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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi


 

 


Adorazione Eucaristica

XXXª Domenica del Tempo Ordinario “A”

 

SAC. “Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa’ che amiamo ciò che comandi.” (Colletta)

 

 

G. «Amerai...». Come ricorda anche papa Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est, questo verbo pone un vero dilemma. Da una parte il termine “amore” oggi è diventato una delle parole più usate e anche abusate (n. 2), alla quale annettiamo accezioni del tutto differenti. Dall’altro, «Dio è amore» esprime la centralità della fede cristiana, che ha accolto il nucleo della fede di Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità in Cristo. Il divario tra il linguaggio comune e il linguaggio della fede obbliga il credente a non accontentarsi di generali e ambigue affermazioni sull’amore. E’ fondamentale che egli assuma tale termine nella ricca accezione biblica, scoprendo il cuore di Dio entro le azioni e le parole della Storia della Salvezza. L’amore cristiano ha nell’amore di Dio la propria origine, forza e riferimento, e questo è lontano da ogni retorica sentimentale e mal sopporta generiche esortazioni. Al centro ha, infatti, l’evento sconvolgente della morte di Cristo, sacrificio di perenne valore e totale donazione, croce che dice amore salvifico e di perdono, amore creatore e libero.

 

Canto al Vangelo (Gv 14,23)

T.Alleluia, alleluia.

SAC. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Matteo: (Mt 22,34-40)

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Il grande e primo comandamento nella risposta di Gesù è caratterizzato dal verbo «amare». È un verbo che oggi attrae, suscita facilmente consensi. Bisogna però precisare bene il senso con il quale Gesù lo propone. L’amore è infatti oggi spesso inteso in modo molto superficiale, come sentimento che prende le emozioni, che può essere un giorno intenso e in breve tempo magari scomparire, che a volte viene anche invocato per giustificare gesti insensati e scelte al limite della moralità. Spesso ci si appella all’amore, in realtà ci si avvicina all’egoismo: amando si cerca la propria personale gratificazione. Nella proposta di Gesù l’amare Dio è anzitutto caratterizzato dalla fedeltà. Il modello è l’amore di Dio verso l’uomo, un amore fedele, che dura nel tempo, nonostante le infedeltà e i tradimenti dell’uomo. Così Dio chiede un amore fedele, che sappia attraversare difficoltà e dubbio, che sappia resistere alle tentazioni.

 

Tutti

Dal Salmo 18 (17): Ti amo, Signore, mia forza.

 

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, 
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

 

Pausa di Silenzio

 

1L.Questa domenica la liturgia ci presenta un Vangelo breve, ma molto importante, sulla questione di quale sia più grande dei comandamenti. Matteo racconta che, dopo che Gesù ha risposto ai sadducei e li ha messi a tacere, i farisei si riuniscono per metterlo alla prova.

 

2L. Uno dei farisei, dottore della legge, rivolge a Gesù questa domanda: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?».

 

1L. È una domanda dalla risposta difficile, perché nella Legge di Mosè sono contemplati ben 613 precetti e divieti. Come individuare, tra tutti questi, il più grande comandamento? Ma Gesù non ha nessuna esitazione, e risponde subito:

 

SAC. «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento».

 

2L. Poi aggiunge una cosa che non era stata richiesta dal dottore della legge:

 

SAC. «Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso».

 

2L. E conclude, con grande autorevolezza:

 

SAC. «Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

 

1L. Questa risposta di Gesù non è scontata, perché tra i molti precetti e divieti i più importanti erano, a parere di tutti, i dieci Comandamenti.

 

2L. Nel Deuteronomio Mosè spiega che il Decalogo, cioè i dieci Comandamenti, è stato promulgato da Dio stesso.

 

1L. Soltanto questi comandamenti sono stati pronunciati da Dio; gli altri comandamenti o divieti sono stati dati al popolo da Mosè, e non direttamente da Dio.

 

2L. Perciò sarebbe logico che Gesù, nella risposta al dottore della legge, scegliesse uno dei dieci Comandamenti. Gesù però non sceglie uno dei dieci Comandamenti, ma cerca altrove.

 

1L. Sceglie un altro testo del Deuteronomio, che presenta il comandamento dell’amore, e un testo del Levitico, che esprime un secondo comandamento dell’amore, e dice che il secondo è simile al primo:

 

SAC. «Amerai il Signore tuo Dio... Amerai il tuo prossimo».

 

2L. Questi sono comandamenti che danno uno slancio straordinario, perché presentano un ideale molto alto.

 

SAC. «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».

 

1L. Chi può dire veramente di aver raggiunto questo ideale? Noi rimaniamo sempre al di sotto di questa esigenza; perciò dobbiamo sempre sforzarci di progredire per essere almeno un po’ più vicini a questo ideale magnifico di un amore completo, perfetto, illimitato.

 

SAC. «Amerai il tuo prossimo come te stesso».

 

2L. Chi può dire di riuscire ad amare il prossimo come se stesso? Noi abbiamo per noi stessi un amore innato, radicato nella nostra psiche, e in realtà tutto ciò che facciamo per il prossimo è sempre pochissimo rispetto a ciò che facciamo per noi stessi.

 

1L. Inoltre, riguardo a questo secondo comandamento, dobbiamo anche dire che Gesù in un’altra circostanza più drammatica ha allargato la prospettiva, quando ha detto:

 

SAC. «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati».

 

1L. Il che vuol dire che dobbiamo amare gli altri più della nostra vita, perché Gesù ci ha amato più della sua vita, offrendo la sua vita per noi.

 

2L. Pertanto, l’ideale che Gesù ci presenta è un ideale meraviglioso, che corrisponde al desiderio profondo del nostro cuore.

 

1L. Infatti noi siamo stati creati proprio per questo: Dio, che è amore, ci ha creati per farci partecipare al suo amore, per essere amati da lui e per amarlo e amare con lui tutte le altre persone.

 

2L. Questo è l’ideale umano più alto.

 

1L. Ma, per raggiungerlo, abbiamo un assoluto bisogno della grazia di Dio, abbiamo bisogno di ricevere in noi la capacità di amare che viene da Dio.

 

2L. Il cuore di Gesù ci viene offerto per amare veramente il Padre come egli lo ha amato, e per amare il nostro prossimo come egli lo ha amato.

 

1L. Gesù si offre a noi proprio per questo.

 

2L. Nell’Eucaristia riceviamo in noi il suo Corpo e il suo Sangue, cioè riceviamo Gesù nel momento del suo più grande amore, nel momento in cui egli ha offerto se stesso al Padre per la nostra salvezza, nel momento in cui ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue per essere nostro cibo e nostra bevanda spirituale e alimentare così in noi la vita di amore.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

  Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L.  «Maestro, qual è il più grande comandamento della Legge, della Torah?»:

 

4L. Questa è la domanda fatta a Gesù da un esperto della Legge appartenente al movimento dei farisei.

 

3L. Si tratta di un interrogativo serio, motivato dall’esigenza di sintetizzare i tanti precetti presenti nella Scrittura, così da comprendere l’essenziale della volontà di Dio rivelata nella Torah e nei Profeti.

 

4L. Questa domanda è però viziata alla radice da un’intenzione malvagia, già annotata più volte nel corso del vangelo, sempre a proposito degli uomini religiosi:

 

3L. «Interrogò Gesù per metterlo alla prova», per tentarlo e sorprenderlo in fallo nelle sue parole.

 

4L. Gesù, pur accorgendosi della falsità del suo interlocutore, non lo ripaga con la stessa moneta, ma gli rivolge una parola franca e leale: ecco la grande libertà di Gesù, l’amore con cui egli cerca di abbattere le barriere erette dagli uomini, offrendo a tutti coloro che incontra la buona notizia del Vangelo, senza fare differenza di persone.

 

3L. La sua autorevolezza nasce dalla scelta di non annunciare se stesso ma la volontà di Dio, la Parola di vita contenuta nella Scrittura: e tutto questo con una capacità di sintesi che sempre ci stupisce.

 

4L. Qui, in particolare, Gesù risponde citando quello che definisce «il più grande e il primo dei comandamenti»:

 

SAC. «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».

 

3L. Sappiamo bene che si tratta dello Shema ‘ Isra ‘el («Ascolta, Israele...»), la professione di fede ripetuta tre volte al giorno dal credente ebreo: al Dio che ci ama di un amore eterno, a lui che ci ama per primo, si risponde con un amore libero e pieno di gratitudine.

 

4L. Fin qui, potremmo dire, Gesù si mantiene nel solco della tradizione di Israele. A questo punto egli compie però un’importante innovazione, accostando al versetto del Deuteronomio uno tratto dal Levitico:

 

SAC. «Il secondo comandamento è simile al primo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”».

 

3L. Risalendo alla volontà del Legislatore, Gesù discerne che amore di Dio e del prossimo ossia del «vicino», o meglio di colui al quale ciascuno accetta di farsi vicino, come Gesù stesso ci ha insegnato nella parabola del «buon Samaritano»,  sono in stretta relazione tra loro.

 

4L. Sì, se è vero che ogni essere umano è creato da Dio a sua immagine, non è possibile pretendere di amare Dio e, nello stesso tempo, disprezzare la sua immagine sulla terra.

 

3L. Tra l’altro, evidenziando questa contraddizione in termini, Gesù sta invitando il suo interlocutore, senza giudicarlo o condannarlo, a fare chiarezza in sé, a mutare il suo modo di pensare e di agire.

 

4L. Chi ha compreso con intelligenza il rapporto inscindibile tra amore di Dio e del fratello è Giovanni il quale, portando alle estreme conseguenze le parole del suo Signore e Maestro, scrive:

 

3L. «Se uno dice: “Io amo Dio” e odia suo fratello, è un menzognero; chi non ama suo fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello».

 

4L. Al termine del suo dialogo con il fariseo Gesù afferma:

 

SAC. «Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

 

3L. Egli ribadisce così che la pratica dell’amore è il compimento della Scrittura, è il modo più semplice e completo per tradurre nella nostra esistenza personale quell’amore che ha spinto Dio a entrare in relazione con noi uomini, fino al dono di suo Figlio.

 

4L. Inoltre, insistendo nuovamente sul fatto che l’amore è un comandamento, Gesù chiarisce che ciò di cui sta parlando non è un sentimento spontaneo che, quasi naturalmente, sgorga dal nostro cuore.

 

3L. No, è l’agape, l’amore che non esige il contraccambio ma è donato a chiunque, sempre, senza alcun limite, fino al nemico; è l’amore da chiedere con insistenza a Dio nella preghiera; è la quotidiana «fatica dell’amore».

 

4L. È quell’amore esemplificato da Gesù con parole concretissime, che costituiscono un pressante appello per ogni cristiano:

 

SAC. «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

 

 

Tutti

 

Signore, se penso alla mia vita 
lo sai che cosa mi viene in mente? 
Una corsa ad ostacoli! 
Tra il lavoro, lo sport, le cose di casa... 
non riesco mai a fermarmi un po' 
e a guardarmi intorno. 
Mi sembra di essere come uno di quei discepoli 
che andavano a Emmaus: 
cammino con Te a fianco senza riconoscerti. 
Aiutami allora, Signore, 
a rimanere sempre "ad occhi aperti" 
per poter vedere il tuo volto 
riflesso in quello dei miei genitori, 
del mio sposo/a, dei miei amici, del mio parroco 
e, soprattutto, nelle facce sofferenti degli ultimi: 
i poveri, i malati, i carcerati... 
Fa', o Signore, che riesca sempre 
a mettere in pratica con tutti 
il tuo comandamento più grande: l'amore.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

 

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Anch’io vorrei essere nel coro che in eterno canta il tuo nome, un coro dove uomini di ogni popolo, razza, lingua e cultura, si riconosceranno nel tuo Amore. Qui ti chiamiamo con nomi diversi e, nel tuo nome, talvolta, ci odiamo; ma se amiamo il povero, il forestiero e l’esiliato è perché nel loro sorriso riconosciamo te,Signore Dio. Non diciamo che tu sei un dio qualsiasi e che un credo vale l’altro, diciamo piuttosto che ogni volto affamato è il tuo volto, che ogni assetato sei tu e chi dona pane, acqua e un po’ d’amore ama te, pur senza saperlo. E’ il tuo Spirito d’Amore che riempie l’universo intero. Fa’ che mai il mio cuore si chiuda all’Amore!

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

 

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il Santo Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.