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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

 


 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

 

Adorazione Eucaristica

Iª Domenica di Quaresima “Anno A”

 

Cel. “O Dio, nostro Padre,

con la celebrazione di questa Quaresima,

segno sacramentale della nostra conversione,

concedi a noi tuoi fedeli

di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo

e di testimoniarlo

con una degna condotta di vita.”(Colletta)

G. “L’annuale cammino di penitenza della Quaresima è il tempo di grazia, durante il quale si sale al monte santo della Pasqua. Infatti la Quaresima, per la sua duplice caratteristica, riunisce insieme catecumeni e fedeli nella celebrazione del mistero pasquale. I catecumeni sia attraverso l’“elezione” e gli “scrutini” che per mezzo della catechesi vengono ammessi ai sacramenti dell’iniziazione cristiana; i fedeli invece attraverso l’ascolto più frequente della Parola di Dio e una più intensa orazione vengono preparati con la Penitenza a rinnovare le Promesse del Battesimo”

(Paschalis Sollemnitatis n. 6)

 

Canto al Vangelo (Mt 4,4b)

T. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Cel. “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.”

T.  Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Quaresima non è sinonimo di dieta, occasione per perdere peso. Il rapporto col cibo indica ben altro. Quando ci lanciamo sulle pietanze, quando consacriamo al cibo un’attenzione degna di ben altra causa, noi finiamo coll’aprire una finestra sulla nostra esistenza. Lo ammettiamo: siamo percorsi da un’ansia nevrotica, da un bisogno preoccupante di divorare, di riempirci, di colmare una fame profonda che nessun nutrimento riesce a calmare. Ecco il digiuno della Quaresima: un rapporto diverso con il cibo, per avvertire finalmente necessità fondamentali che cerchiamo di coprire, per provare fame e sete di Dio, ma anche per vivere una condivisione più concreta con chi continuiamo a tenere, inesorabilmente, fuori dalla nostra porta.

 

Tutti

 

Dal Salmo 50:Rit. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

 

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;

nella tua grande misericordia

cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa,

dal mio peccato rendimi puro.Rit.

 

Sì, le mie iniquità io le riconosco,

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato,

quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.Rit.

 

Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.

Non scacciarmi dalla tua presenza

e non privarmi del tuo santo spirito.Rit.

 

Rendimi la gioia della tua salvezza,

sostienimi con uno spirito generoso.

Signore, apri le mie labbra

e la mia bocca proclami la tua lode.Rit.

 

Pausa di Silenzio

 

1L.La tentazione cui è sottoposto Gesù nel deserto all’inizio della sua missione, ripropone, la tentazione, di abbandonare le vie della fedeltà al progetto di Dio, per seguire le vie facili del successo, del prestigio, del compromesso, del potere.

 

2L. Anche per noi oggi, c’è la tentazione di seguire le vie della facilità, dell'istinto egoistico, del modo di pensare diffuso nei nostri ambienti e nella nostra cultura.

 

1L. Gesù riassume la nostra esperienza, vivendo le nostre stesse prove e insegnandoci le vie per uscirne vittoriosi.

 

2L. La tentazione del pane è emblematica, è per noi la tentazione di mettere al primo posto, nella nostra vita, le attese umane più immediate, di tipo sociale ed economico.

 

1L. Certo, nell'amore per l'uomo, che il Vangelo ci chiede con forza, c'è anche una risposta al bisogno di pane, soprattutto quando siamo chiamati a pensare al pane degli altri, al pane dei poveri, al pane di chi muore di fame.

 

2L. Ma cediamo alla tentazione del pane quando mettiamo la nostra sicurezza economica immediata prima della giustizia, quando, cioè, la ricerca del benessere diventa ossessione che contagia la nostra vita e trasforma la vita sociale in una corsa al sorpasso che rende tutti insoddisfatti, sempre pronti a rivendicazioni, ma incapaci di un progetto di giustizia, che esige lungimiranza, pazienza e sacrifici.

 

1L. Il Signore ci invita, in questa Quaresima, a pensare al pane non come tentazione, ma come impegno.

 

2L. Ci dice: per non cadere nella tentazione del pane, pensate al pane degli altri. Non chiedete al Signore un miracolo.

 

Cel. «Dì che queste pietre diventino pane».

 

1L. Fatelo voi il miracolo: dividete il vostro pane con chi non ne ha.

 

2L. È la «Quaresima della fraternità» che ogni anno ci invita alla conversione.

 

1L. Il Vangelo di Emmaus ci può suggerire una forte motivazione a questo impegno, un pensiero che potrebbe suonare così:

 

2L. «Gli uomini ci riconosceranno come discepoli di Gesù quando ci vedranno spezzare il pane con chi non ne ha», cioè quando vedranno i cristiani passare dalla pretesa del pane facile all'impegno del pane per tutti.

 

1L. La seconda tentazione invita a non pretendere di disporre dell'onnipotenza di Dio per realizzare un serio progetto di umanità.

 

2L. Il Signore non offre la sua onnipotenza, chiede il nostro impegno. I gesti miracolosi che vengono dall'alto non fanno maturare l'uomo.

 

1L. Ancora più disumana è l'illusione di poter risolvere con successo i nostri problemi cedendo al compromesso morale, assecondando i progetti dei poteri di questo mondo:

 

Cel. «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».

 

2L. È la terza tentazione.

 

1L. C'è un aspetto comune alle tre tentazioni: la pretesa di avere un mondo umano senza creare le condizioni che lo rendano possibile, senza pagarne il prezzo in termini di impegno e di sacrificio.

 

2L. Chiediamo al Signore di saper accogliere questi stimoli alla serietà del nostro impegno cristiano.

 

 

 

 

 

Tutti

 

Non basta sapere chi sei, Signore.

Non basta conoscere il tuo messaggio.

Non basta citare il Vangelo per sfoggio culturale.

Non basta dirmi cristiano.

Devo rendere visibile e toccabile il tuo Mistero

con la testimonianza di una degna condotta di vita.

Tu mi chiedi di agire alla luce della fede.

Una fede senza le opere è morta.

Una luce accesa in una stanza vuota non ha senso.

Non basta dire: “Bisogna essere di Cristo”!

Non è onesto dirsi di Cristo e agire da figli del mondo.

Non basta sentirsi bene in chiesa

e restare lontani dalle persone che formano la Chiesa.

E’ il mio agire, il mio operare alla maniera di Cristo

che mostra la mia identità.

E’ la mia condotta quotidiana

la più credibile testimonianza dell’unione con Cristo.

Con il demonio, Cristo non è sceso a compromessi.

 

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

3L. “Cenere in testa e acqua sui piedi”. Tra questi due riti si snoda la strada della Quaresima. Apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri.

 

4L. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala.

 

3L. Pentimento e servizio. Sono le grandi prediche che la chiesa affida alla cenere e all’acqua, più che alle parole.

 

4L. Non c’è credente che non venga sedotto dal fascino di queste due prediche. Le altre, quelle fatte dai pulpiti, forse si dimenticano subito. Queste, invece, no: perché espresse con i simboli che parlano un “linguaggio a lunga conservazione”.

 

3L. È difficile, per esempio, sottrarsi all’urto di quella cenere. Benché leggerissima, scende sul capo con la violenza della grandine. E trasforma in un’autentica martellata quel richiamo all’unica cosa che conta:

 

Cel. Convertiti e credi al Vangelo”.

 

4L. Peccato che non tutti conoscono la rubrica del messale secondo cui le ceneri debbono essere ricavate dai rami d’ulivo benedetti nell’ultima domenica delle palme.

 

3L. Se no, le allusioni all’impegno per la pace, all’accoglienza del Cristo, al riconoscimento della sua unica signoria, alla speranza di ingressi definitivi nella Gerusalemme del cielo, diverrebbero itinerari ben più concreti di un cammino di conversione.

 

4L. Quello “shampoo alla cenere”, comunque, rimane impresso per sempre: ben oltre il tempo in cui, tra i capelli soffici, ti ritrovi detriti terrosi che il mattino seguente, sparsi sul guanciale, fanno pensare per un attimo alle squame già cadute dalle croste del nostro peccato.

 

3L. Così pure rimane indelebile per sempre quel tintinnare dell’acqua nel catino.

 

4L. È la predica più antica che ognuno di noi ricordi. Da bambini l’abbiamo “udita con gli occhi”, pieni di stupore, dopo aver sgomitato tra cento fianchi, per passare in prima fila e spiare da vicino le emozioni della gente.

 

3L. Una predica, quella del giovedì santo, costituita con dodici identiche frasi: ma senza monotonia. Ricca di tenerezze, benché articolata su un prevedibile copione.

 

4L. Priva di retorica, pur nel ripetersi di passaggi scontati: l’offertorio di un piede, il levarsi di una brocca, il frullare di un asciugatoio, il sigillo di un bacio.

 

3L. Una predica strana. Perché, a pronunciarla senza parole, genuflesso davanti a dodici simboli della povertà umana, è un uomo che la mente ricorda in ginocchio solo davanti alle ostie consacrate.

 

4L. Miraggio o dissolvenza? Abbaglio provocato dal sonno, o simbolo per chi veglia nell’attesa di Cristo? “Una tantum” per la sera dei paradossi, o prontuario plastico per le nostre scelte quotidiane?

 

3L. Potenza evocatrice dei segni!

 

4L. Intraprendiamo, allora, il viaggio quaresimale, sospeso tra cenere e acqua.

 

3L. La cenere ci bruci sul capo, come fosse appena uscita dal cratere di un vulcano.

 

4L. Per spegnerne l’ardore, mettiamoci alla ricerca dell’acqua da versare... sui piedi degli altri.

 

3L. Pentimento e servizio. Binari obbligati su cui deve scivolare il nostro ritorno a casa.

 

4L. Cenere e acqua. Ingredienti primordiali del bucato di un tempo. Ma, soprattutto, simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi. (don Tonino Bello)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti

 

Ho deciso, Gesù, verrò da te!

Non cacciarmi lontano da te.

La tua Parola mi sostenga e cresca in me l’amicizia.

Dammi un cuore nuovo! E sconfiggerò ogni tentazione,

con te crocifiggerò la morte

e inalerò il profumo della vita.

Non allontanarmi da te, Gesù!

La tua Parola di fiducia mi inebria e mi fa progredire,

e la mia vita germoglia gemme di perdono e di pace,

fiori di condivisione e di amore.

La tua Parola di speranza mi sazia e mi dà vigore

per amare come ami tu facendo la volontà del Padre.

Ho deciso, Gesù, ti seguirò e con te vincerò il maligno!

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. La tua missione è cominciata e tu, Gesù, vieni subito sottoposto alla tentazione. Non è facile il compito che ti aspetta: coloro che attendono il Messia se lo sono immaginato nei modi più diversi. E tu devi scegliere, a costo di deludere, di scontentare, a costo di apparire debole, incapace. Ti sei fatto uomo e per questo devi fare i conti con la fame, con la fatica, con la fragilità, legate alla nostra condizione. Non cerchi scorciatoie, non domandi privilegi, ma accetti di farti condurre solo dalla fiducia nel Padre tuo. Potresti compiere gesti spettacolari per attirare l’attenzione su di te, per convincere i dubbiosi, per dimostrare che tu vieni veramente da Dio: sei il suo Figlio! Ma tu non hai bisogno che il Padre ti spiani la strada da ogni ostacolo e costringa tutti ad accoglierti: non hai bisogno di prove per essere sicuro del suo amore. Ogni impresa, ogni progetto ha bisogno di mezzi e spesso noi uomini riteniamo che sia determinante un grande spiegamento di forze. Tu invece decidi di essere il Messia povero, disarmato, ma anche totalmente libero, che obbedisce solo al Padre.

 

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

VHai dato loro il pane disceso dal cielo.

RChe porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

 

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

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