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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

Adorazione Eucaristica

IIIª Domenica di Quaresima Anno “B”

 

SAC. “Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia.” (Colletta)

 

 

G. I testi antichi parlano della Quaresima come di un “sacramento”; il Messale italiano traduce: «segno sacramentale della nostra conversione». Senza forzare il significato del termine sacramentum non univoco nell'uso della Chiesa antica applicato alla Quaresima, possiamo intenderlo nel senso patristico da cui deriva il suo uso liturgico. La Chiesa vive questo tempo di quaranta giorni come di azione, fatta di gesti e parole, il cui significato è dato dalla parola di Dio e dalla presenza operante di Cristo. Tutta l'azione sacra compiuta dalla Comunità cristiana, riunita in assemblea liturgica, è “sacramento”, cioè segno degli eventi salvifici culminati in Cristo. La Quaresima, nel suo insieme di parola che annuncia gli eventi della salvezza, riti e pratiche ascetiche, è un grande segno sacramentale, mediante il quale la Chiesa partecipa nella fede e nella conversione al mistero di Cristo che per noi fa l'esperienza del deserto, digiuna, è vittorioso della tentazione, scegliendo la via del messianismo del servo umile e sofferente fino alla croce.

 

Canto al Vangelo (Gv 3,16)

T.Lode e onore a te, Signore Gesù!

SAC. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.»”
T.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (Gv 2,13-25)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Il tempio cui Gesù intende alludere è il suo corpo che sarà distrutto dalla morte, ma riedificato nella risurrezione. Santuario della divina presenza, e vero luogo dell'incontro con Dio è la persona di Gesù. Con la sua vita egli indica quale sia il vero culto che il Padre attende dal suo popolo: fare la volontà di Dio, aderire alla sua Parola, vivere la carità e la giustizia. Non è tanto allora il luogo sacro o il numero dei sacrifici che realizzano la comunione con Dio, quanto soprattutto quei segni ancora più espressivi di una profonda e genuina adesione interiore: l'offerta di sé, della propria obbedienza e volontà di conversione.

 

Tutti

 

Dal Salmo 19 (18): Signore, tu hai parole di vita eterna.

 

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro, 
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro, 
di molto oro fino,
più dolci del miele 
e di un favo stillante.

 

Pausa di Silenzio

 

Cel. «Non fate della casa del Padre mio un  mercato».

 

1L. Questo insegnamento di Gesù è sempre attuale, non soltanto per le singole persone, ma anche per le comunità e le società intere che, purtroppo, spesso sono fondate sulla ricerca del denaro e del potere, invece che sulla ricerca della giustizia, della pace e dell'amore.

 

2L. Gesù ci chiede di non avere nessun idolo, e noi durante la Quaresima dobbiamo esaminarci per vedere se nella nostra vita abbiamo degli idoli, cioè delle realtà a cui diamo un culto e a cui ci assoggettiamo in modo indebito.

 

1L. Alla fine della sua Prima lettera Giovanni ci dice: «Figlioli, guardatevi dai falsi dèi!».

 

2L. L'idolo è un male che minaccia sempre la nostra esistenza e c'impedisce di vivere una vita bella, nella giustizia, nella pace e nell'amore.

 

1L. Nel Decalogo i primi comandamenti riguardano la relazione con Dio, gli altri la relazione con il prossimo. Il Decalogo esprime le condizioni indispensabili per essere in una relazione positiva con Dio.

 

2L. Non è possibile vivere in comunione con lui, se non rispettiamo lui e se non rispettiamo i diritti dei nostri fratelli: chi uccide, chi commette adulterio, chi ruba, chi dice falsa testimonianza, chi ha desideri cattivi, non può essere in una relazione buona con Dio.

 

1L. Noi siamo fatti per vivere in comunione con Dio. Questa nostra vocazione è una realtà meravigliosa, che dobbiamo saper apprezzare. Infatti, non c'è nulla al mondo che possa avere la stessa importanza.

 

2L. La comunione con Dio e l'essere in sintonia con il suo amore sono le cose più importanti della nostra esistenza.

 

1L. Per Gesù la comunione con Dio è la realtà fondamentale. Egli vive completamente per il Padre, fa sempre la volontà del Padre, cerca di diffondere l'amore del Padre. Per questo, come vediamo nell'episodio evangelico di oggi, egli diffonde anche il rispetto per la casa del Padre.

 

Cel. «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».

 

2L. I discepoli si servono di queste parole del salmo per interpretare il gesto di Gesù di purificare la casa di Dio. E un gesto molto rischioso. Esso infatti suscita subito l'ostilità delle autorità religiose, e anche di altre persone i cui interessi vengono messi a repentaglio.

 

1L. Ma Gesù non ha esitazioni: vedendo nel tempio persone che vendono, fanno commercio, fa una sferza di cordicelle e scaccia tutti fuori del tempio.

 

2L. La nostra vita dev'essere vissuta non nella ricerca del nostro vantaggio e del profitto, ma nella generosità.

 

1L. Dobbiamo ricordare sempre queste forti parole di Gesù, per respingere le tentazioni, tanto frequenti, di fare della nostra anima, che è la casa di Dio, un luogo di mercato, e quindi di vivere nella continua ricerca dei nostri interessi, invece che nell'amore generoso.

 

2L. I giudei chiedono a Gesù di rendere conto di questo suo gesto, gli chiedono un segno della sua autorità:

 

Cel. «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».

 

2L. Gesù dichiara:

 

Cel. «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

 

1L. Ovviamente queste sue parole suscitano la sorpresa dei giudei, i quali gli dicono:

 

Cel. «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».

 

1L. Ma l'evangelista spiega che «Gesù parlava del tempio del suo corpo».

 

2L. Qui Gesù si riferisce al suo mistero pasquale: distruzione del santuario e ricostruzione di un altro santuario, molto diverso. Questa predizione di Gesù verrà poi ripresa nel racconto della passione.

 

1L. In questo episodio dunque siamo messi di fronte al mistero pasquale di Gesù, che può essere sintetizzato nella frase che egli dice ai giudei:

 

Cel. «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

 

2L. Il vero tempio è il tempio del corpo di Gesù. L'evangelista commenta:

 

Cel. «Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù».

 

1L. Durante la Quaresima ci prepariamo a vivere intensamente il mistero pasquale di Gesù, a ricordare che Gesù, che è il vero tempio di Dio, è stato respinto dagli uomini e distrutto.

 

2L. Ma l'amore di Dio ha prevalso,perché Dio ha trasformato questo evento ingiusto e crudele in un'occasione di vittoria sul male e sulla morte con la forza dell'amore.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

  

Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L. L'itinerario quaresimale, che la chiesa ci invita a percorrere, passa anche attraverso la lettura del vangelo secondo Giovanni; per questo, tralasciando la narrazione di Marco, in questa e nelle prossime due domeniche contempliamo alcune parole e gesti di Gesù testimoniati dal quarto vangelo.

 

4L. Oggi viene raccontato un gesto compiuto da Gesù a Gerusalemme, in occasione della celebrazione della festa di Pasqua: entrato nel tempio, egli vede che lo spazio chiamato «atrio delle genti», in quanto riservato ai non-ebrei che volevano conoscere la fede e il culto di Israele e «avvicinarsi» al Signore, è stato trasformato in luogo di commercio, di vendita degli animali per i sacrifici.

 

3L. Sappiamo inoltre che lì i cambiavalute scambiavano le monete per consentire ai pellegrini di pagare il tributo al tempio, e che molti attraversavano quel cortile per accorciare il cammino verso la valle del Cedron.

 

4L. Insomma, un luogo che Dio aveva voluto come «casa di preghiera per tutte le genti» era diventato un luogo di mercato...

 

3L. Ecco allora che la passione, l'amore bruciante di Gesù per Dio suo Padre e per la sua dimora si desta con forza:

 

4L. «Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi».

 

3L. Si tratta di un gesto profetico, un gesto scandaloso che turba le consuetudini fissate dalla tradizione e, nel contempo, attualizza la profezia di Geremia contro il tempio stesso; un gesto che anni dopo sarà ripetuto da un altro galileo, il quale per questo motivo sarà condannato a morte nel 61 d.C...

 

4L. Ma perché Gesù compie questa azione? E cosa conferisce a questa profezia un carattere unico?

 

3L. Gesù agisce così per ricordare che il tempio è la dimora di Dio; per annunciare che è giunta l'ora preannunciata da Zaccaria, in cui le genti sarebbero salite a Gerusalemme per la fine dei tempi, l'ora in cui «nella casa del Signore non vi sarà più un mercante»

 

4L. E, soprattutto, per manifestare che lui, il Figlio di Dio, può chiedere con forza il rispetto della volontà di Dio sul luogo che egli definisce «casa del Padre mio».

 

3L. Questo gesto suscita immediatamente una domanda da parte dei giudei là presenti:

 

Cel. «Quale segno ci mostri per compiere queste cose?»

 

3L. Come sempre gli uomini religiosi si affrettano a «chiedere segni» in grado di comprovare l'autorità di Gesù...

 

4L. In risposta a tale richiesta Gesù, come avviene abitualmente nel quarto vangelo, ri-vela, alza il velo sulla propria identità, e lo fa rivolgendosi ai suoi interlocutori con un ironico imperativo:

 

Cel. «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

 

3L. Sì, dice Gesù, voi metterete a morte e annienterete il tempio di Dio che sono io, ma in tre giorni io lo rialzerò! Ecco la grande rivelazione: ormai la dimora di Dio non si trova più nel tempio di Gerusalemme, ma il corpo di Gesù è la vera dimora di Dio.

 

4L. Il luogo dove tutti gli uomini possono incontrare Dio è Gesù, un uomo, una carne umana che è anche la Parola di Dio, il Figlio stesso di Dio.

 

3L. Dio è presente ovunque, ma c'è un sito, un luogo in cui egli abita in modo unico e speciale: se nell'antica economia tale luogo era il tempio di Gerusalemme, ora è Gesù, sito del Dio invisibile.

 

4L. Ecco perché secondo le parole di Gesù alla donna samaritana ormai chi adora Dio non lo adora più né a Gerusalemme né sul monte Garizim, ma nello Spirito Santo e nella Verità, che è Gesù Cristo.

 

3L. Il nostro brano, apertosi con l'affermazione che «era vicina la Pasqua dei giudei», sfocia sull'annuncio fatto da Gesù della sua Pasqua.

 

4L. In essa non saranno più necessari gli animali come vittime sacrificali per questo sono scacciati dal tempio, ma Gesù sarà la vittima pasquale a causa del suo zelo, del suo amore ardente per Dio: sarà proprio questo amore a divorarlo, a essere cioè la causa della sua morte violenta...

 

3L. Ci viene così annunciata la vicina Pasqua di Gesù quale termine del cammino quaresimale, e ci viene anche rivelata l'esistenza di un tempio nuovo, già annunciato dai profeti, un tempio non più fatto di pietre ma costituito dal corpo di Gesù:

 

4L. Corpo di Gesù di Nazaret, Figlio di Dio; corpo che siamo noi innestati in lui, noi dimora di Dio, tempio nel quale siamo chiamati a offrire a Dio il vero sacrificio, quello della nostra vita quotidiana.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

avevano trasformato la casa di tuo Padre

in un mercato

ed hai dovuto usare la frusta

per denudare questo peccato.

Ora sei tu la casa del Padre:

passato attraverso la morte,

sei risorto e vivi in eterno,

tempio sempre aperto per noi.

Spesso vaghiamo cercando vita,

bussiamo a porte chiuse,

che nascondono il niente,

o aperte su illusioni di morte.

Tu che leggi nel nostro cuore

il desiderio vero d'incontrare te,

prendici per mano e guidaci al mattino di luce

della nostra Pasqua.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Quel giorno tu hai rivelato, Gesù, quanto ti stia a cuore un rapporto autentico col Padre tuo, quanto ti addolori constatare che gli uomini di ogni tempo tentino di appiccicargli maschere mostruose che coprono e tradiscono i suoi lineamenti. E non c’è nulla che deturpi la relazione vera con Dio più del tentativo, più o meno scoperto, di renderla una transazione commerciale. Il Padre non ha bisogno delle nostre offerte e dei nostri sacrifici: quello che desidera, infatti, è un legame d’amore che investe tutta la persona e non tocca solamente il portafoglio! Il Padre non cerca adoratori interessati, illusi di poter piegarlo ai propri progetti, ma figli disposti a compiere la sua volontà e realizzare il suo progetto, a qualsiasi costo. Il tuo gesto violento, quel giorno, deve aver scandalizzato molto e creato non piccoli problemi. E tuttavia esso era dettato solamente dall’amore, dal desiderio di veder sorgere una comunione intensa, all’insegna della libertà.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Donaci, o Padre, la luce della fede e la fiamma del tuo amore, perché adoriamo in spirito e verità il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù, presente in questo santo sacramento. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.