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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

 

 

Adorazione Eucaristica

XIIIª Domenica del T.o. “Anno C”

 

 

Cel. “O Dio, che ci chiami a celebrare i tuoi santi misteri,
sostieni la nostra libertà con la forza e la dolcezza del tuo amore,
perché non venga meno la nostra fedeltà a Cristo
nel generoso servizio dei fratelli.”
(Colletta)

 

 

 

G. Gesù durante tutto il suo ministero si presenta come un rabbì, un maestro, che raduna attorno a sé dei discepoli. Il chiamato, per poter collaborare alla missione divina del Messia, deve esser pronto a condividere la vita e il destino di Gesù, riconoscendolo e accettandolo come scelta di vita. Non si tratta quindi tanto di aderire a una dottrina, ma di legarsi alla sua persona.

 

Canto al Vangelo (1Sam 3,9; Gv 6,68)

T. Alleluia, alleluia.
Cel. “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta:
tu hai parole di vita eterna.”
T.
 Alleluia.

 Dal Vangelo secondo Luca: (Lc 9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Il gesto di Gesù narrato nel Vangelo ci consegna un’immagine particolarmente significativa per la vita cristiana. Per Gesù «stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto», chiara allusione alla morte di croce, snodo fondamentale della vicenda umana del Cristo, e quindi quel mettersi in cammino verso Gerusalemme significava affrontare il senso del suo essersi fatto uomo per la nostra salvezza. E il cammino può rappresentare la parabola di tutta la nostra vita. Dall’ascolto della Parola, all’incontro con il Signore, alla decisione di seguire Gesù e il Vangelo, si delinea l’itinerario della vita. Non sempre si procede con lo stesso passo, ma il cammino descrive il muoversi verso la meta della comunione eterna nel regno di Dio.

 

Tutti

 

Dal Salmo 15: Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

 

Pausa di Silenzio

 

1L. Il Vangelo oggi esprime una contrapposizione tra Gesù ed Elia, che era considerato il più grande profeta dopo Mosè. Elia non ci ha lasciato nessuno scritto, ma di lui si raccontano episodi straordinari, che non vengono narrati di altri profeti, come, ad esempio, Isaia e Geremia.

 

2L. La prima contrapposizione tra Gesù ed Elia si manifesta nella prima parte del brano evangelico, nell'episodio di Gesù respinto dai samaritani.

 

1L. Gesù si dirige risolutamente verso Gerusalemme, dove sa che deve avvenire il compimento del suo ministero. Manda avanti dei messaggeri, che s'incamminano ed entrano in un villaggio di samaritani per fare i preparativi.

 

2L. Ma i samaritani non vogliono riceverlo, perché è diretto verso Gerusalemme. Tra i giudei e i samaritani, infatti, c'è una forte ostilità.

 

1L. Vedendo questo, i discepoli Giacomo e Giovanni dicono a Gesù:

2L. «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».

 

1L. Quella di Giacomo e Giovanni è una reazione forte, come quella avuta una volta dal Profeta Elia, probabilmente gli Apostoli pensano proprio alla vicenda accaduta a questo profeta.

 

2L. Ma Gesù,  non accetta la proposta di Giacomo e Giovanni, Gesù è mite e umile di cuore. Se le persone non vogliono riceverlo, va altrove; non minaccia, non castiga, ma attende che le persone diventino benevole e accoglienti.

 

1L. La seconda diversità tra Gesù ed Elia si manifesta nella risposta che Gesù dà a uno che voleva diventare suo discepolo. Costui gli dice:

 

2L. «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».

 

1L. Questa sembra una cosa molto umana. E in effetti, Elia accetta una richiesta simile che gli viene fatta da Eliseo.

 

2L. Gesù invece, ha una risposta ferma:

 

Cel. «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

 

1L. Così, se da un lato Gesù si mostra mite, dall'altro si mostra molto esigente con i discepoli. Anche a un altro che si presenta a lui parla nello stesso tono.

 

2L. Quell'uomo gli dice: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre»,

 

1L. e Gesù risponde:

 

Cel. «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va' e annuncia il regno di Dio».

 

1L. Perché Gesù è così esigente?

 

2L. Perché è consapevole dell'importanza radicale, assoluta della propria missione. Per questo non ammette nessun indugio, nessun ritardo da parte dei suoi discepoli. Essi devono essere pronti a seguirlo, rinunciando a tutto.

 

1L. Gesù aveva detto:

 

Cel. «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me».

 

2L. Per seguire Gesù, bisogna lasciare tutto. Bisogna lasciare la propria situazione abituale comoda accettare una situazione difficile, perché, come dice Gesù,

 

Cel. «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

 

1L. L'esigenza di Gesù è un'esigenza ispirata all'amore, non alla severità. Infatti, in questo modo egli manifesta pienamente la propria identità divina. E in questo modo i discepoli possono accoglierlo in tutta la sua ricchezza, possono avere una relazione profonda con lui.

 

2L. Se Gesù non si mostrasse esigente con noi, vorrebbe dire che la nostra relazione con lui non è diversa da quella che noi possiamo avere con un qualsiasi altro amico o parente.

 

1L. La nostra relazione con Gesù invece è completamente diversa, perché egli è Figlio di Dio. Gesù è stato mandato dal Padre per salvare il mondo, e la sua missione è di un'importanza suprema.

 

2L. Nella nostra vita dobbiamo operare necessariamente una scelta, sapere che cosa realmente vogliamo e, se scegliamo lo Spirito, essere coscienti di dover lottare contro la carne.

 

1L. Non è possibile vivere tranquillamente, accettando tutti i desideri che si presentano nei nostri cuori. Anche Gesù esige da noi una scelta, quando ci dice che, se vogliamo essere suoi discepoli, dobbiamo prendere la nostra croce e seguirlo.

 

2L. Seguire lui significa impegnarsi come lui nell'amore per Dio e nell'amore per il prossimo. Questo è un ideale magnifico. Chiediamo al Signore di aiutarci a essere coerenti e a seguirlo come suoi veri discepoli.

 

Tutti

 

Oh, se si ripetesse nella famiglia cristiana di questi giorni

quello che sappiamo essere avvenuto a Gerusalemme tra gli Apostoli, dopo l’ascensione di Cristo al cielo, quando tutta la Chiesa,

nata da poco, in assoluta concordia di animi si unì a Pietro,

Pastore degli agnelli e delle pecore, e pregò con lui e per lui!

E si degni l’adorabile Spirito di Dio,

accondiscendendo alle aspettative di tutti, di accogliere questa supplica, che ogni giorno gli viene rivolta da ogni parte della terra:

"Rinnova in questa nostra epoca i tuoi prodigi,

quasi come con una nuova Pentecoste,

e concedi alla Santa Chiesa che,

perseverando concordemente e assiduamente con Maria,

la Madre di Gesù, e guidata da San Pietro,

estenda il regno del divin Salvatore, regno di verità e di giustizia,

regno di amore e di pace. Amen"(Humanae Salutis,23)

 

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

3L. Gesù invia avanti a sé alcuni messaggeri incaricati di annunciare il suo passaggio ma questi, giunti in un villaggio samaritano, vengono respinti a causa di un'antica rivalità religiosa tra i giudei e gli stessi samaritani.

 

4L. Non sempre Gesù è accolto con favore; quel che è certo, invece, è la sua volontà di non vendicarsi, di non reagire con la violenza allo sgarbo ricevuto.

 

3L. Ma questo non è l'atteggiamento spontaneo dei suoi discepoli che, rappresentati da Giacomo e Giovanni, gli impetuosi «figli del tuono», vorrebbero far scendere un fuoco dal cielo su chi li ha respinti.

 

4L. Essi possono appellarsi a un precedente illustre: il profeta Elia aveva agito in questo modo contro i suoi avversari.

 

3L. Non così Gesù, che non vuole opporre ostilità a ostilità: egli vive radicalmente quell'amore per il nemico che insegna, e così mostra a chi lo segue come non si debba mai cadere nella terribile logica della «alternanza».

 

4L. Il discepolo di Gesù Cristo è sempre e solo chiamato a fare il bene, anche nei confronti di chi lo osteggia!

 

3L. Durante questo cammino verso Gerusalemme due «aspiranti discepoli» si propongono a Gesù, e un altro, chiamato da lui, gli pone delle condizioni preliminari.

 

4L. Atteggiamenti inadeguati alla sequela di Gesù, perché per intraprendere quel cammino ciò che conta è ascoltare la chiamata di Gesù, accoglierla e obbedirle, pronti ad andare con lui anche dove non vorremmo, senza ostacolare le esigenze che lui pone:

 

3L. Così è avvenuto, pur in mezzo a infedeltà e cadute, a quanti hanno seguito Gesù sulle strade della Galilea e della Giudea.

 

4L. Il primo individuo si propone dicendo, pieno di zelo:

 

3L. «Ti seguirò dovunque tu vada».

 

4L. Ma Gesù sembra scoraggiarlo, insistendo sulla sua condizione itinerante, caratterizzata dalla precarietà propria di chi pone come metro ultimo del suo agire solo il regno di Dio:

 

Cel. «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

 

3L. Nessuna presunzione di sé in chi vuole seguire Gesù!

 

4L. Al secondo è Gesù stesso che indirizza la sua chiamata, ma si sente rispondere:

 

3L. «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre».

 

4L. Gesù però non ammette dilazioni e replica con una parola paradossale:

 

Cel. «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».

 

3L. Ovvero, di fronte alla sua chiamata non c'è più tempo nemmeno per adempiere ai doveri di pietà famigliare: bisogna dare il primato a Gesù, qui e ora.

 

4L. Vi è infine un terzo che dice a Gesù: «Ti seguirò, Signore, prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».

 

3L. Elia aveva concesso questo a Eliseo, ma Gesù afferma:

 

Cel. «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

4L. La vita cristiana è questione di risolutezza e di perseveranza: risolutezza come necessaria mobilitazione delle energie per scegliere e perseguire lo scopo, perseveranza come fedeltà quotidiana fino alla morte.

 

3L. Dobbiamo essere ogni giorno «dimentichi di ciò che ci sta alle spalle e protesi verso ciò che ci sta di fronte»,

 

4L. Gesù Cristo, che sempre ci precede nel cammino verso il Regno.

 

3L. Gesù ha esposto con franchezza le esigenze della sua sequela, valide per tutti i cristiani.

 

4L. Come rispondere alla chiamata che nasce dal suo amore per noi?

 

3L. Con l'amore: amando Gesù al di sopra di tutto, più di ogni altro nostro amore, e attraverso di lui gli altri, anche i nostri nemici.

 

4L. Ma per fare questo occorre considerare il Signore Gesù come il tesoro prezioso della nostra vita e ritenere che valga la pena vivere come lui ha vissuto. Del resto, lui lo ha detto chiaramente:

 

Cel. «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

 

Tutti

 

Mi hai reso libero, Signore Gesù,

e credere solo in te è vera libertà:

libertà dai potenti del momento

e dagli idoli sempre rinascenti.

Mi liberi e mi invii con mani nude e senza sicurezze

ad amare tutti, più di tutti i miei parenti,

con cuore grande, capace di “per-dono”.

Fa’ che ti segua senza nostalgia,

né invocando fuoco su chi poi ti rifiuta;

dammi solo un cuore generoso,

che non si stanchi di seguire te.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Il tuo percorso, Gesù, è giunto ad una svolta decisiva: tu vai verso Gerusalemme perché è lì che la tua missione trova il suo compimento, è lì che avverrà quel passaggio doloroso che sfocerà nella risurrezione e nella gloria. Sarai giudicato e condannato, inchiodato ad una croce come un ribelle, un malfattore, ma il tuo sangue salverà l’umanità e costituirà il sigillo indelebile per un’alleanza nuova ed eterna tra Dio e tutte le sue creature. Ti dirigi verso Gerusalemme, risoluto e fiducioso, anche se sai che ti attendono la sofferenza e la morte. Sei disarmato e privo di appoggi: non hai più un villaggio, non hai una casa tua, non hai persone votate alla tua incolumità, alla tua difesa. Conti solamente sull’amore del Padre che ti ha mandato, sulla presenza dello Spirito che non viene meno. Ecco perché chiedi a chi ti vuol seguire la tua stessa risolutezza, la tua stessa fiducia, la tua stessa povertà, nel vivere un distacco che è solo l’inizio di un cammino di sacrificio e di offerta.

 

Tutti

 

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Donaci, o Padre, la luce della fede e la fiamma del tuo amore, perché adoriamo in spirito e verità il nostro Dio e Signore, Cristo Gesù, presente in questo santo sacramento.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

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