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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi



Adorazione Eucaristica

XVIIIª Domenica del Tempo Ordinario “A”

 

 

SAC. “O Dio, che nella compassione del tuo Figlio 
verso i poveri e i sofferenti manifesti la tua bontà paterna, 
fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza 
sia spezzato nella carità, e la comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servizio

verso tutti gli uomini.”(Colletta)

G. Nel vangelo di oggi è abbastanza facile vedere una immagine e una rivelazione della Chiesa: in essa si realizza la grande abbondanza di beni che era la caratteristica dei tempi messianici. Tale abbondanza di beni si ha nel convito che è segno di comunione di vita e di partecipazione ai beni di Dio. Così in pochi tratti Matteo presenta la Chiesa come comunità messianica escatologica. E la presenta nella sua vitalità e fecondità: tutta realizzata nella fraternità dei discepoli attorno a Cristo per il servizio della folla. E’ anche pieno di significato il fatto che nella narrazione della moltiplicazione dei pani l’evangelista usi tutto il vocabolario del racconto della cena eucaristica.

 

Canto al Vangelo (Mt 11,25)
T. Alleluia, alleluia.

SAC. “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Matteo: (Mt 14,13-21)

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».  E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G.  L’episodio di Cafarnao è visto nella luce dell’Ultima Cena, come anticipazione e promessa. La stessa raccolta dei frammenti avanzati in «dodici ceste», oltre che ad indicare l’abbondanza messianica, non può non avere un riferimento simbolico alla vita della Chiesa. Il banchetto di Cafarnao va oltre la sua risonanza storica di prodigio per una folla affamata: è il simbolo della comunità degli «ultimi tempi», che si asside a mensa con Cristo, ed insieme è segno della presenza permanente di Cristo per dare all’umanità di ogni tempo il vero pane di vita. La Chiesa è il luogo, e l’Eucaristia è il momento privilegiato ove si scopre la potenza di Cristo e si attinge la capacità di ripetere il prodigio da lui compiuto.

 

Tutti

Dal Salmo 145 (144):   Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.


Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

 

Pausa di Silenzio

 

1L. In questa domenica il Vangelo è quello del miracolo della moltiplicazione dei pani. Ammiriamo la generosità di Gesù, che si preoccupa e provvede ai bisogni della gente.

 

2L. Gesù era partito su una barca per ritirarsi in disparte in un luogo deserto: cercava un po' di tranquillità con gli apostoli dopo un'at­tività e un ministero stancanti. Ma la folla lo viene a sapere e lo segue a piedi dalle città. Così Gesù, sceso dalla barca, vede una grande folla.

 

1L. La nostra reazione spontanea in questi casi sarebbe quella di sentirci infastiditi, perché il progetto di stare un po' tranquilli viene ostacolato. Gesù invece rinuncia completamente al suo progetto. Anzi, vedendo una grande folla, subito ne prova compassione e guarisce i malati.

 

2L. Il sentire compassione è una caratteristica di Gesù nei Vangeli. Egli pensa subito al disagio della gente, alle sue necessità, alle sue sofferenze, e ne prova compassione.

 

1L. Nel Vangelo di Matteo Gesù riprende due volte l'espressione detta da Dio per bocca del profeta Osea:

 

SAC. «Misericordia io voglio, non sacrificio».

 

2L. Gesù sa che il Padre celeste è pieno di misericordia, e fa passare questa compassione di Dio attraverso il proprio cuore umano, mettendosi al servizio di tutti i bisognosi:

 

SAC. «Guarì i loro malati».

 

1L. Gesù viene a guarire e a dare agli uomini la gioia e la pace.

 

2L. Quando si fa sera, i discepoli mostrano di non condividere questa compassione di Gesù, ma di ragionare al modo umano; dicono a Gesù:

 

1L. «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».

 

2L. Questo è un ragionamento di buon senso: c'è tanta gente, non è possibile provvedere ad essa, e quindi la cosa più logica da fare è di congedare tutte queste persone, perché si arrangino e se la cavino da sé; la gente è venuta di propria iniziativa, adesso può anche an­darsene e cercare nei villaggi il cibo necessario.

 

1L. Ma Gesù non è d'accordo con questo modo naturale di ragionare; dice ai discepoli:

 

SAC. «Non occorre che vadano nei villaggi; date loro voi stessi da mangiare».

 

2L. Queste parole di Gesù hanno ispirato tanti santi, i quali, vedendo i bisogni e le necessità della gente del loro tempo, invece di lamentarsi o di pensare solo a se stessi, si sono preoccupati di venire incontro a tali necessità, istituendo Ordini e Congregazioni religiose impegnate nella carità.

 

1L. «Date loro voi stessi da mangiare» , è una frase che ciascuno di noi deve sentire come rivolta a sé.

 

2L. Quando incontriamo persone che si trovano nel bisogno, se vogliamo essere cristiani, dobbiamo preoccuparci di loro e fare tutto il possibile per portare rimedio ai loro disagi.

 

1L. I discepoli rimangono sconcertati dopo queste parole di Gesù, perché per loro è impossibile dar da mangiare a una folla così nu­merosa; dicono a Gesù:

 

SAC. «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!».

 

2L. Nel Vangelo di Giovanni Andrea aggiunge:

 

SAC. «Che cos'è questo per tanta gente?» (Gv 6,9).

 

1L. Effettivamente non è niente. Perciò sembra che il comando di Gesù non si possa realizzare.

 

2L. Ma Gesù ragiona in modo diverso; dice ai discepoli:

 

SAC. «Portatemeli qua».

 

3L.L. Poi ordina alla folla di sedersi; prende i cinque pani e i due pesci, alza gli occhi al cielo e pronuncia la benedizione.

 

4L. Qui abbiamo un elemento importante e decisivo: Gesù non si ferma al livello orizzontale di tante opere sociali, ma prende una direzione verticale: alza gli occhi al cielo, cioè si mette in rapporto con il Padre celeste; e pronuncia la benedizione, cioè rende grazie al Padre.

 

3L. Infatti, secondo il modo di parlare ebraico, benedire Dio vuol dire ringraziarlo.

 

4L. Dopo la nascita di Giovanni Battista, Zaccaria benedice Dio, dicendo:

 

3L. «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo» (Lc 1,68).

 

4L. Anche noi nell'Offertorio della Messa ringraziamo il Padre, di­cendo:

 

3L. «Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo; dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane...».

 

4L. La benedizione rivolta a Dio significa rendimento di grazie.

 

3L. Gesù ringrazia il Padre per il poco che ha a disposizione e, nello stesso tempo, per il molto che riceverà dalla sua bontà.

 

4L. Egli infatti è convinto della generosità divina e, quando pronuncia la benedizione, prevede che il Padre verrà incontro a questa situazione di disagio e troverà una soluzione.

 

3L. Poi spezza i pani e li dà ai discepoli, perché li distribuiscano alla folla.

 

4L. Tutto avviene con molta discrezione: non c'è una moltiplicazione visibile dei pezzi di pani, ma tutti mangiano, sono saziati, e alla fine avanzano molti più pezzi dei cinque pani e due pesci che erano a disposizione all'inizio.

 

3L. Così alla fine diventa evidente la manifestazione della generosità divina. Tutta la folla ha potuto mangiare, grazie all'unione di Gesù con il Padre celeste, grazie alla sua preghiera, grazie alla compassione del suo cuore e alla sua generosità.

 

4L. Questo miracolo non è solo un evento limitato nel tempo, ma ha una portata molto più vasta: è una prefigurazione dell'Eucaristia.

 

3L. Anche nell'Ultima Cena Gesù prenderà il pane, lo spezzerà e, dopo aver pronunciato la benedizione, lo darà ai suoi discepoli, dicendo:

 

SAC. «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me» (LC 22,19).

 

3L. Il che vuol dire che questa azione di Gesù si deve moltiplicare. In effetti essa continua a moltiplicarsi oggi, in modo sempre più abbondante e generoso.

 

4L. La moltiplicazione dei pani in fondo ci vuole dire che Dio ci dà un cibo che nutre in noi la capacità di amare, rendendoci vittoriosi e infondendo in noi la gioia più profonda, perché non c'è gioia più grande di quella di amare in modo generoso.

 

 

Tutti

 

Preghiera per il XXV° Congresso Eucaristico  Nazionale

(Ancona 4-11 settembre 2011)

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

 

  Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

5L.  Vorrei tanto essere uno dei cinquemila, di quella sera, sul lago. Li invidio, non per il miracolo dei pani, ma per la seduzione che hanno provato, più forte di ogni paura: sono andati da Gesù, ascoltano e vivono, ascoltano e brucia loro il cuore, ascoltano e risplende la vita.

 

6L. Stare con lui: e quando scende la sera, la notte e il deserto profumano di pane.

 

5L. Stare con lui: e sentire che più vivo di così non sarò mai.

 

6L. I discepoli, sono uomini pratici, e dicono a Gesù:Congeda la folla, perché vadano a comprarsi da mangiare.

 

5L. Ma Gesù non li manda via, non ha mai mandato via nessuno. È bello questo preoccuparsi dei discepoli, ma più bello è Gesù che prova compassione.

 

6L. Anzi, letteralmente,preso alle viscere per loro dice:

 

SAC.  “Date loro voi stessi da mangiare” .

 

5L. I discepoli parlano di comprare, Gesù parla di dare.

 

6L. Apre un altro modo di essere: dare senza calcolare, dare senza chiedere, generosamente, gratuitamente, per primi.

 

5L. A noi, che quotidianamente preghiamo:

 

6L. Dacci oggi il nostro pane, il Signore risponde:

 

SAC. “Voi date il vostro pane”.

 

5L. Dacci, noi invochiamo. Donate, ribatte lui.

6L. Ci sono molti miracoli in questo racconto: il primo è quello della folla che, scesa ormai la notte nel deserto, non se ne va e rimane con Gesù.

 

5L. Il secondo sono i cinque pani e i due pesci che qualcuno mette nelle sue mani, fidandosi, senza calcolare, senza trattenere qualcosa per sé, poco, ma tutta la sua cena.

 

6L. Terzo miracolo:poco, eppure quel poco basta, secondo una misteriosa regola divina: quando il mio pane diventa il nostro pane, il dono diventa seme di miracolo.

 

5L. Infine il quarto: la sovrabbondanza, tipica di Dio: raccolsero gli avanzi in dodici ceste. Una per ogni tribù, una per ogni mese.

 

6L. Tutti mangiano e ne rimane per tutti, e per sempre. E hanno valore anche gli avanzi, le briciole, il poco che sei, il poco che sai fare, il bicchiere d'acqua dato.

 

5L. Nulla è troppo piccolo di ciò che viene donato con tutto il cuore.

 

6L. L'unico merito che i cinquemila possono vantare, l'unico loro diritto al pane è la fame.

 

5L. Davanti a Dio mio vanto esclusivo è il bisogno. Di nulla mi vanterei se non della mia debolezza( 2 Cor,12, 5).

 

6L. Davanti a Dio non c'è nulla di meglio che essere nulla, come l'aria davanti al sole, come il polline nel vento ( Simone Weil), nutrendo così la nostra fame di sole e di pane, di cielo e di mani che conoscano il dono.

 

Tutti

 

Grazie, Gesù, per il tuo Pane,

Pane di fragrante comunione, Pane per il lungo cammino, Pane per un’unica missione, Pane per la vita del mondo.

Un Pane unico, regalo del tuo amore,

dato con una generosità assoluta dove ognuno sarà sazio,

dove ne rimane ancora, per quelli ai margini,

per quelli che verranno dopo, per noi! Sei provvidenziale!

Ma attendi che uniamo a esso la nostra farina,

l’opera nostra..

Anche oggi io devo condivide i doni, il cuore... me stesso. Nulla devo sottrarre all’amore.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Tu hai compassione della folla: della gente che ti ha cercato, della gente che ti ha seguito, della gente che ti ascolta e ti porta i suoi malati perché tu li guarisca, della gente che non si preoccupa neppure più del pane pur di stare con te. Per questo, Gesù, offri loro un segno destinato a nutrire non solo i loro corpi, ma anche la loro speranza. Spezzi per loro quel poco che ti viene messo tra le mani, cinque pani e due pesci, e li fai mangiare a sazietà. Signore Gesù, desta nel mio cuore un compassione autentica per tutti quelli che provano il desiderio di Dio, per tutti quelli che si mettono in cammino per trovare un senso alla loro vita, per quanti non sopportano più di percorrere le strade del mondo disorientati e smarriti. Signore Gesù, insegnami a spezzare con loro quel poco che ho tra le mani: il mio tempo, le mie risorse, quello che tu mi hai affidato. E a offrire il tuo Pane, l’unico cibo che può saziare la nostra esistenza.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

 

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il Santo Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.