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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi


 

 


Adorazione Eucaristica

COMMEMORAZIONE FEDELIDEFUNTI

 

SAC. “Gesù è morto ed è risorto; 
così anche quelli che sono morti in Gesù 
Dio li radunerà insieme con lui. 
E come tutti muoiono in Adamo, 
così tutti in Cristo riavranno la vita.”

G. Fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria, e distrutta la morte gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando Dio. Tutti però comunichiamo nella stessa carità di Dio. L’unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali (cfr Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, «Lumen gentium», 49). La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi (ibidem, 50). Nei riti funebri la Chiesa celebra con fede il mistero pasquale, nella certezza che quanti sono diventati con il Battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine. (Cfr Rito delle esequie, 1). Si iniziò a celebrare la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, anche a Roma, dal sec. XIV. 

 

Canto:

 

SAC.   “Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. ”

 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (Gv 6,37-40)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: 
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Parola del Signore.

Pausa di Silenzio

G. La solenne commemorazione di tutti i defunti è un momento propizio per riflettere sul senso ultimo della nostra esistenza, e su come siamo in grado di gestire il tesoro della vita che il Signore ci ha affidato. E' il giorno in cui l'uomo scopre tutta la sua fragilità e tutta la sua debolezza, il suo essere peccatore che lo distacca da Dio e lo fa sentire "piccolo", ma insieme a tutto questo viene a conoscenza di una altrettanta grande verità: che non è abbandonato a se stesso ma come uomo è chiamato ad alzare lo sguardo verso l'alto ed a vivere come "essere redento". E' l'occasione buona per rendersi conto che siamo figli di Dio, di un Dio che ha dato la sua vita come pegno di salvezza. 

Tutti

 Salmo 129: A Te innalzo il mio grido.


Dal profondo a te grido, o Signore;*

 Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica.

 

 Se consideri le colpe, Signore,*

Signore, chi ti può resistere?

 Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore.

 Io spero, Signore.

Spera l’anima mia,

attendo la sua parola.

 

 L’anima mia è rivolta al Signore*

più che le sentinelle all’aurora.

Più che le sentinelle l’aurora,

 Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

 Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

 

  Pausa di Silenzio

 

G. La liturgia non ha pianti, perché ciò di cui fa memoria non è la morte, ma la risurrezione. La liturgia non ha lacrime, se non asciugate dalla mano di Dio; essa infatti non pronuncia parole sulla fine ma sulla vita.

 

1L. «Se tu fossi stato qui mio fratello Lazzaro non sarebbe morto».

 

2L. Marta ha fede in Gesù, eppure si sbaglia. Così noi ripetiamo le sue parole e il suo errore: in questa malattia del mio familiare, dov'è Dio? Se Dio esiste, perché questa morte innocente?

1L. Se Tu sei qui i miei cari non moriranno... Invece Dio è qui, sempre, ma non come esenzione dalla morte. Gesù non ha mai promesso che i suoi amici non sarebbero morti.

2L. Per lui il bene più grande non è una vita lunga, un infinito sopravvivere; l'essenziale non sta nel non morire, ma nel vivere già una vita risorta. L'eternità è già entrata in noi molto prima che accada, entra con la vita di fede (chiunque crede in Lui ha la vita eterna), entra con i gesti del quotidiano amore.

 

1L. Il Signore ci insegna ad avere più paura di una vita sbagliata che della morte. A temere di più una vita vuota e inutile che non l'ultima frontiera che passeremo, aggrappandoci forte al cuore che non ci lascerà cadere.

 

2L. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Né angeli né demoni, né vita né morte, nulla ci potrà mai separare dall'amore (Rm 8,35-37). Questo mi basta. Se Dio è amore, mi vendicherà della mia morte. La sua vendetta è la risurrezione, un amore mai più separato.

1L. Dio salva, questo è il suo nome. Salvare significa conservare. Per sua precisa volontà nulla andrà perduto, non un affetto, non un bicchiere d'acqua fresca, neanche il più piccolo filo d'erba.

2L. Una preghiera per i defunti, forse la più bella, invoca:

 

SAC. “ammettili a godere la luce del tuo volto”.

 

1L. I verbi della fede cedono ad un verbo umile e forte, inerme ed umanissimo: godere. La ragione cede alla gioia, la fede al godimento.

 

 2L. L'eternità fiorisce nei verbi della gioia. Perché Dio non è risposta al nostro bisogno di spiegazioni, ma al nostro bisogno di felicità, lo è per i miei sensi, lo spirito, gli affetti e il cuore, per la totalità della mia persona.

1L. La nostra esperienza sostiene che tutto va dalla vita verso la morte. La fede cristiana dichiara invece che l'esistenza dell'uomo va da morte a vita.

 

2L. Dal santuario di Dio che è la terra e dove nessun uomo può restare a vivere, le porte della morte conducono verso l'esterno. Ma su che cosa si aprono i battenti di questa porta? Non lo sai? Sulla vita!

 

Tutti

Dio di infinita misericordia,
che stringi in un unico abbraccio
tutte le anime redente dal sangue del tuo Figlio,
noi ci presentiamo davanti a te
con la mestizia e il dolore
per il distacco dai nostri cari defunti,
ma con la fede e la speranza
che il tuo Spirito ha acceso nei nostri cuori.
La morte non ha distrutto 
la comunione di carità 
che unisce la Chiesa pellegrina sulla terra
alle sorelle e ai fratelli
che hanno lasciato questo mondo.
Accogli, o Signore,
le preghiere e le opere che umilmente ti offriamo,
perché le loro anime contemplino la gloria del tuo volto.
Fa' che quando giungerà la nostra ora
possiamo allietarci della tua dolce presenza 
nell'assemblea degli angeli e dei santi
e rendere grazie a te,
termine ultimo di ogni umana attesa.
Per Cristo nostro Signore.

 Amen!

 

Canto:

Pausa di Silenzio

 

G. In occasione della commemorazione dei fedeli defunti siamo confrontati al problema della morte.

3L. Possiamo vivere la morte come una realtà più forte di noi e piegarci alla sua forza. Non siamo in grado di scansarla, la subiamo e basta.

 

4L. Non è questo il caso di Gesù: guarda con lucidità alla sua morte, ne parla. Non la sfugge, la sceglie e ne fa un dono.

 

SAC. "Io dono la vita per le pecore".

 

3L. Notiamo: non scelse la morte per se stessa, ma accettò quella morte che gli uomini - variamente motivati - gli imposero, per restare fedele al Padre e al senso che aveva dato a tutta la sua vita: il Regno di Dio (la comunione).

 

4L. La fiducia di Gesù verso il Padre è stata così profonda che Dio lo ha liberato dalla morte. Questa è l'unica forza che può superare la morte: la comunione con Dio.

3L. È l'alternativa che si pone per ciascuno: vivere la morte come una bestia al macello o come Gesù sulla croce e insieme a lui.

4L. Camminiamo nella fede e non ancora in una visione chiara, questo vale anche per la morte. Non abbiamo descrizioni dell'aldilà, molte cose non le sappiamo.

 

3L. Ma sappiamo con certezza che

 

SAC. "chi crede in me, chi affida la sua vita con fiducia a me, anche se muore, vivrà".

 

3L. Allora morire diventa un passaggio, una pasqua.

4L. Certamente vita e morte sono legate: per poter vivere la propria morte insieme a Gesù bisogna essere fin da ora impegnati a vivere la propria vita con lui.

 

3L. Per fare della propria morte un dono bisogna già da ora essere impegnati a donare la propria vita.

 

4L. Chiediamo di poter dire con Gesù al momento della morte:

 

Tutti: "Padre, nelle tue mani affido la mia vita". E attraverso l'intercessione di Maria: "prega per noi, adesso e nell'ora della nostra morte". Amen.

Tutti

 

Padre Santo,
da sempre e per sempre
tu sei nel tuo regno di luce;
ascolta la nostra famiglia
riunita nel ricordo dei propri cari
che l'hanno preceduta
nelle vicende del tempo.
Ti rendiamo grazie
per i valori di fede e di umanità
che ci hanno trasmesso
con le parole e le opere.
Accoglili nella tua gioia
e concedi a noi di custodire e trasmettere
le loro testimonianze e i loro valori.
L'eterno riposo dona loro, Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua,
riposino in pace. Amen.

 

Pausa di Silenzio

Canto:  

Meditazione  

 Preghiere spontanee   

Padre Nostro

G.  Noi li abbiamo amati e abbiamo sofferto quando ci hanno lasciati; al momento della partenza, della separazione, abbiamo maggiormente sentito quanto li amavamo. Noi li abbiamo amati, ma quando pensiamo a questi legami d'affetto, sentiamo il rimorso di non averli amati abbastanza, di averli trascurati. Ci viene il desiderio che possano tornare ancora un po' sulla terra, per potere riparare le nostre mancanze amandoli più profondamente. Ma non ci rimane che chiedere perdono per tutti i dolori che abbiamo causato ai nostri cari, per ciò che ha reso più difficile la loro vita. Ci rimane soprattutto da pregarti per essi, Signore, con fervore, testimoniandogli così l'amore più sincero e più efficace.

 

 

 

 

 

 

Tutti

 Se mi ami non piangere!
Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo;

se potessi vedere e sentire quello che io sento e vedo

in questi orizzonti senza fine e in questa luce

che tutto investe e penetra,

 non piangeresti se mi ami!
Sono ormai assorbito nell’incanto di Dio,

dalle sue espressioni di sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto!

Mi è rimasto l’affetto per te, una tenerezza

che non hai mai conosciuto!

 Ci siamo amati e conosciuti nel tempo:

ma tutto era allora così fugace e limitato!
Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi:

 tu pensami così; nelle tue battaglie

 pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte,

e dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più puro e più intenso, alla fonte inestinguibile della gioia e dell’amore!
Non piangere più se veramente mi ami!

 

 

 

 

 


Canto: Tantum Ergo

Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat rituiPraestet fides supplementum

Sensuum defectui.

 

 

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

 

Dio sia benedetto.
Benedetto il  Suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell'altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.