nostra testimonianza cristiana non può cedere alla logica del mondo: insieme aiutiamoci a scegliere e vivere la logica di Cristo! " Con affetto fraterno il Papa conclude la sua Lettera con una richiesta: "vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me e per tutti noi, vostri fratelli e sorelle ".   I lavori del Sinodo L'annuale Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi si concluderà il 25 agosto. Vi partecipano 180 delegati – pastori e laici in numero uguale – che dedicheranno la loro attenzione a numerosi temi: dal Cinquecentesimo della Riforma protestante al dialogo ecumenico; dall’accoglienza e integrazione dei migranti, all’impegno nella società a favore dei diseredati; dalle questioni eticamente sensibili come il fine vita, alle sfide della predicazione in un mondo sempre più violento e chiuso alle diversità; dalle famiglie alle finanze, senza dimenticare le relazioni internazionali che i metodisti e i valdesi italiani intrattengono a livello globale. (Da Radio Vaticana)...

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