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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.

 

 

Adorazione Eucaristica

Iª Domenica di Quaresima “Anno C”

 

Cel. “Signore nostro Dio, ascolta la voce della Chiesa che t’invoca nel deserto del mondo: stendi su di noi la tua mano,

perché nutriti con il pane della tua parola e fortificati dal tuo Spirito, vinciamo con il digiuno e la preghiera le continue seduzioni del maligno.” (Colletta)

 

 

 

G. Inizia il tempo di Quaresima, un tempo di grazia da vivere da parte dei cristiani tutti insieme come occasione di conversione, di ritorno a Dio: siamo chiamati a distogliere i nostri sguardi dagli idoli alienanti che ci seducono, per volgerli all'unico Signore delle nostre vite. È  un tempo di lotta spirituale, di semplificazione, cioè di autenticità verso noi stessi e verso Dio: tutto questo «tenendo fisso lo sguardo su Gesù» e mettendo la nostra lotta nella sua; infatti, «proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova»

 

Canto al Vangelo (Mt 4,4)

T. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Cel. “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
T.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

 

Dal Vangelo secondo Luca: (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. L’avere immediato, senza faticare o impegnarsi; il potere gestito per dominare, non in vista del servizio e del bene comune; e infine l’apparire, in modo eclatante: sono le tre grandi forze che ci dominano e che stanno alla base dell’attuale emergenza educativa. Sono falliti la cultura del desiderio e il sistema morale altruistico, per i quali la persona umana ha come orizzonte ultimo delle sue scelte e del suo agire esclusivamente i propri interessi. Tale ripiegamento su di sé, favorito anche dal crollo delle ideologie, porta alla distruzione della natura, dell’uomo e della sua rete relazionale, determinando ingiustizie sociali e divisioni familiari, un mondo più triste e più arrabbiato. La grande sfida culturale che ci attende è ripartire dal personalismo, sia per il soggetto sia per il lavoro e la democrazia, la solidarietà e il bene comune. Non ci si salva da soli.

 

Tutti

 

Dal Salmo 90: Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».

Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.

Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.

«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso».

 

Pausa di Silenzio

 

1L. La Quaresima è un tempo in cui la Chiesa attraversa il deserto per raggiungere la terra promessa della risurrezione di Gesù. Per questo il Vangelo di oggi ci parla del deserto e delle tentazioni a cui il diavolo sottopone Gesù. Le risposte di Gesù sono nette, chiare, mostrano che egli è veramente il Figlio di Dio, docile al Padre.

 

2L. Dopo il suo battesimo Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto. È condotto dallo Spirito: vuol dire che il deserto è una situazione nella quale viene a trovarsi colui che crede, per essere messo alla prova e crescere nella fede. E una situazione non facile; una situazione in cui però non manca l'aiuto di Dio, anche se egli sembra essere assente.

 

1L. Dopo aver digiunato per quaranta giorni, Gesù ha fame. Il diavolo si presenta a lui con la prima tentazione, cominciando con parole lusinghiere: «Se tu sei Figlio di Dio...».

 

2L. Nel battesimo Gesù era stato proclamato «Figlio di Dio», e il diavolo riprende questo titolo come base per la sua tentazione.

 

1L. Anche a noi il diavolo si avvicina nella stessa maniera lusinghiera, dicendoci, ad esempio: «Se sei un uomo libero, se sei una persona che ha l'iniziativa nella propria vita, fa' questo..., proprio per manifestare la tua libertà e la tua dignità».

 

2L. In realtà, le cose suggerite dal diavolo vanno proprio in senso contrario alla dignità proclamata. Il diavolo dice a Gesù: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane».

 

1L. Dov'è la tentazione? Il diavolo vuole indurre Gesù ad adoperare i propri poteri divini per il proprio vantaggio. Gesù è il Figlio di Dio, ha il potere di moltiplicare i pani, ed egli farà questo miracolo per la folla.

 

2L. Gesù non adopererà mai per il proprio vantaggio i poteri che la sua figliolanza divina gli conferisce.

 

1L. Gesù allora risponde al diavolo:

 

Cel. «Non di solo pane vivrà l'uomo».

 

1L. Questa breve risposta fa capire che per Gesù c'è qualcosa di più importante del vantaggio personale, ed è il fare la volontà di Dio.

 

2L. La seconda tentazione, nel Vangelo di Luca, è una tentazione piuttosto comune, ma sempre seducente. Il diavolo promette a Gesù tutta la potenza, se egli si prostrerà davanti a lui e lo adorerà. Mostrandogli in un attimo tutti i regni della terra, gli dice:

 

1L. «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo».

 

2L. Il diavolo ha la pretesa di essere il padrone di tutti i regni, e quindi di poterli dare a chi vuole. La condizione è che venga riconosciuto come il signore, il padrone di tutto. Il che è falso, e costituisce la negazione dell'adorazione dovuta soltanto a Dio.

 

1L. Gesù respinge questa seconda tentazione citando un passo della Scrittura, come aveva fatto anche per la prima tentazione:

 

Cel. «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

 

2L. Qui Gesù si riferisce al primo comandamento del Decalogo. Il mondo appartiene solo a Dio; egli è il padrone di tutto, è l'unico Signore. Questo va riconosciuto in ogni circostanza, e non dev'essere mai sottratta a Dio quell'adorazione a cui egli solo ha diritto.

 

1L. La terza tentazione è più insidiosa, in quanto si basa sulla Scrittura. Questa volta il diavolo stesso cita un passo dalla Scrittura e dice a Gesù:

 

2L.«Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

 

1L. Si tratta di un versetto di un bellissimo salmo che esorta alla fiducia in Dio. Dov'è la tentazione? Qui il diavolo suggerisce a Gesù di «tentare Dio», cioè di cercare d'imporgli la propria volontà. Se Gesù facesse quello che gli suggerisce il diavolo, tenterebbe Dio, in quanto agirebbe in modo tale da obbligare Dio a intervenire in suo favore.

 

2L. Gesù respinge anche questa tentazione citando ancora una volta un passo della Scrittura:

 

Cel. «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

 

1L. Non ci si può servire della parola di Dio per giustificare una condotta cattiva. Gettarsi giù dal tempio è un'azione presuntuosa, in quanto vuole costringere Dio a fare un miracolo.

 

2L. Gesù non accetta questa proposta, e così di nuovo si rivela real­mente Figlio di Dio. Egli è il Figlio perfettamente docile al Padre, che non cerca d'imporre al Padre la propria volontà, ma si preoccupa di fare esattamente la volontà del Padre, sapendo che questa è il bene più grande.

 

1L. Così Gesù ha respinto ogni specie di tentazione, anche le più insidiose. In effetti, ci sono tentazioni evidenti, che è facile respingere quando si vuol essere veramente fedeli a Dio, ma ci sono anche tentazioni insidiose, mascherate, che non sembrano tali e che si presentano sotto apparenza di bene. Per discernerle, si richiede una rettitudine di coscienza molto profonda. Ma, con la grazia di Dio, anch'esse possono essere smascherate e respinte.

 

2L. Tutte le tentazioni si propongono di nuocere alla relazione dell'uomo con Dio. Questo è lo scopo del tentatore. Egli sa che, una volta che sia riuscito in questa impresa con una persona, potrà fare con lei tutto ciò che vuole, perché lei ormai è diventata sua schiava.

 

1L. Invece, la Scrittura e la parola di Gesù c'invitano a riconoscere la bontà di Dio e a vivere nell'adorazione e nell'amore riconoscente verso di lui.

 

2L. La Quaresima è il tempo adatto per approfondire la fede e l'ado­razione di Dio. Chiediamo al Signore la grazia di poter accogliere il suo messaggio di salvezza o, meglio, la sua opera di salvezza, dal momento che Cristo non si è accontentato solo di parole, ma ha dato la propria vita per la nostra salvezza. Per questo dobbiamo avere una fede molto profonda in lui, che reca l'amore di Dio nella nostra vita.

 

Tutti

 

Oh, se si ripetesse nella famiglia cristiana di questi giorni

quello che sappiamo essere avvenuto a Gerusalemme tra gli Apostoli, dopo l’ascensione di Cristo al cielo, quando tutta la Chiesa,

nata da poco, in assoluta concordia di animi si unì a Pietro,

Pastore degli agnelli e delle pecore, e pregò con lui e per lui!

E si degni l’adorabile Spirito di Dio,

accondiscendendo alle aspettative di tutti, di accogliere questa supplica, che ogni giorno gli viene rivolta da ogni parte della terra:

"Rinnova in questa nostra epoca i tuoi prodigi,

quasi come con una nuova Pentecoste,

e concedi alla Santa Chiesa che,

perseverando concordemente e assiduamente con Maria,

la Madre di Gesù, e guidata da San Pietro,

estenda il regno del divin Salvatore, regno di verità e di giustizia,

regno di amore e di pace. Amen"(Humanae Salutis,23)

 

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

3L. L'esperienza da lui vissuta al battesimo, quella di sentirsi chiamare dal Padre «Tu sei il Figlio mio, l’amato», non gli ha dischiuso un percorso al riparo dalle prove:

 

4L. Subito dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano, «Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto», luogo di solitudine e di riduzione all'essenziale e per quaranta giorni fu tentato dal diavolo.

 

3L. Qui si confronta con la possibilità del male ed « egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato».

 

4L. Sì, realmente Gesù è stato tentato, è stato posto di fronte alla possibilità di vivere per se stesso, uscendo dalla comunione con Dio e con i fratelli: dobbiamo prendere sul serio le tentazioni vissute da Gesù, perché solo così potremo imparare da lui l'arte della lotta.

 

3L. Luca dimostra in numero di tre le tentazioni subite da Gesù: trasformare le pietre in pane, avere il potere su tutti i regni della terra, gettarsi dall'alto del tempio per essere salvato dagli angeli.

 

4L. Di fronte alla fame, Gesù non assolutizza il proprio bisogno e non sovverte la creazione per soddisfarlo; non cede cioè alla tentazione del miracolo che sopprime la fatica del lavoro per trarre dalla terra il nutrimento.

 

3L. Gesù condividerà certamente il pane con migliaia di persone, ma a partire dal poco messo a disposizione da qualcuno, pochi pani e pochi pesci frutto della benedizione di Dio sul lavoro dell'uomo. E questa la via con cui egli mostra per farti capire «che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore».

 

4L. Di fronte alla ebbrezza delle altezze cui lo conduce il diavolo, alla visione «in un istante di tutti i regni della terra» e all'inebriante promessa di potere e gloria, Gesù non si sottrae ai limiti di spazio e tempo costitutivi dell'umanità, ma vive una radicale obbedienza a Dio.

 

3L. Non si lascia trascinare dal delirio dell'onnipotenza, dal fascino perverso del «tutto e subito», ma custodisce il senso del limite, dell'unicità di Dio e della distanza rispetto a lui. Ecco perché risponde a Satana:

 

Cel. « Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

 

4L. Infine, a Gerusalemme Gesù non cede alla tentazione del prodigioso e non si sottrae ai limiti della propria corporeità. Egli non impone la propria messianicità con l'evidenza di un gesto straordinario che costringa la gente ad aderire a lui, non piega le Scritture all'affermazione di sé. E così, al demonio che gli cita una frase tratta dai Salmi, mostra concretamente cosa significa

 

Cel. « Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

 

3L. Insomma, tentato dalle lusinghe di Satana, Gesù reagisce attraverso un atteggiamento di radicale obbedienza a Dio e al proprio essere creatura, restando per così dire con i piedi per terra: egli custodisce con serietà e stabilità la propria umanità.

 

4L. E l'arma con cui Gesù perviene alla vittoria è la sottomissione alla parola di Dio: in risposta alle tentazioni, sulla sua bocca risuona solo la parola di Dio contenuta nelle Scritture, una Parola che egli assume e vive nel suo significato profondo, non nella sua semplice lettera, come invece fa Satana.

 

3L. Il combattimento spirituale consiste nel predisporre ogni fibra del nostro essere all'azione operata in noi da Dio per mezzo di Gesù Cristo, il vero protagonista della nostra lotta.

 

4L. È quanto ci chiede di fare la chiesa, attraverso le parole della preghiera che ci consegna nella liturgia eucaristica di questa domenica:

 

Cel. «O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita».

Tutti

 

Sono impazzito per lo sport,

ma poi ho scoperto che dietro ai campioni

circolavano decine di miliardi.

Ho comprato una macchina bella,

ma sull’autostrada mi ha superato

un’auto più veloce e più bella della mia.

Ho trovato un posto per lavorare

e mi sono trovato faccia a faccia

con soprusi, ingiustizie e disonestà.

Ho sposato una causa politica,

ma dopo un po’ di tempo ho toccato con mano

che è manovrata da mani sporche

a servizio di sporchi interessi.

Hai ragione tu, Signore.

Le motivazioni del mio vivere

non stanno in ciò che il mondo mi offre.

Il cuore ha sete d’infinito,

ove c’è lucentezza e verità assolute.

Ed è proprio nella tua Parola

che trovo quell’immenso pulito

che mi realizza nella totalità

del mio progetto d’uomo, degno di essere vissuto.

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. È lo Spirito a guidarti, Gesù, mentre affronti la missione che il Padre ti ha affidato. Ed è lo Spirito che ti conduce proprio nel deserto, luogo di tentazione. Lì dove Israele ha imparato a fidarsi di Dio, del suo Liberatore, anche tu farai i conti con la solitudine, con la fame e con la sete, con la radicale povertà della condizione umana e sceglierai di essere il Messia secondo il cuore del Padre. Le attese della gente si faranno sentire e tu dovrai decidere se assecondarle o rifiutarle, se rimanere fedele al progetto di Dio o cercare la popolarità, il consenso, la strada facile dei miracoli, dei gesti spettacolari, dei mezzi abbondanti a tua disposizione. Nel deserto tu accetti di fidarti interamente del Padre, di mettere la tua esistenza nelle sue mani senza reti di protezione, senza corsie privilegiate. Sarai disarmato e non ricorrerai ad esibizioni di forza, sarai mite e senza il sostegno del denaro, del potere, della cultura. Sarai libero e quindi capace di donare amore a tutti, senza preclusioni, senza sospetti, senza pregiudizi, senza limiti.

 

Tutti

 

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

                       mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Guarda, o Padre, al tuo popolo, che professa la sua fede in Gesù Cristo,
nato da Maria Vergine, crocifisso e risorto, presente in questo Santo sacramento e fa' che attinga da questa sorgente di ogni grazia frutti di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

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