Italian Chinese (Simplified) Croatian Czech Dutch English Estonian French Georgian German Greek Japanese Polish Portuguese Russian Spanish
Get Adobe Flash player

Il santo del Giorno

Calendario Eventi

Aprile 2017
L M M G V S D
27 28 29 30 31 1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

La Liturgia di Oggi


 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

 

 

Adorazione Eucaristica

IIIª Domenica di Pasqua “Anno A”

 

Cel. “Esulti sempre il tuo popolo, o Padre,

per la rinnovata giovinezza dello spirito,

e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale,

così pregusti nella speranza

il giorno glorioso della risurrezione.”(Colletta)

 

G. L’Eucaristia, ci dice il Concilio, è «vertice e fonte di tutta la vita cristiana». La comunità cristiana non è un gruppo riunito attorno a un interesse umanitario, a un ideale filantropico, a un codice morale. E’ riunito attorno a una persona: Cristo risorto, forza unificatrice e forza propulsiva della comunità. Come i discepoli di Èmmaus, scoraggiati e delusi, in preda allo scetticismo e alla sfiducia, il mondo d’oggi riconosce Cristo quando i cristiani veramente sanno «spezzare il pane». L’Eucaristia ha una portata profondamente sociale. Condividere il pane eucaristico è un richiamo preciso a condividere l’altro pane, in un impegno di giustizia, di solidarietà, di difesa di coloro a cui il pane viene rubato dalle ingiustizie degli uomini e dei sistemi sociali sbagliati. La divisione del pane eucaristico ci costringe, per coerenza, a una più equa distribuzione dei beni, lottando contro ogni sperequazione economica, perché non manchi a nessuno il «pane quotidiano». E questo a livello di classi, di nazioni, di continenti. Se non sapremo spezzare il nostro pane, la nostra credibilità cristiana sarà compromessa e il mondo del sottosviluppo cercherà altre vie per ottenere giustizia, sotto l’urto della «collera dei poveri».

 

Canto al Vangelo (Lc 24,32)

T. Alleluia, alleluia.
Cel. “Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;

arde il nostro cuore mentre ci parli.”.

T.  Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 24,13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Il Cristo è riconoscibile solo da chi ha fede e il luogo, il momento per ogni rivelazione è l’Eucaristia. La meditazione della Parola si conclude e concretizza nel memoriale della sua passione e risurrezione. Il gesto dell’ospitalità dà ai discepoli la possibilità di incontrarsi con il Risorto. Tre le tappe perché la comunione con il Risorto sia piena: la parola, il pane spezzato, la professione di fede. L'assemblea dei "credenti" e la Celebrazione Eucaristica sono il luogo privilegiato della presenza sacramentale di Gesù risorto: nelle nostre Comunità domenicali è ancora Lui che ci parla e spezza il pane per noi attraverso i suoi ministri.

Il sangue prezioso di Cristo, l’Agnello senza difetti, per mezzo del quale siamo stati liberati, è nelle nostre mani in ogni Eucaristia, e ci insegna a vivere, giorno dopo giorno, nella santità. La nostra fede si nutre del "pane" che la Chiesa ci distribuisce; come a Èmmaus, Gesù, spezzando il pane, aprì alla fede il cuore dei discepoli.

 

Tutti

 

Dal Salmo 15:Rit. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.Rit.

 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare.Rit.

 

Per questo gioisce il mio cuore

ed esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,

né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.Rit.

 

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena alla tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra.Rit.

 

Pausa di Silenzio

 

1L.Il brano del Vangelo che abbiamo ascoltato ci offre una pagina indimenticabile. Chi di noi non ha camminato su una strada come quella di Èmmaus, con il cuore triste, in un giorno di amarezza e di delusione?.

 

2L.I nostri discorsi, come quelli dei discepoli, sono spesso un elenco deprimente di sconfitte, di delusioni, di pessimismo, mentre il Signore sta attuando progetti di vita.

 

1L.Ci sono avvenimenti che avrebbero la forza di sradicarci dal nostro passato e invitarci a un futuro nuovo, ma noi sappiamo solo piangere ciò che muore e non vediamo ciò che nasce. Siamo capaci solo di nostalgie e poveri di speranza.

 

2L.«Noi speravamo. Ma ormai sono passati tre giorni».

 

1L.Tre giorni! Questa è la dimensione della nostra speranza, la consistenza della nostra fede! La nostra speranza non merita nemmeno questo nome, se resiste solo quando le cose non contraddicono troppo i nostri progetti.

 

2L.Non sappiamo affidarci a Dio, né attendere il futuro che vuole costruire. Non sappiamo vedere il mondo di giustizia che può nascere dalla sofferenza accettata per essere fedeli alla verità, giudichiamo tutto con il metro dei nostri desideri ed è naturale che ogni smentita delle nostre attese crei smarrimento.

 

1L.La sofferenza non trova spazio nella nostra visione delle cose, mentre la croce dovrebbe essere parola centrale della nostra fede, non perché la nostra vita debba essere sofferenza, ma perché la sofferenza è il prezzo inevitabile della nostra fedeltà al mondo di Dio, che è un mondo che nulla concede al nostro istinto immediato e ai valori correnti. Se vogliamo essere fedeli alla giustizia dobbiamo fare scelte dolorose.

 

2L.Gesù si unisce ai due discepoli, e vuole aprirli a questa verità fondamentale.

 

1L.Dicendo: «Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?», voleva dire che questa è la strada della fedeltà.

 

2L.«Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo», perché troppo presi dalla loro delusione.

 

1L.Non sapevano prestare vera attenzione al discreto compagno di strada che rivelava loro il vero senso degli avvenimenti che avevano vissuto, e si condannavano a non capire, a non sentire l'aiuto di quella vicinanza fraterna.

 

2L.È il rischio che corriamo anche noi, quando, troppo presi dai nostri problemi, dalle nostre preoccupazioni, non riusciamo a cogliere la luce che ci viene dalla fede. Anche noi meritiamo il rimprovero di Gesù:

 

Cel. «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!».

 

1L.Non sappiamo prendere sul serio la parola del Signore nella preghiera, nello sforzo, cioè, di interpretare la realtà quotidiana alla luce della fede.

 

2L.Se non entriamo in un clima di discernimento, inevitabilmente leggeremo gli avvenimenti con le deformazioni del pessimismo, del pregiudizio, della paura, della delusione.

 

1L.«Gesù, con pazienza, si mette a spiegare ai due discepoli i passi della Scrittura che lo riguardavano, incominciando da Mosè», e aiuta i due a capire.

 

2L.La fede ci aiuta a rileggere la storia degli uomini, la nostra storia, con criteri nuovi.

 

1L.Forse bisogna ricominciare da capo, da Mosè, affidarsi alle intuizioni originarie della nostra fede, senza le mediazioni ingombranti dei nostri schemi precostituiti, delle formule, delle ricette moralistiche, delle nostre preoccupazioni istintive.

 

2L.Dobbiamo lasciarci guidare dalla Parola di Dio, dai criteri evangelici.

 

1L.In questo modo avremo meno risposte rassicuranti per il nostro istinto umano, ma riusciremo a renderci conto di ciò che avviene in profondità, e non saremo condannati a subire gli avvenimenti, ma impareremo a capirne il senso e passeremo, così, dalla tristezza e dallo smarrimento alla pienezza di una vita fortemente motivata. Dice il Vangelo:

 

2L.«Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via».

 

1L.Questo avvenne quando «Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro». Questo «camminare insieme» può salvare anche la nostra vita.

 

2L.Per questo bisogna sapersi «affidare» alla misteriosa presenza che dà senso al nostro cammino: la compagnia della fede. È la nostra più grande ricchezza.

 

1L.Ma essa è data solo a chi ne sente il desiderio e il bisogno:

 

2L.«Resta con noi, perché si fa sera», perché l'incertezza e il dubbio turbano la nostra vita.

 

1L.Questa è la preghiera giusta. Non basta un incontro occasionale, distratto, che non diventa ospitalità, rapporto personale.

 

2L.Chiediamo al Signore di cogliere la pienezza di luce che ci offre questa stupenda pagina del Vangelo di Luca, perché la nostra fede raggiunga sempre il livello di profondità a cui Dio ci chiama.

 

Tutti

 

Signore Gesù, nel momento della delusione

e della stanchezza

hai dato nuovo ardore al cuore dei tuoi discepoli

aprendoli all'intelligenza delle Scritture.

Resta ancora con noi

perché la notte incombe sul nostro mondo

e abbiamo bisogno della tua presenza

per aprirci alla certezza

che anche i momenti tragici che stiamo vivendo possono aprirci alla speranza che è ancora possibile, ubbidendo alla tua parola, costruire il mondo che tu hai annunciato.

Signore, il gesto di sederti a mensa con i tuoi discepoli

è ancora per noi il segno semplice e umano

della tua presenza nella nostra esistenza quotidiana.

Noi ti ringraziamo per la possibilità che ci è stata offerta

di rinnovare questo momento di comunione

ogni volta che partecipiamo all'Eucaristia,

e ti chiediamo che questo gesto religioso

ridoni slancio alla nostra fede

e la renda coraggiosa e feconda.

 

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

3L. «Resta con noi, perché si fa sera». Come tanti di noi, quando i giorni felici sono al tramonto e lungo il cammino cala la sera, i discepoli di Èmmaus si chiedevano come fosse possibile continuare a vivere se i sogni naufragano nel dolore, se tutto si riduce a una manciata di ore.

 

4L. Anche loro, che pure avevano visto Gesù far camminare gli zoppi e vedere i ciechi, moltiplicare pane e pesci, adesso che era morto sentivano una profonda tristezza: il passato e il presente, tutto diviene insopportabile se nell'ora della prova non c'è possibilità di un futuro riscatto.

 

3L. Quando la nostra storia ci appare senza senso è facile cadere nella tentazione di non credere più a nulla: la fede ci appare d'improvviso l'avvenire di un'illusione, i nostri occhi accecati dal dolore ci impediscono di riconoscere il Signore nelle persone che ci sono accanto e, quando alle nostre preghiere non arrivano risposte immediate, quando la nostra strada sembra portarci a una meta diversa da quella desiderata, Gesù ci appare un forestiero incontrato per caso lungo il cammino della nostra vita.

 

4L. Quando la malinconia della sera prende il sopravvento, incapaci di avvertire la compagnia del Maestro, non ci accorgiamo che Gesù è sempre sulla nostra strada, sempre attento a camminare al nostro fianco quando i sentieri della vita sono quelli del dolore.

 

3L. Troppo spesso, chiusi in noi stessi, schiacciati dal peso delle nostre croci, non vediamo le croci degli altri, non ci lasciamo aiutare né siamo disposti a offrire aiuto, dimenticando che solo nella condivisione si può vincere ogni dolore, perché solo la compagnia facilita il passo lungo la via.

 

4L. «Resta con noi, perché si fa sera» è allora la richiesta di chi, sulle strade del mondo, cerca un compagno sincero per affrontare la notte.

 

3L. Non è un caso che i discepoli di Èmmaus, che pure avevano creduto alla parola e alle opere del Maestro, sul calar della sera non abbiano riconosciuto la sua voce, ma nel vederlo spezzare il pane «si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero».

 

4L. «Resta con noi, perché si fa sera», la tua presenza ci aiuterà a superare la notte: è la preghiera di quanti, sicuri che il Signore sarà al loro fianco nel tratto di strada che manca alla meta, spezzano il pane con l'affamato.

 

3L. Se sapremo schierarci senza paura dalla parte di chi soffre, di chi è nel bisogno, anche noi sentiremo ardere il nostro cuore, riconosceremo la voce del Maestro che parla di vita, quella redenta, quella amata dal Padre.

 

4L. Allora con fede sincera leveremo al cielo la nostra preghiera:

«Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio... Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra».

 

Tutti

 

Resta con noi, Signore,

resta perché si fa sera,

la luce di ogni speranza si spegne

senza il tuo sguardo.

Notte profonda la vita se tu non ci sei,

cos'è l'uomo se non te ne curi.

Smarrito il cuore quando non conosce la via,

il senso non trova chi ha scelto la notte.

Ma tu, Signore, non abbandonare i tuoi servi,

resta e racconta il percorso,

svelaci il senso per ritrovare il mattino,

solo nella tua parola ci sarà conforto.

Resta con noi, Signore,

spezza ancora il tuo pane con noi.

Compagnia di speranza,

visione di vero,

le tombe alle spalle

risorta è la vita.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Senza di te, Signore Gesù, la nostra è la strada della tristezza e della delusione: è difficile andare avanti quando si porta un peso sul cuore, quando ci hanno toccato da vicino fatti veramente sconvolgenti perché rimettono in discussione le nostre scelte e le nostre speranze. Se tu cammini accanto a noi, Signore Gesù, qualcosa si scioglie nel profondo e possiamo raccontarti con parole semplici quello che proviamo, i nostri dubbi, i nostri interrogativi, le nostre pene. Se tu ci parli, Signore Gesù, una luce nuova rischiara la nostra storia così complicata e scopriamo un senso, una direzione, al nostro andare, al nostro pellegrinaggio. Allora si accende una speranza e fatti oscuri e incomprensibili vengono collegati tra loro, diventano pezzi di una storia, la tua storia con gli uomini, il mio rapporto con te. Se mi siedo alla tua mensa e tu spezzi per me il pane, Signore Gesù, allora i miei occhi si aprono e io vengo trasformato. Allora la strada percorsa con l’animo gonfio diventa un sentiero di gioia e di risurrezione.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

 

 

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

VHai dato loro il pane disceso dal cielo.

RChe porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

Questo Sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) per offrirti la migliore esperienza di navigazione e proporti contenuti pubblicitari in linea con le tue preferenze. Continuando la navigazione sul sito acconsenti all'uso dei cookie. Per dettagli sui cookie o per bloccarne l'installazione clicca su privacy policy. per avere maggiori informazioni,vedi di seguito privacy policy.

accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information