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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi



 

 

 

 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

 

Adorazione Eucaristica

Vª Domenica di Quaresima - “Anno A”

 

Cel. “Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso,

perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità,

che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.”

(Colletta)

 

 

 

G. I temi delle precedenti domeniche convergono in felice sintesi nell’odierna celebrazione: Gesù, sorgente dell’acqua viva e della luce, è colui che conferisce la vita a chi crede in lui. Le tre letture sottolineano la medesima realtà: solo la forza dello Spirito fa rifiorire la speranza, scioglie i legami della morte e restituisce la vita in pienezza. L’uomo è radicalmente impotente di fronte alla forza della morte. Sintomatico è il lamento degli esiliati a Babilonia: «Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è finita» (Ez 37,11). Ma Dio rassicura il suo popolo: questi «conoscerà» il Signore, farà cioè esperienza diretta della sua potenza vivificante.

 

Canto al Vangelo (Gv 11,25.26)

T. Lode e onore a te, Signore Gesù!
Cel. “Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,

chi crede in me non morirà in eterno.”

T. Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dal Vangelo secondo Giovanni (Forma breve: Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45)

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Il termine «vita» è un termine chiave del vangelo di Giovanni, tanto da costituirne un tema dominante. Cristo è la Vita: chi accoglie la sua Parola e aderisce alla sua Persona è in grado di spezzare il dominio della morte. Gesù lo sottolinea nella risurrezione di Lazzaro, segno profetico della sua risurrezione.

I diversi attori della scena (Marta e Maria, i discepoli, i presenti) sono condotti da Gesù a compiere il passo della fede, a riconoscere nella sua opera la rivelazione del Dio vivente. Chi ha questa fede possiede già quella vita che si manifesterà in pienezza nella risurrezione finale. Nell’attesa di essere sempre più inseriti come membra vive nel Cristo, i fedeli invocano il «Dio e Signore della vita che... con i suoi sacramenti... fa passare dalla morte alla vita».

Tutti

Dal Salmo 129:Rit. Il Signore è bontà e misericordia.

 

Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica.Rit.

 

Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore.Rit.

 

Io spero, Signore.

Spera l’anima mia,

attendo la sua parola.

L’anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all’aurora.Rit.

 

Più che le sentinelle l’aurora,

Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe.Rit.

 

Pausa di Silenzio

 

1L.Nel brano che abbiamo ascoltato la parola di Gesù vuole essere l'ultima risposta al tema della morte. Le culture, le filosofie ci hanno dato solo risposte parziali. Non hanno saputo, non hanno osato proclamare una vittoria sulla morte coinvolgendo il corpo, mentre la nostra realtà è intrisa di corpo. Così hanno eluso il problema.

 

2L.Hanno idealizzato la morte considerandola come una liberazione dell'anima (la parte più nobile dell'uomo) dalla prigione del corpo.

 

1L.Hanno parlato di immortalità dell'anima. Ma così la morte è vinta solo in parte. Il nostro corpo, che sente, comunica, ama..., viene lasciato nella polvere, mentre noi sentiamo il bisogno insopprimibile di un'esistenza piena, totale.

 

2L.Filosofie più moderne hanno cercato di togliere spessore alla morte, dando più importanza ai grandi valori universali che agli individui.

 

1L.Purché trionfi il bene, il dinamismo storico, il progresso, lo spirito dell'universo, che cosa conta l'individuo? Oppure, che cosa conta tutto questo se non conta per l'uomo? Un personaggio di Sartre dice:

 

2L.«Che cosa conta la rivoluzione se poi io muoio?».

 

1L.Il marxismo non ha saputo dare una risposta a Sartre. Ha messo da parte la rivoluzione, ripiegando sulla promessa di un maggior benessere.

 

2L.L'esistenzialismo fa la pace con la morte. La morte è continuamente presente. Vivere è morire. La vita si vive spendendola, consumandola. Sì, ma non c'è risposta alla domanda di senso.

 

1L.Un'altra prospettiva: la morte come momento negativo che stimola il progresso. Ma ancora una volta: per chi?

 

2L.Possiamo dire: nelle culture, di fronte alla morte non si salva mai tutto l'uomo, ma solo una parte: l'anima, il pensiero, la vita sociale, il progresso storico.

 

1L.Per la nostra fede, invece, tutto l'uomo è salvato. Gesù infatti proclama:

 

Cel. «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno».

 

2L.Di fronte a questa chiarezza, il credente non può lasciarsi spaventare dai dubbi diffusi. La solenne affermazione di Gesù ha, senza confronto, molto più peso di tutte le percentuali di dubbio espresse nei sondaggi di opinione. È decisiva la fede di Marta:

 

1L.«Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio».

 

2L.La risurrezione e la vita eterna sono realtà che caratterizzano la nostra fede e che hanno un impatto decisivo sulla nostra vita, sul suo orientamento e sulle scelte che ogni giorno dobbiamo operare.

 

1L.Indro Montanelli ha scritto (21 marzo 1999): «Privi di un riferimento a qualche Aldilà cui si potesse attingere qualche regola di vita, chi non crede è al buio e morrà, senza sapere di dov' è venuto, dove andrà e cosa sta a fare in questo mondo».

 

2L.Gesù ci offre questo punto di riferimento.

 

1L.Senza questa prospettiva il cristianesimo non sarebbe una fede religiosa, ma rischierebbe di ridursi a un generico umanesimo, costruito utilizzando frammenti di valori umani in naturale sintonia con il Vangelo, come la libertà, la giustizia, la solidarietà, l'amore...

 

2L.Valori grandi e nobili, che tuttavia, in una prospettiva puramente umana, possono anche ispirare una vita mediocre. L'affermazione di Gesù è una prospettiva che salva da questa mediocrità.

 

1L.Di questa vita nuova, della vita eterna, il Vangelo non ci dà la descrizione. È il mistero che ci invita al silenzio, che rifiuta approcci inadeguati (come le curiosità della nostra immaginazione e la pretesa di dati scientifici) ma che risponde ai nostri presentimenti più profondi.

 

2L.Chiediamo al Signore che rafforzi in noi questa fede, che ci aiuti «a mettere tutte le cose al loro giusto posto, sotto il cielo».

 

Tutti

 

Noi ti ringraziamo, Signore,

per il dono del tuo figlio Gesù.

Egli ha condiviso totalmente la nostra vita,

ha pianto la morte dell'amico

e ha provato l'angoscia di fronte alla morte,

ma ha saputo illuminarla

con la certezza della risurrezione.

Ti preghiamo, Signore,

vieni ed entra nei nostri chiusi cenacoli

perché abbiamo tutti e di tutto paura:

paura di credere, paura di non credere,

paura delle nostre povere abitudini, paura di essere liberi.

E poiché la tentazione di chiuderci nel nostro piccolo mondo

è sempre grande, vieni ad abbattere,

fra quanti si dicono credenti,

le diffidenze, i sospetti e le paure

che ci impediscono di rinnovare la nostra vita.

 

Canto:

Pausa di Silenzio

 

3L. «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».

 

4L. La protesta di Marta all'amico Gesù, assente nel momento del dolore, è la stessa protesta che sgorga dal cuore di chi nell'estrema sofferenza si sente abbandonato da Dio.

 

3L. Spesso di fronte alla morte di una persona cara, stravolti dalla tragedia, oppressi dalla fatica del vivere, si dimentica che il nostro Dio è il Dio della vita e non della morte.

 

4L. È il Padre misericordioso che sempre ascolta la nostra voce:

 

3L. «Dal profondo a te grido... L'anima mia è rivolta al Signore...».

 

4L. È il Dio che in Gesù Cristo è venuto tra noi per offrirci l'acqua viva che disséta per sempre, per aprirci gli occhi e farci vedere la vita oltre la morte.

 

3L. L'uomo trascende il dato biologico, sempre: sia quando è ancora un embrione senza volto, sia quando è inerme, inchiodato a una macchina in un letto d'ospedale, sia quando giace in un sepolcro, è molto di più di un aggregato di cellule.

 

4L. «Quello che è nato dalla carne è carne, e quel che è nato dallo Spirito è spirito», e nemmeno la morte può distruggere ciò che è nato dall'Alto.

 

3L. Eppure, davanti a un sepolcro chiuso dimentichiamo il grido di Gesù sulla tomba di Lazzaro:

 

Cel. «Vieni fuori!».

 

4L. Mai come quella volta la natura umana e quella divina del Maestro si fusero in maniera tale da mostrarci la fragilità del Figlio dell'uomo e la potenza del Figlio di Dio.

 

3L. Come ogni essere umano davanti alla tomba di una persona cara, Gesù si commosse, si turbò e pianse e ancora oggi si commuove, si turba e piange ogni volta che l'uomo rimane chiuso nel sepolcro di una vita senza senso.

 

4L. No, Dio non è sordo al dolore, Cristo non gode della sofferenza!

 

3L. È risorto per sconfiggere la morte penetrata nel cuore della storia, perché l'uomo, ancora presuntuoso, immaturo, fragile come un adolescente, ignaro dell'amore del Padre, gli ha voltato le spalle.

 

4L. Il Figlio di Dio gridò sulla tomba dell'amico per rovesciare il suo destino e quello dell'intera umanità è allora come oggi, compagno dell'uomo, continua a sgridare la morte e ogni morte.

 

3L. Se nei nostri corpi mortali lasceremo abitare lo Spirito che ha risuscitato Cristo, sentiremo il grido di Gesù:

 

Cel. «Vieni fuori!».

 

4L. Esci dal baratro del nulla, dall'angoscia, dalla paura di non farcela. Vieni fuori dal timore delle malattie, dalla tomba della depressione e della solitudine, perché non sei solo. Vieni fuori dall'egoismo che uccide più della morte, vieni fuori dal branco e ritrova la preziosa unicità del tuo essere, la tua dignità di uomo. Libera il tuo volto dal sudario della morte e comprenderai la profezia di Ezechiele:

 

Cel. «Quando aprirò le vostre tombe... farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete».

 

 

 

Tutti

 

Tu sei la risurrezione e la vita, Signore Gesù!

Davanti alla morte noi restiamo smarriti e disorientati:

il suo potere ci appare ineluttabile,

le ferite che essa provoca senza rimedio e guarigione,

ma tu hai vinto la morte, l’hai sconfitta una volta per tutte.

Tu sei la risurrezione e la vita, Signore Gesù!

Ogni volta che la morte ci visita

ne avvertiamo la brutalità:

essa ci strappa persone

a cui siamo legati da affetto ed amicizia

e recide inesorabilmente la nostra relazione con loro,

ma tu hai vinto la morte

e hai mostrato di poterla affrontare a mani nude,

con la sola forza dell’amore.

Tu sei la risurrezione e la vita, Signore Gesù!

Ecco perché

non possiamo più essere nell’angoscia e nella paura

come quelli che non hanno speranza.

Sappiamo che al termine di questa esistenza

non sarà un gorgo oscuro ad inghiottirci per sempre,

ma accompagnati da te

approderemo ad un oceano di gioia, di luce, di pace,

per sempre!

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Signore Gesù, che cosa c’è di più ineluttabile della morte? Quando essa arriva e ci strappa una persona cara, noi ci sentiamo disarmati e impotenti: non ci resta che chinare il capo e rassegnarci al suo potere brutale… Eppure tu non ti arrendi, non vuoi lasciarle libertà di campo, non vuoi che l’ultima parola sull’esistenza di un uomo sia proprio la sua. Così tu chiedi a Marta di dichiarare non una speranza generica, ma la fede piena in te che sei la risurrezione e la vita. Così tu accetti di lottare a mani nude, forte solo del tuo amore, per strappare Lazzaro dal sepolcro. Quello che offri – certo – è solo un segno. Lazzaro prima o poi tornerà a morire… Ma la realtà è un’altra e ne sarai coinvolto in prima persona. Toccherà a te, infatti, entrare nel gorgo oscuro della morte e sconfiggerla proprio quando essa si illudeva di tenerti in pugno. Sarai tu a sconfiggerla una volta per tutte perché, risorto da morte, tu non muori più, ma vivi per sempre. Dona ad ognuno di noi di poter entrare assieme a te nella gloria e nella pienezza di Dio, nel giorno che non ha tramonto.

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

VHai dato loro il pane disceso dal cielo.

RChe porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

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