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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

Adorazione Eucaristica

Natale del Signore

 

SAC. “Rallegriamoci tutti nel Signore
perché è nato nel mondo il Salvatore.
Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo.”

 

 

G. “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”.
Soltanto la contemplazione può semplificare la nostra preghiera per arrivare a constatare la profondità della scena e del segno che ci è dato. Una mangiatoia, un bambino, Maria in contemplazione, Giuseppe meditabondo: “Veramente tu sei un Dio misterioso!”. Il Padre, il solo che conosce il Figlio, ci conceda di riconoscerlo affinché l’amiamo e lo imitiamo.
Nessun apparato esteriore, nessuna considerazione, nel villaggio tutto è indifferente. Solo alcuni pastori, degli emarginati dalla società... E tutto questo è voluto: “Egli ha scelto la povertà, la nudità. Ha disprezzato la considerazione degli uomini, quella che proviene dalla ricchezza, dallo splendore, dalla condizione sociale”. Nessun apparato, nessuno splendore esteriore.
Eppure egli è il Verbo che si è fatto carne, la luce rivestita di un corpo.

 

Canto:

 

SAC.   “Alleluia, alleluia. Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.”

 

Dal Vangelo secondo Luca: (Lc 2,1-14)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

G.  Con l'Incarnazione Dio s'è messo all'ultimo posto perché nessun uomo, anche il più povero e sfortunato, si sentisse a disagio dinanzi a Lui. Nasce a Betlemme in una povera grotta. S'è fatto bambino, s'è fatto uomo umiliato e crocifisso, fino all'annullamento del cimitero, per essere alla pari e a fianco di ogni esperienza umana. Dio è diventato nostro fratello per conoscere, condividere e valorizzare la nostra umanità. "Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini" (Fil 2,6-7). Un Dio che non è stato comodo a casa sua, ma s'è sporcato le mani per noi.

 

Tutti

 Dal  Sal 95:Oggi è nato per noi il Salvatore.

Cantate al Signore un canto nuovo, *
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. *
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Gioiscano i cieli, esulti la terra, *
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.

Davanti al Signore che viene: *
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

  Pausa di Silenzio

 

G. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio". Gesù è un dono d'amore; il Natale è la festa dell'amore puro e gratuito; il Natale è la più bella notizia che si possa raccontare agli uomini. Ce ne rendiamo conto?

 

1L. Come dovremmo commuoverci, intenerirci, sentirci inondati di gioia! Dio, l'infinito, si è fatto vicino e si è legato irreversibilmente a noi per puro amore, per irresistibile esplosione di bontà: questo deve farci amare la vita e deve ricolmarci di ottimismo.

2L. Il Natale è: accorgerci di Gesù, accoglierlo nella vita e lasciar continuare in noi quella novità e quella santità che è sbocciata a Betlemme di Giudea.

1L.
In questa notte tutti avvertiamo che qualcosa di grande è accaduto nel mondo. Noi siamo illuminati da una stella che si è avvicinata al nostro buio e l'ha rischiarato per sempre.

2L. Dio si è fatto uomo! L'Infinito, l'Eterno, l'Onnipotente si preoccupa di noi, ha cura di noi, ha misericordia di noi. L'infinto Dio ci ama: questa è la grande notizia del Natale. Ci ama al punto da mandare il suo Figlio in questa storia così dura. Dio non ha avuto paura: ha gettato il Figlio in mezzo a noi che non siamo più figli. perché ci ama, perché vuole ridarci il cuore di figli.

1L.
Quanta ricerca di felicità nel cuore degli uomini e quanta amarezza e sofferenze: Noi cristiani sappiamo che la felicità c'è e ha un recapito: Betlemme, Gesù, l'Emmanuele.

SAC. "Vi prego in ginocchio, vi prego per la vostra gioia: uscite tutti dalla prigione del vostro egoismo, uscite tutti dalla freddezza dell'indifferenza. Facciamoci piccoli e umili: andiamo a Betlemme, cioè a Cristo, apriamo il cuore ai fratelli, tendiamo la mano a chi ci sta accanto, rendiamo ospitale la nostra casa, il nostro ambiente, il nostro lavoro, il nostro paese, la nostra città, il nostro mondo. E' soltanto nella via dell'amore che potremo fare l'esperienza di Dio. E in Dio troveremo la pace che ci manca.

1L.
Quattro parole riecheggiano in tutti i brani che la liturgia ci propone nelle messe di Natale e del pe­riodo natalizio: luce, gioia, bontà, pace.

2L. Esse riassumono un dono di Dio unico e irripe­tibile: Gesù.
Esse sintetizzano ciò che ogni uomo e ogni don­na desiderano.
Si dice che il Natale è bello come un sogno. È vero. Perché ogni uomo e ogni donna sognano: lu­ce, gioia, bontà, pace.

1L.
E il clima «da sogno» che questa festa riesce ogni anno a creare con le luci, i presepi, gli alberi, le strade e le vetrine illuminate, le musiche sempli­ci e ingenue, lo scambio di doni e di auguri, le cene in famiglia... è un segno della sintonia tra questa festa e il nostro sogno.

2L. Lasciamoci prendere da questo sogno! È Dio che in Gesù vuole farci sognare una vita piena di luce, di gioia, di bontà, di pace. Come lui l'ha pensa­ta e come noi la desideriamo. Lasciamoci penetrare da questo sogno, sempre più in profondità, in modo che diventi desiderio, progetto, impegno concreto, realtà.

1L.
Come? Lo dice Gesù:

 

SAC. «Gratuitamente avete ri­cevuto, gratuitamente date».

 

1L. Avete ricevuto da Dio luce, gioia, bontà, pace? Date il più possibile luce, gioia, bontà, pace.

2L. Compito dei cristiani non è il lamento, ma la te­stimonianza di una vita intrisa di questi doni.
Si sente dire spesso: «Non ci sono più i valori di una volta! Non c'è più cristianesimo».

SAC. Mettiamoceli, questi valori! Mettiamocelo, il cristianesimo!

1L. Questo è il nostro compito. Questo è la nostra festa di Natale.
Il Natale è bello perché ci tira fuori il meglio di noi stessi. E possiamo imparare a rivestire ogni giorno dell'anno con la bellezza del Natale.

2L. Gesù, il Signore, il Salvatore, come lo incontriamo, dove lo troviamo oggi nella nostra vita concreta? Come possiamo accoglierlo perché sia luce, pace, forza, salvezza della nostra vita e della vita del mondo e della nostra società?

3L.
Dio è con noi, anche oggi. Noi lo incontriamo nella vita della Chiesa: nella Parola di Dio, nei Sacramenti, negli uomini, nostri fratelli.

4L. La Chiesa continua la presenza e l'opera di Gesù.

 

SAC. "Io sono con voi, fino alla fine del mondo". "Chi ascolta voi, ascolta me". "Fate questo in memoria di me: Io sono il pane vivo per la vita del mondo".

4L. Quando ascolto o leggo la Bibbia, il vangelo: è Cristo che parla al mio cuore e al cuore della Chiesa.

3L.
Quando un sacerdote battezza, è Cristo che battezza.

4L. Quando una persona si confessa, è Cristo che perdona, Lui che è venuto non per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo; Lui che è venuto a cercare continuamente chi si è perduto, smarrito, ferito.

3L.
Quando riceviamo la Comunione, è il Signore Gesù che si dà a noi nel dono supremo del suo amore, per essere nutrimento, sostegno e forza.

4L. Quando sono malato, Cristo Gesù, nei suoi sacramenti, mi è vicino con la sua potenza salvatrice come ha fatto con i malati che incontrava.

3L.
Quando uno riceve l'Ordine sacro è configurato a Cristo pastore per il servizio del suo popolo.

4L. Quando una coppia celebra il Matrimonio accoglie la grazia e la presenza di Gesù, come a Cana, e il Signore vive e opera nella vita dei coniugi e li coinvolge nella missione di testimoniare e portare nel mondo il suo amore.

3L.
Cristo Gesù lo incontriamo nel prossimo, cioè negli uomini, nostri fratelli, quando ci apriamo all'amore verso ogni persona, specialmente verso i poveri e i bisognosi di ogni tipo di aiuto.

4L. Davvero Dio è con noi e noi siamo con Lui, possiamo vivere per Lui, accogliere e rendere viva la sua grazia nelle nostre azioni; possiamo portare in ogni giornata della nostra vita la luce e la grazia del Natale.

 

Tutti

Asciuga, Bambino Gesù, 
le lacrime dei fanciulli! 
Spingi gli uomini a deporre le armi 
e a stringersi in un universale 
abbraccio di pace! 
Invita i popoli, misericordioso Gesù, 
ad abbattere i muri creati 
dalla miseria e dalla disoccupazione 
dall'ignoranza e dall'indifferenza, 
dalla discriminazione e dall'intolleranza. 
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme, 
che ci salvi, liberandoci dal peccato. 
Sei Tu il vero ed unico Salvatore, 
che l'umanità spesso cerca a tentoni. 
Dio della pace, dono di pace per l'intera umanità, 
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia. 
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen!

 

Canto:

Pausa di Silenzio

 

G. A Betlemme una nuvola di canto avvolge i pastori: Pa­ce in terra agli uomini che Dio ama. È un augurio che ar­riva fino a noi e che anche noi vogliamo accogliere.

 

5L. Buon Natale a voi che avete ancora paura di Dio e lo te­mete come un giudice inappellabile. Egli invece viene co­me un bambino. Un bambino non giudica e non condanna; un bambino non può far paura, fa leva sull'amore, vive per­ché è amato; lo puoi rifiutare ma lui non ti rifiuterà mai.

6L. Buon Natale a voi che avete abbandonato Dio e dite di aver perso la fede in lui. Anche se tu lo perdi, lui, Dio, non ti perde. Lui, Dio, non ha perso la fiducia in te, non è fini­ta la sua speranza. Per questo nasce uomo, perché ha fede in ogni uomo e in tutta la nostra storia di santi e peccatori.

5L. Buon Natale a tutti quelli che vivono in situazioni irre­golari, dopo le ferite di amori finiti o lacerati. Voi siete come i pastori di Betlemme: considerati ai margini, fuori dalle regole, impuri, perché mangiavano senza lavarsi le mani, perché non andavano mai alla sinagoga, sempre die­tro ai loro greggi.

6L. Ebbene proprio voi siete i primi a ricevere la bella noti­zia dagli angeli, perché davanti a Dio non vale la legge, ma l'uomo; contano la carne e il cuore dell'uomo, non il ruolo o le regole, non l'etichetta religiosa. L'uomo guarda le apparenze, ma Dio guarda il cuore: guarda i piccoli, l'u­miltà della sua serva, i pastori nella notte.

5L. È la forza dirompente del Natale, che dirotta l’attenzio­ne non sul grande, sul colto, sul famoso, ma su chi è lon­tano dai riflettori, sul piccolo, su un bambino, su chi non ha nessun altro titolo che quello di essere uomo.

6L. E questo basta. Basta essere uomo. Non occorre altro, dal giorno in cui Dio ha messo la sua gloria in un bambi­no. Buon Natale a voi che siete semplicemente umani.

5L. E poi Buon Natale a voi che siete qui, ricchi di regali, forse poveri di verità e di amore.

6L. A noi Buon Natale, ricchi di agitazione e poveri di rac­coglimento e di silenzio. Questo bambino ci insegna che sono così poche le cose che contano davvero. Sono così poche!

5L. Buon Natale a voi che vi sentite affaticati dai lati oscuri della vita, incapaci di capire il senso di tanta fatica, di tan­ta sofferenza.

6L. Buon Natale a voi che avete sofferto troppo. Questo bambino può darvi un po' di luce, perché viene come la luce vera che illumina ogni uomo. Ogni uomo! E nessuno è perduto, nessuno è fuori dal raggio di questa luce.

5L. Buon Natale anche a voi che avete perso il gusto di vi­vere perché niente più vi soddisfa, neanche il benessere o il prestigio sociale. Questo bambino può restituire il sapo­re alla vita, egli porta ciò che vi manca: la bellezza, il gu­sto di sentirsi amati e di poter amare.

6L. Buon Natale perché Dio è con voi, non siete soli, non lo sarete mai!

Tutti

O Signore, 
nel deserto dei cuori 
che vogliono negare la tua esistenza, 
nelle turbolenze del mondo 
che vuole soffocare la speranza, 
nelle persecuzioni che colpiscono 
chi ti vuole servire fedelmente, 
nell'indifferenza che banalizza e distrugge la vita, 
tu poni ancora la tua dimora tra noi. 
Ti contempliamo in un corpo 
indifeso e umile di bambino, 
come Parola viva, Amore veritiero, 
certezza per le nostre speranza. 
"Sei tu, Signore, la sorgente della vita, 
alla tua luce vediamo la luce".

 

Pausa di Silenzio

Canto:  

Meditazione  

 Preghiere spontanee    ………..    Padre Nostro

G.  Ecco, Signore, non abbiamo voluto mancare all’appuntamento! Siamo venuti, nella notte, sfidando l’oscurità, per incontrare la tua luce:quella che brilla sul tuo volto di bambino, quella che splende ed illumina le nostre strade tormentate. Ecco, Signore, non abbiamo voluto mancare all’appuntamento! Guidati dal desiderio, sospinti dalla nostalgia, portati dalla memoria, affrontando il freddo,pur di trovare il calore della tua misericordia, il fuoco del tuo amore:

quello che emana dalla capanna e riesce ad accendere tutte le creature della terra. Ecco, Signore, non abbiamo voluto mancare all’appuntamento! Sappiamo di non essere molto presentabili, ma non lo erano neppure i pastori di Betlemme! Le nostre mani sono sporche, i nostri cuori induriti e i nostri vestiti recano le tracce di tante esperienze sbagliate. Matu sei l’unico che può guarire e trasfigurare la nostra vita!

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:
“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,
riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:
mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,
aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.
Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

 un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.
Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.
Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;
soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.
Siano apostoli appassionati del tuo Regno,
ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.
Un’altra cosa chiediamo, Signore:

 assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

 coloro, cioè, che, in tuo nome,
invitano, consigliano, accompagnano e guidano.
Siano le nostre parrocchie segni accoglienti
della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.
Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:
crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.
Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata
- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,
confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,
custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.
All’intercessione della tua Santa Madre,
affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.
Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni
le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

 


Canto: Tantum Ergo

Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

 

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.
Benedetto il  Suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell'altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.