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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

 

 

G= guida   S= solista  L= lettore  T= tutti

Adorazione Eucaristica

Mt 10,37-42

XIII Domenica del tempo ordinario Anno A

Venite voi tutti che siete affaticati

e oppressi e io vi ristorerò".

"Venite in disparte in un luogo solitario

e riposatevi un poco"

 

Che cos'è veramente importante nella vita?

 

G.Il vangelo è novità, è all'opposto della logica e del buon senso dell'uomo:

 

(S) "Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me".

"Chi ha trovato la sua vita, la perderà, chi ha perduto la sua vita, la troverà".

 

 

Nella nostra vita l'unico assoluto che conta è Dio, tutto il resto, la nostra stessa vita vengono dopo,  non ci debbono essere di ostacolo nel servire Dio, nel seguire la chiamata di Dio.  Siamo davanti ad un bivio: di qui la volontà di Dio, il sevizio di Dio, la croce che il Signore ci invita a prendere per seguirlo; di là una scelta che ci pare più logica, più facile per noi. Al Signore che ci invita a perdere la nostra vita per ritrovarla e ad accoglierlo nella  nostra vita, eleviamo la nostra preghiera affinché ciconceda di rispondere pienamente alla nostra vocazione a dirgli il nostro “si” con amore.

 

G. Nel nome del Padre , del Figlio e dello Spirito Santo.     T. Amen

 

Canto

 

Davanti a Gesù Eucarestia

Durante la preghiera a Gesù Eucaristia ci metteremo in ginocchio. Stare inginocchiati ci fa ricordare

che siamo davanti al Signore e lo riconosciamo come l'Unico della nostra vita

 

(S) Ho paura a dirti di "sì", Signore.
Non so ancora che cosa vuoi e dove mi vuoi portare.

Ho paura che tu mi voglia condurre proprio là dove io non voglio andare.
Ho paura che tu mi spinga per strade a me non gradite, di firmare una carta in bianco,

 di dirti un "sì" che poi reclama altri "sì"... Mi fai paura, Signore, anche se sento di amarti.
Ho paura del tuo sguardo, perché esso è irresistibile. Ho paura della tua esigenza,

 perché sei un Dio geloso. Ho paura del tuo amore, perché sei troppo misterioso e impegnativo.
E con queste paure, mi dibatto in contraddizioni e in angosce a non finire.
Sono incerto sulle mie scelte, insicuro nelle mie decisioni,

 e sempre più insoddisfatto di ciò che sono e di ciò che faccio.
Ma che cosa vuoi da me, Signore?
Tu mi dici:
 Io devo essere il centro di ogni tua cosa e, soprattutto, del tuo cuore.
Mi devi seguire docilmente. Mi devi consegnare la tua volontà.
Mi devi dare tutto.
Ho bisogno del tuo "sì", come ebbi bisogno del "sì" di Maria per venire, come uomo, sulla terra.
Dimmi un sì come me lo disse Lei: deciso, incondizionato, fidente, affettuoso.
Fidati di me.
Tutti

Signore, aiutami a comprendere che Tu non hai bisogno delle mie sufficienze;

 a capire che io non sono poi tanto importante e necessario.
Fammi capire che a nulla giova continuare a discutere, a contestare, a resisterti.
Infondimi forza e decisione perché possa aderire al tuo progetto.
E perché venga il tuo regno e non il mio, perché sia fatta la tua volontà e non la mia,

 aiutami a dire "Si", ma subito, e con amore.Amen

(Mons. Novello Pderzini)

 
Adorazione silenziosa

 

G.Il vangelo a volte parla molto schiettamente. Gesù vuole tutto, chiede tutto, non è un uomo da mezze misure. Ma ci dà anche tutto in sovrabbondanza: ha dato tutto se stesso per noi, ma dà anche tutto a quelli che lo seguono e lo amano, in termini di pace e d gioia.

 

(S)  Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,37-42)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me;

chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue,

 non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.

Parola del Signore

 

1L "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me". Sono parole di una lucidità e di un radicalismo che affascinano perché scuotono e contestano il nostro modo di vivere anche gli amori più "viscerali" e spontanei; non per invalidarli, ma per dirli insufficienti. L'amore dei genitori e dei figli è sacro; Gesù l'ha vissuto e comandato. Ma tale amore va iscritto in un quadro più vasto: quello del riferimento a Dio d'ogni cosa, della verità del suo progetto. Altrimenti si caricano le cose d'una ricchezza che non posseggono, e finiscono per deludere; altrimenti si mescolano delle ambiguità che rovinano i giusti rapporti tra persone. Per essere concreti: quanto soffriamo a causa dei figli che spesso ci deludono, ai quali abbiamo attaccato il cuore come al massimo del nostro bene! Oppure quante volte l'amore per loro si trasforma in possesso che limita la loro libertà e la loro personalità...!
Nessuna cosa o nessuna persona può saziare il nostro cuore fatto per l'infinito, per il tutto e per l'eterno.

 

(S)"Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te".

(sant'Agostino)

 

Dio ha creato ogni uomo a sua immagine, impastato di divino. Il divino allora è un BISOGNO assoluto e necessario per ogni uomo, l'unico che lo possa saziare pienamente. Se siamo stati costruiti per divenire "eredi" di Dio, fermarsi alla stazione precedente significa non raggiungere la nostra unica méta: essere "simili a Dio". Il bene assoluto non esclude certo altri beni relativi, ma ne è la misura: è come la cornice che contiene e valorizza il particolare. Sorge una domanda concreta:

 

(S) Quale prezzo io do a Dio rispetto agli altri? E' di più?

E' il quadro di riferimento entro il quale valutare tutto il resto?

 In fondo ci si può chiedere: su chi o che cosa scommetto la mia vita?

Sui miei criteri, su quelli mondani, sulle cose, sugli uomini o su Dio?

"Chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà".

 

Perché certo, oggi lo sentiamo bene, mettere al primo posto Cristo è una scelta che divide e crocifigge:

 

(S) "Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me".

 

Tutti

Noi vogliamo venire dietro a te, Gesù. vogliamo continuare a seguirti,
passo, passo,  sulla via della Croce  portando nel cuore ogni fratello come amico.
Noi vogliamo essere per te amici fedeli  ma tu, Signore Gesù,
non permettere che ci lasciamo afferrare  dalla paura e dalla stanchezza.
Infondici l'ardore del tuo Spirito  per aderire a Te e con Te dare la vita
in forza di quell'amore più grande che abbraccia ogni creatura. Amen.

(Anna Maria Canopi)

 

Canto

 

G.Quando facciamo la volontà di Dio, non ci perdiamo mai, quando andiamo contro la volontà di Dio, ci perdiamo sempre.

 

2LMagari non ce ne accorgiamo subito, ma, a distanza di anni, tocchiamo con mano che la nostra vera felicità sta nel fare la volontà di Dio e la nostra vera infelicità sta nell'andare contro questa volontà di Dio.
 

(S) Forse anche noi che ci diciamo cristiani, non ci mettiamo sulla strada di

"amare il Signore con tutto il cuore", ci accontentiamo di pratiche esteriori, di pie aspirazioni e commozioni; siamo considerati "persone per bene" perché siamo osservanti, regolari.

 Ma la nostra vita non ha quell'intensità di amore, di gioia, di impegno che dovrebbe avere,

se fossimo veramente innamorati di Cristo.

 

 Non basta l'entusiasmo di un momento per essere cristiani e seguire Gesù. Siamo chiamati ad una conversione profonda e continua, mettendo Dio al primo posto e tutto il resto dopo. Ci sono sempre in noi tante cose che il Signore non approva, siamo sempre tanto lontani da quel modello che è Gesù e il suo vangelo. Possiamo farci alcune domande, ciascuno nella nostra coscienza:

 

(S) Ho mai sperimentato in concreto la passione per il Signore,  per il Regno di Dio?

Ho mai desiderato di appartenere totalmente a Dio?

Chiedo con insistenza al Signore che mi faccia santo?

 

Perché il vangelo nella sua profondità ci porta a questa conclusione: siamo tutti chiamati alla santità, cioè a vivere di Dio, ad essere innamorati di Dio. Questo vale per tutti, non solo per i consacrati.

Il santo non è l'uomo che non pecca mai, ma è colui che ardentemente desidera di amare Dio sopra ogni cosa, pronto a ricominciare ogni giorno la vita in salita che porta all'imitazione, alla croce e alla gioia di Cristo. E' colui che si affida a Dio, si lascia perdonare tutte le sue debolezze e cerca di rialzarsi ogni momento, di rinnovarsi nei propositi della fedeltà, di vivere nella strada dell'amore verso Dio e verso il prossimo.
Io "troverò" la mia vita, cioè la realizzerò in pieno, non tanto nella carriera, nei soldi, nei divertimenti, ma se la "perderò", cioè la impiegherò per la causa di Cristo, per il bene, per il bene concreto degli altri. Questo va contro l'egoismo, contro l'istinto immediato, ma l'amore rende bella la vita, la nostra e quella degli altri.

 

(S) "C'è più gioia nel dare che nel ricevere" ha detto Gesù.

 

Quante tristezze, quante solitudini, scoraggiamenti, crisi, fallimenti possono essere evitati se non si pensa a sé, ma agli altri: se si ama, si aiuta il prossimo e ci si preoccupa per il bene degli altri.

 

(S) Amare è la bella notizia che tu, Signore, mi offri oggi.

Amare te, Maestro Gesù, più di ogni altra cosa al mondo,

 perché io riesca ad andare avanti comunque, qualora perdessi tutto, affetti e sicurezze,

 e sopravvivere, sostenuto nella fatica del vivere, confortato nel dolore, incoraggiato nella speranza.
 

Tutti

Padre, dammi il dono più bello, più grande, più prezioso che possiedi: Gesù!
Quando sono ammalato, dammi Gesù

(S) perché egli è la Salute.
Tutti
Quando mi sento triste, dammi Gesù
(S) perché Egli è la Gioia.
 

Tutti
Quando mi sento debole, dammi Gesù
(S) perché Egli è la Forza.
 

Tutti
Quando mi sento solo, dammi Gesù
(S) perché Egli è l'Amico.
 

Tutti
Quando mi sento legato, dammi Gesù
(S) perché Egli è la Libertà.

 

Tutti
Quando mi sento scoraggiato, dammi Gesù
(S) perché Egli è la Vittoria.

 

Tutti
Quando mi sento nelle tenebre, dammi Gesù
(S) perché Egli è la Luce.


Quando mi sento peccatore, dammi Gesù
(S) perché Egli è il Salvatore.

 

Tutti
Quando ho bisogno d'amore, dammi Gesù
(S) perché Egli è l'Amore.

 

Tutti
Quando ho bisogno di pane, dammi Gesù
(S) perché Egli è il Pane di Vita.
 

Tutti
Quando ho bisogno di denaro, dammi Gesù
(S) perché Egli è la Ricchezza Infinita.

Tutti

Padre, a qualsiasi mia richiesta per qualsiasi mio bisogno,
rispondi con una sola parola, la tua Parola eterna:

Gesù.

 

 

 

 

Canto
 

G.Gesù ci chiede il primo posto, prima degli affetti, Gesù  ci chiede di entrare nel mistero della sofferenza, questo Dio che ci chiede di perderci, lascia sbigottiti. E' possibile vivere ciò che il Signore chiede? E' davvero realizzabile quanto il Signore vuole?

 

3LMisurando, con un po' di sano realismo e di autenticità, questa parola con la nostra vita, non si può che restare scoraggiati. Eppure...

 

(S) No, non credo che la Buona Notizia scoraggi, non penso che il Vangelo, che è proposta di vita,

 stile di libertà, pienezza di amore, ci ponga degli obiettivi così irraggiungibili. No, non credo questo.

 

Allora? La proposta che il Signore fa', pur sconcertante, svela un'altra realtà, piena di speranza. La prima reazione, leggendo la Parola, è quella di sentirci inadeguati. Il Signore, invece, ci chiede di spostare lo sguardo da noi a Lui. Invece di dire: "non è possibile essere cristiani in questo modo!", il Signore ci chiede di dargli fiducia.

 

(S) Allora la Parola si illumina, e mi chiedo: ma colui che pretende così tanto,

 questo Signore così esigente, cosa ci propone in cambio?

 

Il Signore si presenta come colui che è più dei nostri affetti, più della sofferenza, più della vita stessa. Dio si presenta come il tutto, mantiene ciò che promette, gioca a chi è più generoso. Sì, amici, questa pagina deve gonfiare il nostro cuore di gioia. Non perché sentiamo che le cose che il Signore ci chiede sono irraggiungibili. No. Ma perché se ce lo chiede è che la sua presenza è di più!

 

(S) Intuisco, allora, quanto grande dev'essere la presenza del Signore nel cuore di chi crede sul serio. Intuisco, barlume nella mia mediocrità, quale luce abbagliante può colmare la vita

 di chi si affida veramente in Dio.

 

 Ma: come arrivare a tanto?

 

(S) Accogliendo, ci dice il Vangelo.

Accogliendo chi porta la Parola senza pregiudizi, con semplicità e fede.

 

Come accogliamo la Parola? Come accogliamo chi ce l'annuncia? Sempre così pronti a fermarci a chi ne parla, piuttosto che ad ascoltare il contenuto. Esiste una chiusura di cuore (la più terribile!) che ci impedisce di accogliere il Vangelo perché scandalizzati o infastiditi da chi l'annuncia.

 

(S) "Ma come, questo prete, questo cristiano, così incoerente mi parla in questo modo di Dio?".

 E così sbarriamo il cuore alla Parola, impediamo a Dio di agire nella nostra vita.

 

Accogliere significa fidarsi. Accogliere significa abbattere i propri muri per finalmente intravedere la pienezza dell'amore. Accettiamo chi parla di Dio, diventeremo fecondi di vita nuova. Lasciamo allora che la Parola di oggi ci spinga ad abbandonarci con più forza alla Parola del Signore!


(S) Sto davanti a te, Signore, pronto ad accogliere la tua parola...Lo dico, ma è proprio così?
Le tue parole non scivolano forse su di me come l'acqua su una tela tesa,
come una pioggia fine su una terra troppo dura per essere penetrata?
Eppure io conosco bene la tua parola, forse anche troppo.
Così come conosco le parole dei miei vicini che ritmano la mia giornata
tanto che non ci faccio neppure attenzione.
Così non distinguo più le inflessioni della loro voce, non afferro più le sfumature dei loro desideri segreti,
non indovino più gli interrogativi nascosti in certe grida...
Ma allora come potrò mettermi in ascolto di te, che sei così vicino?

Tutti

Signore, rendimi più disponibile alla tua parola e a ogni parola che bussa alla mia porta.
Fà che io acconsenta a quel che vuoi far nascere in me, agli impegni e alle iniziative nuove,
Voglio credere, voglio fidarmi di te, Gesù, voglio abbandonarmi alla tua Parola!

“Mio Signore e mio Dio”! A te voglio obbedire, perché tu mi ami:

 a te mi voglio affidare perché sei uno col Padre"!

Mio Signore e mio Dio! Da te viene la gioia e la forza, da te la pace e la vita.

 

Canto
 
Preghiere spontanee

 

Padre nostro

 

G. Perdere la vita, non significa farsi uccidere: una vita si perde come si perde un tesoro, donandola. Noi possediamo veramente solo ciò che abbiamo donato ad altri. Gesù ci ha  parlato di una causa per cui vivere, che vale più della stessa vita. Come ha fatto Lui, che ha perduto la sua vita per la causa dell'uomo e l'ha ritrovata. Infine a noi, spaventati dall'impegno di dare la vita e di avere una causa che valga più di noi stessi, Gesù aggiunge una frase dolcissima:

 

(S) Chi avrà dato anche solo un bicchiere d'acqua fresca non perderà il premio.

 La croce e un bicchiere d'acqua, il dare tutta la vita e il dare quasi niente,

 sono i due estremi di uno stesso movimento. Un gesto che anche l'ultimo degli uomini può compiere;

però un gesto vivo, significato da quell'aggettivo così evangelico: fresca.

Acqua fresca deve essere, vale a dire procurata con cura, l'acqua migliore che hai,

quasi un'acqua affettuosa, con dentro l'eco del cuore. Dare la vita, dare un bicchiere d'acqua fresca: stupenda pedagogia di Cristo: non c'è nulla di troppo piccolo per il Vangelo,

perché nulla vi è di autenticamente umano che non trovi eco nel cielo.

Perché l'uomo guarda le apparenze, Dio guarda il cuore.

E tutto il Vangelo può essere in un bicchiere d'acqua fresca

 

Tutti

Nel deserto della mia vita, Signore, hai voluto piantare la Tua tenda.
Grazie!
Ogni giorno mi ripeto: Com'è possibile?
e continuamente nella mia carne risuona la voce: non è opera tua!
Grazie!
Grazie perché dilati la mia terra,
perché fai germogliare il chicco della Tua Parola,
perché fai scaturire l'acqua viva dalla roccia della mia vita, perché rendi fertili i miei giorni.
L'anima mia ti magnifica Signore, perché hai guardato la povertà della mia casa
abitandola con la tenda del Tuo amore. Aiutami sempre a caricarmi della Tua tenda,
a spostarmi ogni giorno ascoltando solo la Tua voce, a fare spazio ai fratelli che cercano riparo,
a non attaccarmi ai recinti dell'uomo; ma a cercare sempre lo spazio che Tu prepari per me.
Se mi fermo aiutami, se sbaglio correggimi, se sono stanco aspettami, se mi aggiusto rompimi.
Plasma la mia creta, io mi affido a Te,  fa' di me quello che Ti pare.
Quando mi sento solo, in balia del vento e della tempesta, con la mia tenda a brandelli, ripetimi:
Spera nel Signore, sii forte!

(Padre Francesco Cordeschi)

Canto

 

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