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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

Adorazione Eucaristica

IVª Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”

 

SAC. “Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.” (Colletta)

 

 

G. Gesù inizia il suo ministero annunciando il vangelo del regno di Dio. Si ha un regno quando c’è un popolo governato da un’autorità sovrana che esercita il suo potere per mezzo della legge. Dio è Santo ed esercita il suo dominio per mezzo della potenza dello Spirito Santo; la sua unica legge è l’amore. Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”. Adamo ed Eva con il peccato si sono ribellati a Dio sottraendosi alla sua sovranità, ed a causa loro tutti gli uomini sono stati costituiti peccatori per cui “giacciono sotto il potere del Maligno”, il quale regna sull’uomo con la forza della menzogna e con la legge del peccato. Gesù Cristo, nuovo Adamo, sottomesso al Padre con una obbedienza spinta fino alla morte di croce, ripieno di Spirito Santo e rivestito di potenza dall’alto al battesimo del Giordano, inizia la sua missione instaurando il regno di Dio con autorità. I demoni si sottomettono a lui, manifestando così che il loro potere sull’uomo ormai volge al termine e che il regno di Dio è entrato nel mondo. La parola di Gesù, al contrario di quella degli altri maestri del tempo, non tende a diffondere delle opinioni dottrinali, chiama invece gli uomini all’obbedienza a lui per mezzo della fede, la pratica dei suoi comandamenti e la guida del suo Santo Spirito. Oggi è compito della Chiesa, cioè di ogni cristiano, far arrivare il regno di Dio ad ogni uomo su questa terra. 

 

Canto al Vangelo (Mt 4,16)

T.Alleluia, alleluia.

SAC. “Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Marco: (Mc 1,21-28)

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. La pagina evangelica che oggi meditiamo ci assicura che la verità libera dal male. Forse a orecchi abituati a parole di circostanza, a frasi scontate, a slogan ripetitivi, la parola di Gesù suona come una dolce, morbida melodia che suscita stupore e gratitudine, fascino e simpatia, consenso e condivisione. Eppure il vangelo registra una opposizione accanita a questa libertà che dilaga con la Verità. C’è un nemico che si infuria, inveisce e lotta strenuamente perché la Verità non si imponga e liberi l’uomo. La migliore prevenzione che ogni battezzato e ogni comunità cristiana può fare è quella di educare a quella «vita buona secondo il vangelo» che i nostri vescovi ci hanno chiesto di fissare come obiettivo di questo decennio pastorale. Il brano evangelico di oggi ci assicura che si tratta di una trincea impegnativa, di una guerra perennemente dichiarata, ma ci assicura che potremo perdere alcune battaglie, ma la guerra sarà certamente vinta, e non dalle nostre astuzie o dalle tattiche belliche, ma dalla potenza di verità e di amore di Gesù Cristo, il vero amico dell’uomo.

 

Tutti

 

Dal Salmo 95 (94): Ascoltate oggi la voce del Signore.

 

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

 

Pausa di Silenzio

 

1L. Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù come profeta. Egli inizia il suo ministero e si rivela subito profeta potente in parole e opere. Il Vangelo ci riferisce l’inizio del ministero di Gesù.

 

2L. Egli entra nella sinagoga di sabato e si mette a insegnare. La sua prima attività è quella d’insegnare, perché egli è colui che ci rivela il disegno di Dio, tutto il mistero che ci comunica una vita nuova.

 

1L. Le persone rimangono stupite del suo insegnamento, perché non è un insegnamento ordinario. Gli scribi insegnano, ma senza una propria autorevolezza: si basano sulla tradizione, su ciò che hanno detto prima di loro Mosè e i profeti, o altri scribi dei tempi antichi. Gesù invece insegna come uno che ha autorità.

 

2L. Così si rivela come il Figlio di Dio, e non come un semplice uomo che deve basare il suo insegnamento sulle tradizioni precedenti. Gesù ha una piena autorevolezza. Il suo insegnamento è nuovo: «una dottrina nuova insegnata con autorità», sottolinea Marco.

 

1L. Questo lo possiamo vedere in modo più esplicito e diffuso nel Vangelo di Matteo, in particolare nel Discorso della montagna, dove Gesù afferma:

 

CEL. «Avete inteso che fu detto agli antichi... Ma io vi dico...».

 

2L. L’insegnamento di Gesù è veramente nuovo. D’altra parte, egli si rivela potente anche nelle opere.

 

1L. Nella sinagoga di Cafarnao c’è un uomo posseduto da uno spirito immondo. Non sappiamo esattamente in che modo si manifestasse di solito questo spirito, ma in questa circostanza si manifesta con grida:

 

2L. «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

 

1L. Questo spirito immondo conosce la potenza di Gesù, e ne proclama anche la santità; dice:

 

2L. «Sei venuto a rovinarci?».

 

1L. Gesù è venuto a liberare gli uomini dall’influsso degli spiriti cattivi, per dare loro la vera libertà dei figli di Dio. Gesù sgrida questo spirito immondo, dicendogli:

 

CEL. «Taci! Esci da lui».

 

2L. Queste sue parole bastano per ottenere la sua vittoria sullo spirito immondo, che esce da quell’uomo straziandolo e gridando forte.

 

1L. Questo fatto impressiona molto i presenti; tutti sono presi da timore e si chiedono:

 

CEL. «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».

 

2L. La potenza di Gesù conferma la sua autorità. Egli non dice soltanto parole, ma anche opera. Così manifesta il piano di Dio con parole e con miracoli.

 

1L. Nel Vangelo, infatti, vediamo che egli non si accontenta soltanto di parlare, ma manifesta l’amore di Dio con tanti gesti di dedizione ai malati, ai bisognosi, ai bambini e ai peccatori. Le persone riconoscono che Gesù è un profeta.

 

2L. Il brano del Vangelo di oggi ci mostra che Gesù è davvero il profeta annunciato nelle antiche scritture.

 

1L. In uno dei suoi discorsi dopo la risurrezione di Gesù, Pietro dice che Gesù è il profeta simile a Mosè anzi, superiore a Mosè che era stato promesso e che quindi ha diritto alla nostra obbedienza.

 

2L. Noi dobbiamo ritenerci fortunati di avere come maestro Gesù potente in parole e in opere, Gesù che ci comunica tutta la luce necessaria per la nostra esistenza e anche la forza necessaria per su­perare le difficoltà, le prove e le tentazioni. Dobbiamo ritenerci fortunati di avere come maestro un profeta così potente e così buono.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

  Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L. «Il regno di Dio è vicino», predicava Gesù, e la verità di queste sue parole è testimoniata dal suo insegnamento e dalla sua azione:

 

4L. «Gesù passò passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

 

3L. Questa è la sua attività messianica, che Marco presenta all’inizio del vangelo.

 

4L. Gesù, ebreo fedele e osservante, nel giorno di sabato frequenta la sinagoga, dove si leggono le Sante Scritture e si celebra il culto a Dio; da rabbi qual è, inoltre, egli insegna all’assemblea riunita.

 

3L. E la sua parola appare agli orecchi degli ascoltatori come una parola ricca di autorevolezza, diversa da quella di coloro che, in qualità di «scribi», erano incaricati dell’insegnamento al popolo.

 

4L. Gesù non fonda il suo insegnamento sulla «tradizione degli uomini», ma unisce l’autorevolezza della sua parola a quella di colui che la pronuncia.

 

3L. Sì, la sua è una parola profetica, è una parola che scuote, ferisce, e non lascia chi l’ascolta nella situazione in cui si trovava prima di un vero ascolto obbediente!

 

4L. E l’insegnamento di Gesù non si esaurisce in parole, ma si esprime anche attraverso azioni e gesti autorevoli. E di questa autorità Marco fornisce subito un esempio che stupisce il lettore.

 

3L. Nella sinagoga vi è un uomo malato, ferito nella psiche e nel corpo; siamo in giorno di sabato, il giorno della benedizione e della vita piena, e Gesù è venuto proprio per dare la vita piena, per portare il bene...

 

4L. Il testo dice che quell’uomo era «posseduto da uno spirito impuro», era cioè un uomo sofferente di disturbi psichici che si manifestavano in modo violento, enigmatico, anomalo, e per questo venivano attribuiti a spiriti maligni, al demonio.

 

3L. Quest’uomo è diviso, anche dal punto di vista spirituale: egli conosce e confessa in modo ortodosso l’identità di Gesù («Tu sei il Santo di Dio»), ma non vuole avere alcuna comunione con lui:

 

CEL. «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?»

 

 

4L. Posto di fronte al male e alla potenza del Maligno, Gesù si mostra come «il più forte», ormai in azione; quel che però è decisivo è il fatto che «il suo primo sguardo non si rivolge al peccato, ma alla sofferenza dell’uomo» (J. B. Metz).

 

3L. Ed ecco che, con la sua parola, Gesù guarisce il malato, ma quel male a lungo soffocato esce da quell’uomo «straziandolo e gridando forte.

 

4L. Sì, la parola di Gesù è una parola di salvezza, come la parola di Dio: Dio parla certamente attraverso le Scritture, ma ormai parla anche attraverso la presenza di Gesù, «profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo». E noi siamo capaci di ascoltarlo?

 

 

Tutti

 

Signore Gesù, sei disceso dal cielo

perché ci hai visti smarriti,

non sapevamo cosa pensare di Dio,

di noi, della vita.

Sei venuto e hai parlato:

siamo rimasti ammirati dalla bellezza e dalla verità

che scendono dalle tue labbra.

Ma più ancora ci ha stupito

che ogni tua parola liberava una potenza,

che cambiava la vita dei piccoli e dei poveri.

La tua parola è viva ed efficace oggi come ieri

e come sempre

e libera e rinnova ogni cuore che, umile, si apre a te

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Non mancano le esperienze oscure in cui entriamo liberamente, un po’ per curiosità e un po’ per scelta, sicuri di poterle gestire e di uscirne quando e come vorremo. E invece, Gesù, finiamo per saggiare le conseguenze dolorose dei nostri sbagli: credevamo di possedere istanti esaltanti, un’ebbrezza magica e finiamo con l’essere posseduti da voglie insane, da bramosie senza limiti, posseduti dalle cose accumulate senza ritegno, posseduti da piaceri a cui non mettiamo argini, posseduti dal male compiuto impunemente, sporcati, resi impuri fin nel profondo dell’anima. Solo tu, Signore Gesù, puoi strapparci alle catene costruite con le nostre mani. Solo tu puoi riportarci sui sentieri abbandonati con superbia ed arroganza, illusi di poter farcela da soli. Solo tu puoi donarci di nuovo una pace da tempo sconosciuta. La tua parola ci regala uno sguardo limpido e un cuore retto. Il tuo amore ridesta la nostalgia di un’autentica libertà.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Preghiamo: Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il Santo Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.