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Il santo del Giorno

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Adorazione Eucaristica

 Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore

 

SAC. “Sono risorto, e sono sempre con te; 
tu hai posto su di me la tua mano, 
è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia.”
(cf. Sal 139,18.5-6) 

 

 

G. In questo Giorno santissimo la Chiesa esprime la sua gioia per la Risurrezione di Gesù, il Signore, e professa la sua fede in Lui che vive, al di là della morte. Egli è il primo dei viventi, in lui il Padre rinnova la creazione. La Comunità cristiana riceve così la missione di annunciare al mondo, nella forza dello Spirito di Gesù, la speranza di una vita resa nuova. Al di là di ogni naufragio, al di là di tutte le sofferenze, oltre barriere e divisioni possiamo ricostruire le nostre storie personali e lavorare per una storia dell’umanità all’insegna della riconciliazione e dell’amore. Ogni uomo e ogni donna possono impegnarsi per diffondere una nuova cultura della vita, perché «Cristo, nostra Pasqua, è risorto!». Nella notte più chiara del giorno la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo, Gesù di Nazareth, Figlio di Dio e Figlio di Maria. Pasqua è, dunque, annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei Sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni Comunità riunita nel nome del Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniarlo davanti al mondo.

 

T. Alleluia, alleluia.
Sac. “
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
T. Alleluia, alleluia.

Dal Vangelo secondo Giovanni: (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. "Non è gran cosa - scrive sant'Agostino - credere che Gesù è morto; questo lo credono anche i pagani. Tutti lo credono. La cosa veramente straordinaria è credere che egli è risorto. La fede dei cristiani sta nella risurrezione di Cristo!". Diceva già san Paolo: "Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti"(1Cor 15,19-20). Siamo di fronte al fatto più decisivo della storia: un uomo è venuto dall'aldilà; se fosse vero, cambia la vita!

 

Tutti

Dal Salmo 118 (117): Questo è il giorno che ha fatto il Signore:rallegriamoci ed esultiamo.


Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Pausa di Silenzio

 

1L. Oggi celebriamo la risurrezione del Signore. La festa di Pasqua è la più importante di tutto l'anno liturgico. È una festa di luce: il Signore risorto c'illumina, mette nei nostri cuori un'immensa gioia, un'immensa speranza e li riempie anche di amore.

 

2L. Il Vangelo ci riferisce gli eventi del mattino della domenica di Pasqua. Il giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si reca al sepolcro di buon mattino, quando è ancora buio.

 

1L. Di sabato non ci si può muovere, secondo un precetto molto rigido della legge ebraica. Il giorno però finisce con la sera; pertanto, quando è ancora buio, Maria si muove per andare al sepolcro.

 

2L. Maria è piena di amore, ma anche piena di dolore. Quando giunge alla tomba, ha una sorpresa: si accorge che la pietra è stata ribaltata dal sepolcro.

 

1L. Tutto il brano ci vuol far capire che la risurrezione è un evento inaspettato per i discepoli. Essi pensavano che tutto fosse finito con la morte di Gesù, non avevano capito le predizioni di Gesù sulla sua risurrezione.

 

2L. In effetti, si deve riconoscere che queste predizioni, così come le leggiamo nel Vangelo, non erano poi tanto chiare. Gesù parlava di «rialzarsi», che non s'interpreta necessariamente come «risorgere»; parlava di «risvegliarsi», e i discepoli non capivano a che cosa si riferissero queste parole.

 

1L. Perciò essi sono completamente impreparati all'evento della risurrezione del Signore.

 

2L. Dalla visione della pietra ribaltata Maria di Magdala non trae la conclusione che il Signore è risorto, ma che «hanno portato via il Signore dal sepolcro». Per lei la risurrezione è una cosa strana e impensabile.

 

1L. Il Signore è morto; non poteva uscire dalla tomba da solo; perciò l'hanno portato via, e «non sappiamo dove l'hanno posto». Si tratta di una violazione del sepolcro. Questa è la conclusione a cui giunge Maria di Magdala.

 

2L. Maria corre a riferire la cosa a due discepoli, che si recano su­bito al sepolcro, per verificare il racconto della donna. Questi due discepoli sono Simon Pietro e il discepolo che Gesù amava.

 

1L. L'evangelista fa notare che l'altro discepolo, pur correndo più veloce e arrivando prima - probabilmente perché è più giovane -, è pieno di rispetto per Pietro, lo considera veramente come il capo degli apostoli; perciò non entra subito nel sepolcro, ma fa entrare prima Pietro.

 

2L. «Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e vide i teli per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con i teli, ma piegato in un luogo a parte».

 

1L. Le cose che Pietro vede testimoniano un fatto veramente strano.

 

2L. Che cosa significano? Se i malfattori avessero portato via il corpo di Gesù, certamente l'avrebbero preso con tutti i teli e il sudario, non avrebbero lasciato i teli per terra e il sudario piegato in un luogo a parte.

 

1L. Quando entra nel sepolcro l'altro discepolo, vede anche lui i teli e il sudario, ma ha come un'illuminazione e capisce: il corpo di Gesù non è stato rubato; Gesù ha ripreso vita, una vita di una specie diversa da quella terrena; una vita in cui i teli e il sudario non hanno più nessuna utilità.

 

2L. «L'altro discepolo vide e credette».

 

1L. L'evangelista poi osserva:

 

2L. «Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti».

 

1L. Giovanni ci vuol far capire che l'evento della risurrezione di Gesù non è stato riconosciuto a partire dalla Scrittura, ma che, al contrario, è stato esso stesso che ha illuminato la Scrittura.

 

2L. Solo dopo questo evento i discepoli hanno capito che cosa voleva dire la Scrittura e che cosa volevano dire le predizioni di Gesù. Prima non sapevano interpretarle. La risurrezione di Gesù è stata l'evento che ha illuminato la mente e il cuore dei discepoli.

 

Tutti

 

Preghiera per il XXV° Congresso Eucaristico  Nazionale

(Ancona 4-11 settembre 2011)

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

 

  Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L. Gesù risorto è sorgente di luce, di una luce molto confortante e positiva. La sua risurrezione rivela il senso della sua passione.

 

4L. Senza la risurrezione, la passione di Gesù apparirebbe come un evento drammatico, negativo, come una tremenda sconfitta, una fine senza speranza.

 

3L. Invece, la risurrezione di Gesù mostra tutto il valore della passione, dimostra che essa non è stata una sconfitta, ma una vittoria, la vittoria dell'amore.

 

4L. Il buon Pastore ha dato la sua vita per le pecore (cf. Gv 10,11). Come dice Gesù,

 

SAC. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15,13).

 

3L. Gesù ha vissuto la sua passione con amore; perciò ha ottenuto la risurrezione. Ha ottenuto una vita nuova, che non è quella terrena. Ha ottenuto una vita misteriosa, una vita eterna, piena di bellezza e di potenza.

 

4L. Accogliamo questo messaggio della risurrezione di Gesù. Sappiamo che non possiamo conoscerla se non per mezzo della fede. Umanamente parlando, essa è un evento inspiegabile.

 

3L. Ma la fede ci rende consapevoli dell'intervento divino e ci fa accogliere questa luce potente, che illumina non soltanto il mistero di Gesù, ma anche tutta la nostra esistenza.

 

4L. Nella prima lettura Pietro proclama il messaggio della risur­rezione. Entrato nella casa del centurione Cornelio, prende la pa­rola e fa questo annuncio:

 

3L. Gesù, che è passato beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui, è stato ucciso ingiustamente, crudelmente, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno, ed è apparso a molti.

 

4L. Queste apparizioni confermano in maniera positiva ciò che il sepolcro vuoto faceva intuire.

 

3L. Afferma Pietro:

 

4L. «Dio volle che [Gesù risorto] apparisse non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti co­stituito da Dio».

 

3L. Gesù risorto è pieno di potenza.

 

4L. La sua prima potenza però non consiste nel giudicare, ma nel concedere la remissione dei peccati. Con la sua passione, infatti, egli ci ha ottenuto il perdono di tutti i peccati, anche dei più gravi.

 

3L. Pertanto la prima potenza di Cristo risorto è una potenza di salvezza. Alla fine ci sarà anche la potenza di giudicare, perché è necessario che alla fine gli uomini vengano giudicati in base alla loro accoglienza o al loro rifiuto di Gesù.

 

4L. Nella seconda lettura Paolo ci rivela le conseguenze della ri­surrezione di Gesù per la nostra vita; afferma che noi siamo risorti con lui.

 

3L. Nel brano che si legge nella Messa della notte (Rm 6,3-11) l'Apostolo spiega che con il battesimo siamo stati sepolti insieme con Cristo nella morte, per essere uniti a lui anche nella sua risurrezione.

 

4L. Noi, in un certo senso, siamo già risorti con Cristo; la vita di Cristo risorto ci ha già trasformati interiormente.

 

3L. Noi non viviamo più semplicemente al livello umano - al livello «carnale», direbbe Paolo -, ma abbiamo in noi un germe di vita nuova - la vita di Cristo risorto -, che ci trasforma a poco a poco.

 

4L. Perciò abbiamo il dovere di corrispondere a questa grazia straordinaria che abbiamo ricevuta.

 

3L. Paolo afferma: «Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove  è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra».

 

4L. Dobbiamo capire bene l'espressione usata da Paolo: «le cose di lassù». Non si tratta di immaginazioni, o di avere la testa tra le nu­vole, ma di valori spirituali.

 

3L. L'Apostolo ci vuol far capire che, dopo la risurrezione di Gesù, noi non dobbiamo cercare soltanto i beni terreni, avere pensieri di cupidigia e di soddisfazioni materiali, ma dobbiamo essere consapevoli che la nostra vita trae tutto il suo valore dall'unione con Cristo nell'amore.

 

4L. «Cercare le cose di lassù» allora vuol dire vivere nella fede, in unione con Cristo risorto; vuol dire vivere nella speranza della grazia di Dio per ogni momento della nostra vita, e della gloria di Dio alla fine di essa; vuol dire vivere nella carità, nell'amore divino, che ci viene dal cuore di Cristo.

 

3L. Le cose di lassù che dobbiamo cercare sono cose molto concrete. Cercare le cose di lassù significa vivere con generosità, con spirito di servizio, con una grande attenzione ai bisogni del prossimo, vivere in modo veramente degno di Cristo, che ha dato la vita per noi.

 

4L. E «quando  Cristo,  vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria». La risurrezione di Cristo è sorgente non soltanto di fede, ma anche di una speranza meravi­gliosa. I nostri cuori devono essere pieni di riconoscenza verso Dio per questo dono straordinario.

 

Tutti

 

O Signore risorto,

tu che hai vinto la morte e ora vivi sempre con il Padre,

donaci l’esperienza delle donne il mattino dì Pasqua.

Esse hanno visto la tua gloria e la vita vincere la morte.

Strappaci dal volto, o Risorto,

il sudario della disperazione e arrotola per sempre

le bende del nostro peccato.

Donaci un po’ di pace. Preservaci dall’egoismo.

Accresci le riserve di coraggio.

Raddoppia le scorte di amore.

Spogliaci da ogni arroganza,

Rivestici di misericordia.

Donaci grazia e luce e amore per la vita.

Aiutaci a spendere per te ciò che abbiamo e che siamo

per stabilire sulla terra la civiltà delta verità dell’amore.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. C’è un sepolcro vuoto, il tuo sepolcro, Gesù,  e Maria dà voce alla prima congettura: hanno portato via il tuo corpo,  l’hanno privata della possibilità di piangerti  e di gridare il suo dolore. C’è un sepolcro vuoto, il tuo sepolcro, Gesù,  e Pietro e Giovanni vanno a constatare  l’annuncio ricevuto. Vanno in fretta, corrono, come ogni volta  che viene offerto un segno da parte di Dio...  Come Maria che ha raggiunto in fretta la casa di Zaccaria,  il sacerdote...Come i pastori che, nella notte, hanno deciso di andare subito a vedere quel bambino venuto per diventare la gioia di tutta l’umanità. C’è un sepolcro vuoto, il tuo sepolcro, Gesù,  e chi ha ricevuto il dono della fede  come “l’altro discepolo”, Giovanni, comincia a credere, si apre alla realtà ancora misteriosa, inspiegabile, ma straordinariamente bella. Sì, tu sei vivo; la morte non ha potuto fermarti! Sì, tu sei vivo; nel cuore di chi si affida a te accendi una speranza che non viene meno!

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il Santo Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.