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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi


 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

 

Adorazione Eucaristica

XXIIIª Domenica del T. o. “Anno A”

 

Cel. “O Padre, che ascolti quanti si accordano

nel chiederti qualunque cosa nel nome del tuo Figlio,

donaci un cuore e uno spirito nuovo,

perché ci rendiamo sensibili

alla sorte di ogni fratello

secondo il comandamento dell’amore,

compendio di tutta la legge”.(Colletta)

 

G. La prassi penitenziale della Chiesa primitiva testimonia la grande serietà e coerenza dell’impegno della conversione. Il peccatore non trova il perdono di Dio che nella riscoperta della sua misericordia in atto nella Chiesa, specialmente nell’assemblea eucaristica che rende attuale la redenzione di Cristo. È soprattutto nel sacramento della penitenza che la Chiesa esercita ed esprime la misericordia e il perdono di Cristo; ma, purtroppo, per molti cristiani lo stesso segno sacramentale della riconciliazione è diventato vuoto ed insignificante. Il sacramento è ridotto a un gesto abitudinario, privo di efficacia nella vita. Uno degli aspetti più preoccupanti dell’attuale prassi penitenziale consiste, purtroppo, nella frattura tra segno sacramentale ed esperienza della comunità cristiana.

 

Canto al Vangelo (2Cor 5,19)

T. Alleluia, alleluia.
Cel. “Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione”.

T.  Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. La confessione, oltre ad essere conversione a Dio, è sempre anche riconciliazione con i fratelli; ci reinserisce nella Chiesa; da membra morte si ritorna membra vive, attive e responsabili. Dobbiamo riscoprire il significato comunitario del peccato e perciò della penitenza; essa è il sacramento in cui ogni comunità cristiana ritesse, sotto l’azione di Cristo, l’unità spezzata. Una comunità di amore, fra gli uomini, è sempre una comunità di riconciliazione e di correzione fraterna. La comunione perfetta non è mai un felice possesso, ma una conquista continua, un dono da implorare dall’alto.

 

Dal Salmo 94:Rit.Ascoltate oggi la voce del Signore.

 

Venite, cantiamo al Signore,

acclamiamo la roccia della nostra salvezza.

Accostiamoci a lui per rendergli grazie,

a lui acclamiamo con canti di gioia.   Rit.

 

Entrate: prostràti, adoriamo,

in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.

È lui il nostro Dio

e noi il popolo del suo pascolo,

il gregge che egli conduce.Rit.

 

Se ascoltaste oggi la sua voce!

«Non indurite il cuore come a Merìba,

come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri:

mi misero alla prova

pur avendo visto le mie opere».  Rit.

 

Pausa di Silenzio

 

La pagina del Vangelo che abbiamo ascoltato ci aiuta a capire meglio la Chiesa come mistero di comunione.

 

«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

Ogni segno, anche piccolo, di fraternità, introduce in questo mistero, apre alla speranza del suo compimento.

 

Quando un uomo e una donna si incontrano e si guardano con amore, nella luce di Dio, il Signore è con loro.

 

Quando una famiglia si riunisce attorno alla tavola nel segno della gratitudine a Dio, il Signore è l'ospite misterioso che la sostiene con la sua presenza.

 

Come Chiesa, noi siamo insieme in memoria di lui.

 

Se la nostra partecipazione è autentica, il Signore sconfigge i germi di divisione e di egoismo che ci minacciano.

 

Se ci fermiamo agli aspetti umani della Chiesa, avremo sempre motivi di delusione. Chi non vede la mediocrità di tanti cristiani, la nostra mediocrità?

 

Ma c'è qualcosa che va oltre questa povertà! Il Signore è con noi, nonostante la nostra poca fede, la nostra povertà morale e la nostra facilità al compromesso con la mentalità diffusa.

 

Nonostante tutto è «in mezzo a noi», per aiutarci a cambiare la nostra vita. Dice Gesù:

 

«Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà».

 

Questo significa che se c'è un vero desiderio comune di conversione, il Signore è pronto a portarlo a compimento, realizzando la fraternità che è la vera vocazione della Chiesa.

 

In questo contesto deve essere letto il brano sulla «correzione fraterna».

 

In Matteo abbiamo la procedura con cui la comunità delle origini ha tentato di tradurre in termini di tipo giuridico il precetto di Gesù sull'amore vicendevole.

 

C'è in essa qualcosa di vecchio e di lontano, difficilmente comprensibile per la nostra mentalità, che tuttavia ci lascia intravedere la sollecitudine del Signore per la crescita delle nostre comunità. Il Signore vuole affidarci la responsabilità di questa crescita.

 

Vuole vere comunità, fatte di uomini che vivano intensamente la propria esperienza cristiana e siano capaci di aiutarsi a crescere insieme nell'approfondimento della propria fede e nell'impegno di viverla nella concretezza della loro vita di tutti i giorni, correggendo i propri errori e superando i propri limiti.

 

Tutti siamo chiamati a questa grande responsabilità. Nessuno è dispensato dal compito di vegliare su questo bene di tutti che è la crescita della comunità.

 

Comprendiamo, allora, che la correzione deve essere preceduta dall'amore e pronta al perdono, altrimenti rischia di cadere nel pettegolezzo o nel moralismo gretto, cioè nell'istintiva tendenza di criticare gli atteggiamenti degli altri che ci danno fastidio.

 

Istinto facile e fin troppo diffuso, che non costruisce, ma distrugge la convivenza. Gesù chiede di vedere in un'ottica diversa i difetti degli altri.

 

L'amore vero non chiude gli occhi sui difetti e non è fatto di silenzi timidi o complici, ma vuole aiutare tutti ad uscire dai loro limiti e difetti, l'amore, ci ricorda San Paolo, è «il pieno compimento della legge», cioè del progetto che Dio ha su di noi.

 

Certo, il Signore chiede la pazienza, ma anche la determinazione che il vero amore suggerisce.

 

Questa responsabilità non è facile da esercitare oggi, nel nostro ambiente segnato da un crescente individualismo. Esige molta franchezza, esige un vero amore! Noi preferiamo il riserbo.

 

La parola è bella e tranquillizzante. Sembra sinonimo di rispetto, ma spesso è solo disinteresse per gli altri, che è un atteggiamento molto lontano dal Vangelo e da un'autentica umanità.

 

Sempre più spesso, nei nostri ambienti, ci troviamo davanti a situazioni e a modi di pensare molto discutibili, ma non abbiamo la franchezza di parlarne.

 

Preferiamo «non immischiarci in cose che non ci riguardano». Il Signore non accetta queste fughe.

 

Tutto ciò che riguarda le scelte morali dei membri della comunità ci riguarda, riguarda tutti, perché una testimonianza negativa fa perdere credibilità alla comunità e la porta a tradire la sua vocazione di essere lievito della convivenza umana.

 

Certo, il brano di Matteo fa avvertire il bisogno di vere comunità di credenti, con una fisionomia chiara, lontana da un moralismo astioso, e capaci di vivere gioiosamente il Vangelo.

 

La correzione, allora, non è un intervento punitivo, ma un confronto coraggioso e sereno con il Vangelo, che aiuta la comunità a essere sempre più luminosa.

 

Il Signore ci aiuti a fare delle nostre celebrazioni eucaristiche momenti privilegiati del nostro impegno per dare vita a comunità adulte e credibili.

 

Tutti

 

Signore, tu vuoi che la nostra crescita cristiana

si realizzi in una comunità viva e fraterna - la Chiesa -

e che i nostri rapporti all'interno di essa

siano basati sulla verità, la chiarezza

e la responsabilità di tutti verso tutti.

Aiutaci ad entrare in questo orizzonte di fede

e a viverlo con coraggio, seguendo la tua parola.

Signore, la comunione a cui ci chiami

ci liberi dal disinteresse per gli altri,

mascherato di buona educazione

e di discrezione, che in realtà rende più povera

la nostra capacità di simpatia umana

e la nostra disponibilità al servizio degli altri.

Signore, il mistero di comunione a cui partecipiamo

ci liberi dall'insistente tentazione

del nostro individualismo,

rinnovi profondamente la vita

delle nostre comunità cristiane

e ne faccia luoghi privilegiati

di una autentica esperienza di fede

e di una fraternità responsabile senza riserve.

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

«Tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo». Ancora una volta Gesù istruisce i discepoli sui princìpi che dovranno guidare la sua Chiesa.

 

A differenza della Sinagoga, che escludeva chi non accettava il giudaismo, Gesù stabilisce il criterio della correzione fraterna, perché il Padre vuole che nessuno si perda.

 

Allontanare dalla nostra vita chi ha commesso una colpa contro di noi significa abbandonarlo al suo peccato, senza offrirgli la possibilità di rimediare e riprendere la via del Signore, che ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione.

 

Sul perdono si gioca la nostra adesione a Cristo:

 

«Chi ama l'altro ha adempiuto la Legge», dice Paolo, e altrove Gesù ci chiede di amare i nostri nemici, perché non possiamo riconciliarci con Dio se non siamo in pace tra noi.

 

 Il comandamento dell'amore è strettamente connesso con il perdono, con il donare amore anche a chi ci ha fatto del male.

 

Per essere cristiani la fede non basta se viene vissuta come rapporto intimistico con Dio:

 

«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì - dice Gesù - sono io in mezzo a loro».

 

Partecipare all'Eucaristia è fare comunione con gli altri e con il cielo, correggendo con amore chi persevera nell'errore:

 

«Se tu non parli al malvagio, perché desista dalla sua condotta, della sua morte domanderò conto a te».

 

Essere cristiani è essere comunità e si è responsabili delle pecorelle perdute se non si è tentato di tutto per riportarle all'ovile:

 

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo... e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano»,

 

Che vuol dire lavorare e pregare per la sua conversione.

 

Chi non osserva la parola di Dio, più che di essere escluso ha bisogno di essere evangelizzato con la nostra testimonianza fondata sull'amore vicendevole.

 

Da quando Gesù si è immolato sul legno della croce per liberarci dal peccato e ricondurci a casa, tra terra e cielo non esistono barriere:

 

«Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo».

 

Pronto ad accogliere tutti gli uomini fino ai confini della terra, il cielo, ormai aperto, attende che l'umanità, unita a Cristo, sia capace di sciogliere le catene della contrapposizione, del rancore e dell'odio per realizzare un mondo pacificato.

 

A nulla serve pregare per se stessi, se non si lotta e si prega insieme per la salvezza del mondo:

 

«Se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà».

 

Tutti

 

Conserva in me, Signore, e in chi mi è vicino,

la gioia dell’amicizia e della fraternità.

Fa’ che non pronunci mai

una parola che può ferire ed umiliare un mio fratello.

Donami la tenace costanza

di camminare verso il tuo Regno,

passando per la strada ove è il passo di tutti,

anche a costo di metterci più tempo.

Come tu sei una cosa sola con il Padre e lo Spirito Santo,

così vuoi che anch’io sia una cosa sola

con la natura che mi circonda,

con ogni persona da te creata,

con la famiglia in cui sono nato,

con i fratelli e le sorelle

della mia Comunità parrocchiale.

Rendi forte la mia consapevolezza

che tutto e tutti mi appartengono

e che io appartengo a tutto e a tutti,

così che tutto in me realizzi comunione,

rendendo visibile la tua presenza in tutto e in tutti.

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Tu sai di che pasta siamo fatti, Gesù, e quindi non consideri la tua Chiesa una comunità di puri, immune da qualsiasi colpa, da fragilità e da peccati. Ecco perché ci prepari ad affrontare quelle situazioni difficili in cui sperimenteremo gli sbagli, le colpe di un fratello, il suo comportamento contrario al tuo insegnamento, alla tua parola. E tracci una strada sicura per affrontare questo frangente. Non facile, poco battuta, ma disegnata dall’amore, guidata dalla carità, libera da tutto ciò che complica terribilmente ogni situazione. Tu ci chiedi di parlare, ma a viso aperto, con franchezza, uscendo allo scoperto, assumendoci le nostre responsabilità, a costo di essere rifiutati, di andare incontro a reazioni incresciose. Tu ci consigli, se il primo tentativo non sortisce effetto positivo, di ricorrere a due o tre testimoni, una scelta di discrezione e di spirito fraterno. E in ogni caso, quando neppure la comunità viene ascoltata, tu ci domandi di accompagnare chi ha sbagliato con una preghiera colma di amore.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

VHai dato loro il pane disceso dal cielo.

RChe porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.