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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi


 

 

Adorazione Eucaristica

XVIIIª Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”

 

SAC. “O Dio, che affidi al lavoro dell’uomo le immense risorse del creato,fa’ che non manchi mai il pane 
sulla mensa di ciascuno dei tuoi figli, 
e risveglia in noi il desiderio della tua parola, 
perché possiamo saziare la fame di verità 
che hai posto nel nostro cuore.”
(Colletta)

G. Il Vangelo di oggi riferisce il discorso che parla dell’importanza della fede in Gesù Cristo. Gesù Cristo è l’inviato di Dio, egli porta l’ultima rivelazione ed apre la via che conduce a Dio. Colui che segue Gesù con fede, che entra con Gesù nella comunità mediante il battesimo, che prende Gesù come modello e lo ascolta, troverà attraverso di lui la verità che calma la fame di vita. Perché questa verità è Dio stesso che, attraverso Gesù Cristo, offre a tutti gli uomini la possibilità di condividere la sua vita. Quello che hanno cercato, presentito, e in parte riconosciuto i pensatori, i profeti e i nostalgici di Dio di tutte le nazioni e di tutti i tempi, raggiunge attraverso Gesù la chiarezza e la verità di Dio. Questa verità è presente e può essere colta nella parola e nell’esempio di Gesù, ma soprattutto nella sua persona. Perché egli è la verità, egli è la via, egli è la vita di Dio in persona!

 

Canto al Vangelo (Mt 4,4)

T.Alleluia, alleluia.

SAC. “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla  bocca di Dio.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (Gv 6,24-35)

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Lamentarsi è diventato lo sport nazionale, a proposito e a sproposito. Al mugugno non sfugge nemmeno il buon Dio che, già durante il cammino dell’esodo, più e più volte, aveva dovuto amaramente constatare quanto l’insoddisfazione del suo popolo prevalesse sulla gioia per una libertà che non ha prezzo. La libertà, tante volte urlata, il più delle volte abusata, è cosa assai difficile da intendere e da volere, da accogliere e da gestire. La gente, accade anche oggi, preferisce essere sottomessa a qualcosa o a qualcuno, più che dover gestire responsabilmente la sua libertà. Anche nella Chiesa è maggiore il numero dei ‘mugugnanti’, che difficilmente partecipano, piuttosto che quello dei ‘partecipanti’, i quali difficilmente mugugnano. L’esodo che la Chiesa odierna è chiamata a vivere si può delineare proprio tra queste due sponde, e l’esperienza dell’esodo ci sollecita ad essere una comunità che evita il più possibile di lamentarsi sterilmente per dedicarsi, invece, ad una partecipazione positiva e propositiva al disegno di liberazione che Dio compie attraverso di noi.

 

Tutti

 

Dal Salmo 77: Donaci, Signore, il pane del cielo.

 

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Diede ordine alle nubi dall’alto
e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo
e diede loro pane del cielo.

L’uomo mangiò il pane dei forti;
diede loro cibo in abbondanza.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.

 

Pausa di Silenzio

 

1L. Nel brano evangelico di oggi c'è un dialogo tra la folla e Gesù. Gesù per due volte corregge le prospettive della folla, il suo modo di intendere le cose. Invece di rispondere alla domanda della folla ha subito un'osservazione critica:

 

Cel. «In verità, in verità vi dico:Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati».

 

2L. Così rimprovera alla gente il fatto di non aver colto il senso del miracolo, ma di averne soltanto approfittato: hanno mangiato i pani che egli ha moltiplicato, si sono saziati, e niente più.

 

1L. Invece, questo miracolo è un segno di un dono spirituale che Gesù vuole fare alla gente. Gesù, vero pane di vita, vuole saziare non soltanto i corpi, ma anche le anime, dando un cibo spirituale che possa colmare i desideri profondi degli uomini.

 

2L. Perciò invita la gente a procurarsi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna.

 

1L. La gente ascolta questo rimprovero, capisce che Gesù vuol parlare di conversione e chiede:

 

Cel. «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».

 

1L. A questa domanda egli di nuovo dà una risposta inattesa:

 

Cel. «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

 

2L. Gli ebrei sono molto preoccupati di adempiere la legge, di fare le opere di Dio, e pensano che il rapporto tra Dio e gli uomini sia come quello tra un padrone e i suoi servi: il padrone assegna ai servi il lavoro da fare, ed essi lo compiono.

 

1L. Perciò vogliono sapere da Gesù quali azioni devono fare per essere in regola con Dio. Ma Gesù cambia la prospettiva, dicendo che l'opera di Dio è credere in colui che egli ha mandato.

 

2L. Qui c'è un cambiamento di prospettiva, perché, secondo le parole di Gesù, la fede è un dono di Dio.

 

1L. Certamente la fede è una realtà che una persona deve accogliere in modo attivo, ma fondamentalmente essa è un dono di Dio, un'opera di Dio stesso.

 

2L. Questa è l'idea di fede che dobbiamo avere anche noi: un'opera che facciamo con Dio, un'opera in cui l'attore principale è Dio, e in cui noi siamo suoi semplici collaboratori, aderendo con fiducia alla persona di Gesù e, per mezzo suo, a Dio.

 

1L. Poiché Gesù ha parlato di fede, la gente ora chiede dei segni. Nei Vangeli capita spesso che le persone chiedano dei segni per poter credere. Qui dicono a Gesù:

 

Cel. «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?».

 

2L. Per la gente, se Gesù esige la fede, deve compiere un'opera che sia segno della sua autorevolezza, della sua potenza. La gente rivolge una sfida a Gesù:

 

Cel. «I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"».

 

1L. La manna era un cibo meraviglioso, perché veniva dal cielo.

 

2L. Ma Gesù di nuovo corregge la prospettiva della gente, dicendo che la manna non era veramente un pane dal cielo, ma un pane materiale. Il pane dal cielo, invece, è un pane spirituale, un pane che fa vivere l'anima. Gesù stesso è questo pane.

 

1L. Egli è stato mandato da Dio per essere il cibo delle nostre anime. Perciò dice alla gente:

 

Cel. «Non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

 

2L. Qui Gesù ci fa una rivelazione molto importante: egli è il vero pane del cielo dato dal Padre; è un dono di Dio per noi, che ci comunica la vera vita, quella spirituale, la vita di relazione profonda con Dio, la vita di fede, di speranza e di carità.

 

1L. È una cosa meravigliosa poter avere questo pane dal cielo. Perciò la gente chiede subito a Gesù:

 

Cel. «Signore, dacci sempre questo pane».

 

2L. E Gesù ribadisce:

 

Cel. «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai».

 

1L. Gesù è colui che può soddisfare veramente i nostri desideri più profondi.

 

2L. Presso altre persone o cose possiamo trovare soddisfazioni superficiali, ma non la soddisfazione piena e profonda per la nostra vita; perciò rimaniamo sempre in una situazione di fame e di sete.

 

1L. Invece, chi accoglie Gesù pienamente nella propria vita, non ha più fame e più sete, perché i suoi desideri più profondi vengono saziati.

 

2L. Chiediamo al Signore di lasciarci guidare da lui, per essere orientati verso la vera adesione a lui nella fede, e così trovare la pace profonda.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

 

Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L. «Quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù».

 

4L. Il giorno prima, di fronte al segno della moltiplicazione dei pani compiuto da Gesù, la gente voleva proclamarlo re; Gesù allora si era ritirato sulla montagna.

 

3L. La folla però insiste in questa sua ricerca ostinata di Gesù e, trovatolo aldilà del mare di Galilea, gli chiede: «Rabbi, quando sei venuto qua?».

 

4L. Ma il vero problema non è sapere quando Gesù sia giunto in questo luogo, bensì interrogarsi sulle motivazioni profonde per cui lo si cerca.

 

3L. Ed è lo stesso Gesù a mettere a nudo questa differenza cruciale,

riorientando la «fame» della gente:

 

4L. Egli vuole spostare l'attenzione di queste persone, chiedendo loro di cambiare il loro bisogno di cibo in desiderio di un altro cibo, quello che viene da Dio:

 

Cel. «Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà».

 

3L. Come sempre nel vangelo di Giovanni, bisogna passare dalla visione del segno alla contemplazione nella fede di chi lo ha compiuto, Gesù, l'Inviato di Dio, «colui sul quale Dio ha posto il suo sigillo».

 

4L. Ascoltate queste parole, la folla entra in dialogo con Gesù, ma con un atteggiamento di fondo deviante, come se la salvezza fosse qualcosa che l'uomo deve conquistare facendo opere encomiabili:

 

Cel. «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».

 

3L. Gesù allora ribadisce nuovamente che all'uomo è chiesto solo di saper accogliere un dono, di rispondere con la fede al dono per eccellenza fatto al mondo dal Padre, quello del Figlio amato:

 

Cel. «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

 

4L. L'evangelista del resto lo aveva già detto, commentando l'incontro tra Gesù e Nicodemo:

 

Cel. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

 

3L. E questa fede nasce dall'ascolto obbediente di Gesù, proprio quello che la folla qui non riesce a compiere, rifugiandosi invece ancora una volta nella pretesa di avere da lui dei segni, dei «miracoli» capaci di rassicurare con la loro evidenza:

 

4L. Anzi, questa volta i giudei rivestono le loro parole di un'aura religiosa, sacrale, ricordando a Gesù l'evento straordinario della manna donata a Israele nel deserto; e per rendere ancora più solenne la loro richiesta citano un versetto del salmo 78: « e diede loro pane del cielo».

 

3L. Gesù, lui sì, sa mettersi in ascolto dei suoi interlocutori, si sforza di partire dalle loro parole per convertire i loro sguardi e condurre alla fede i lori cuori.

 

4L. Essi hanno parlato della manna e, a questo proposito, Gesù li fa risalire dal dono al Donatore:

 

Cel. «Non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero».

 

3L. Insomma, la manna era un cibo che nutriva i corpi, ma restava un cibo che perisce; per gli occhi illuminati dalla fede poteva però essere un segno, il segno che rimandava alla realtà del pane vero:

 

Cel. «Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

 

4L. A questo punto la folla, che sembra incominciare a compiere quel movimento interiore indicatole da Gesù, gli chiede:

 

Cel. «Signore, dacci sempre questo pane»,

 

3L. così come la donna samaritana, colpita dalla sua autorevolezza, gli aveva detto:

 

Cel. «Signore, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».

 

4L. Gesù, in risposta, consegna la rivelazione centrale di questo capitolo sesto:

 

Cel. «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

3L. Essa sarà poi ulteriormente precisata da un lungo discorso che me­diteremo nelle prossime domeniche, in cui Gesù farà il grande annuncio eucaristico, concludendolo con queste parole:

 

Cel. «Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno ».

 

4L. Ma dalla pagina evangelica odierna emerge per noi con chiarezza una semplice domanda: sappiamo ascoltare in profondità Gesù e, soprattutto, lasciare che sia lui a orientare la nostra ricerca? Questo è il modo più concreto e quotidiano per sperimentare che è lui il pane, il nostro vero nutrimento, ora e poi per la vita eterna.

 

 

 

 

 

Tutti

 

O Gesù,

“autore e perfezionatore della fede”,

 ravviva e accresci in noi questa virtù, dono divino,

affinché possiamo compiere, “l’opera di Dio”:

credere nel tuo amore che ci redime

e nello Spirito che ci santifica;

guidaci alla ricerca del cibo che non perisce

e fa’ che possiamo condividerlo quaggiù

con i nostri fratelli

e poi, per sempre, nella beata eternità,

dove non avremo più fame, né sete

delle realtà passeggere di questo mondo.

 

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Tu offri un segno, Gesù, perché la folla raggiunga la realtà meravigliosa del tuo dono. Offri un pane che può sfamarli e saziarli per un giorno perché desiderino quel Pane che trasmette la vita eterna. Fai fiorire una stupenda esperienza di condivisione, un anticipo dei tempi messianici, perché avvertano la voglia di partecipare alla gioia del giorno senza tramonto. Eppure ieri come oggi gli uomini rimangono attaccati alle realtà terrene e si rifiutano di compiere il salto verso i beni eterni. Sì, siamo fatti in modo strano. Tu ci fai intravedere una pienezza inimmaginabile e noi restiamo saldamente ancorati ai bisogni quotidiani. Tu ci inviti a solcare il mare aperto per immergerci nella profondità della vita divina e noi ci condanniamo al piccolo cabotaggio. Tu desti in noi l’attesa di qualcosa di grande, capace di trasformare questa nostra esistenza e noi ti chiediamo di rimediare alle piccole angustie che ci assillano.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

 

 

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

O Dio, che nel mistero eucaristico ci hai dato il pane vero disceso dal cielo, fa' che viviamo sempre in te con la forza di questo cibo spirituale e nell'ultimo giorno risorgiamo gloriosi alla vita eterna.

Per Cristo nostro Signore.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.

Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

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