Italian Chinese (Simplified) Croatian Czech Dutch English Estonian French Georgian German Greek Japanese Polish Portuguese Russian Spanish
Get Adobe Flash player

Il santo del Giorno

Calendario Eventi

Settembre 2015
L M M G V S D
31 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 1 2 3 4

La Liturgia di Oggi


Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.

 

Adorazione Eucaristica

XXIIIª Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”

 

SAC. “O Padre, che scegli i piccoli e i poveri
per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno,
aiutaci a dire la tua parola di coraggio
a tutti gli smarriti di cuore,
perché si sciolgano le loro lingue
e tanta umanità malata,
incapace perfino di pregarti,
canti con noi le tue meraviglie.”
(Colletta)

 

 

G. La Liturgia di questa domenica contiene un messaggio di speranza per gli smarriti di cuore di ogni tempo. Smarriti di cuore, infatti, non erano solo quegli israeliti a cui si rivolgeva il profeta Isaia, provati dalla schiavitù e dall’esilio, ma un certo smarrimento del cuore, una certa confusione, un certo scoraggiamento sono realtà che attraversano la vita dei credenti di ogni epoca storica. Pensiamo alla Chiesa delle origini, provata dalle persecuzioni, pensiamo allo smarrimento dei credenti in alcuni passaggi epocali della storia, oppure di fronte all’avanzare di filosofie che contrapponevano come antagoniste ragione e fede. Smarrimento del cuore lo proviamo anche noi in questi primi anni del Terzo Millennio: nel tempo della ragione debole e del disincanto facciamo fatica ad annunciare che Cristo è la ragione della speranza che è in noi.

 

Canto al Vangelo (Mt 4,23)

T.Alleluia, alleluia.

SAC. “ Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Marco: (Mc 7,31-37)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Ecco un altro miracolo compiuto da Gesù. E’ un fatto che dice la sua potenza messianica, e cioè che finalmente il Regno di Dio è in mezzo a noi. Al tempo stesso è un segno che allude al contenuto salvifico del gesto che compie, svela un aspetto del dono di grazia che ci viene comunicato. Questo potere di Gesù ora è stato affidato alla Chiesa, che nei sacramenti attualizza quei suoi gesti, incanalando fino a ciascun uomo il tocco sanante del Cristo risorto, vivo e Signore. Al gesto di Cristo e della Chiesa spesso opponiamo resistenza e chiusura. Ciascuno di noi oggi ha bisogno di lasciarsi toccare da Cristo, per aprire il proprio cuore alla comunicazione del dono di Dio e alla condivisione di tale dono tra noi.

 

Tutti

 

Dal Salmo 145: Loda il Signore, anima mia.


Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

 

Pausa di Silenzio

 

1L. Oggi la liturgia ci presenta nel Vangelo l'episodio della guarigione di un sordomuto, un episodio che ha un significato profondo per la nostra vita cristiana.

 

2L. Un sordomuto è una persona incapace di comunicare, e quindi esclusa dalla vita sociale. La sua è una situazione molto penosa, tanto più penosa in quei tempi in cui non era stato inventato nessun rimedio per la sordità e il mutismo.

 

1L. Il sordomuto è una persona che non sente quello che gli si dice, e non può rispondere.

 

2L. Dobbiamo notare che la radice del suo male sta nella sordità: egli è muto, perché è sordo. Noi abbiamo organi predisposti a parlare (bocca, lingua, corde vocali), ma, se c'è la sordità, essi non vengono educati, e quindi non li possiamo utilizzare.

 

1L. Le persone che conducono il sordomuto pregano Gesù d'imporgli la mano. Gesù lo porta in disparte, lontano dalla folla. Qui, come in tante altre occasioni, possiamo notare la sua discrezione.

 

2L. Egli non cerca di far colpo sulla gente, non cerca la popolarità o il successo, ma soltanto di fare del bene alle persone e preferisce non farsi vedere quando opera un miracolo. Per questo conduce il sordomuto lontano dalla folla.

 

1L. Poi pone le dita negli orecchi di quest'uomo e con la saliva gli tocca la lingua. Tutto questo ci fa capire l'importanza dell'Incarnazione.

 

2L. Gesù è un uomo che è inserito realmente nella vita umana, un uomo che tocca con le dita gli orecchi del sordomuto e con la saliva la sua lingua.

 

1L. Egli potrebbe operare il miracolo con una semplice parola, ma non lo fa. Mostra un grande interesse per la condizione penosa di questo uomo, e interviene con un gesto in cui è coinvolta tutta la propria umanità.

 

2L. Gesù guarda verso il cielo: questo gesto vuol indicare che il miracolo avviene per mezzo dell'unione di Gesù con Dio. Poi emette un sospiro e dice: «Effatà», cioè: «Apriti!».

 

1L. E subito si aprono gli orecchi di questo uomo, si scioglie il nodo della sua lingua, ed egli parla correttamente. Il sordomuto è guarito ed è reinserito nella vita sociale; ora può comunicare, può sentire quello che gli viene detto e può esprimersi con la propria bocca.

 

2L. Di nuovo il Vangelo ci fa capire che Gesù desidera la discrezione:

 

Cel. «E comandò loro di non dirlo a nessuno».

 

2L. Ma più egli lo raccomanda, più le persone ne parlano.

 

1L. La Chiesa ha utilizzato questo miracolo di Gesù per spiegare gli effetti del battesimo, e nei riti esplicativi dopo il battesimo ha conservato il gesto di Gesù di toccare gli orecchi e la bocca.

 

2L. Con ciò vuole indicare che il battesimo è guarigione dalla sordità: dà  la capacità di sentire la parola di Dio, di capirla e di gustarla, e così di entrare in comunicazione con Dio.

 

1L. D'altra parte, il battesimo è anche guarigione dal mutismo: dà la capacità di parlare a Dio e di Dio, la capacità di pregare e lodare Dio, e la capacità di rendere testimonianza della propria fede.

 

2L. Così i battezzati sono persone pienamente inserite nella società cristiana, la Chiesa  e nella comunione con Dio.

 

1L. Noi dobbiamo essere consapevoli del grande dono ricevuto nel battesimo. Esso ci ha dato la capacità di ascoltare la parola di Dio, tutto ciò che lo Spirito dice alla Chiesa sotto forma di conoscenze, esortazioni e consolazioni. D'altra parte, ci ha dato anche la capacità di testimoniare la nostra fede.

 

2L. Infatti, se ascoltiamo e meditiamo nel nostro cuore la parola di Dio, la possiamo anche comunicare agli altri. Possiamo, come dice Pietro, celebrare le meraviglie di colui che ci ha chiamati «dalle tenebre alla sua ammirabile luce».

 

1L. Così la vita cristiana diventa una vita di piena comunicazione, anzi di piena comunione, che infonde nei nostri cuori gioia, pace e fiducia.

 

2L. Dobbiamo chiedere al Signore la grazia di poter esercitare le capacità che ci sono state date nel battesimo. Troppo spesso ci comportiamo come sordi e muti. La nostra vita cristiana, invece, dev'essere una vita di comunicazione e di comunione con Dio e con i fratelli, nella luce della fede e nella bellezza della verità e della carità.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

 

Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L. Nel corso della sua attività pubblica Gesù si è recato più volte in territorio pagano.

 

4L. Egli non vi ha predicato perché, in quanto figlio di Israele, questa missione non gli apparteneva, ma si è fatto prossimo a chi si trovava nel bisogno, curando e operando guarigioni: dovunque Gesù andasse, con la sua sola presenza non poteva che sottrarre terreno all'azione di Satana...

 

3L. Il brano evangelico odierno ci presenta l'incontro di Gesù con un malato avvenuto proprio in terra pagana:

 

4L. Qui gli portano un sordomuto, cioè un uomo che a causa della sua sordità è balbuziente, impossibilitato a comunicare in pienezza.

 

3L. Costui è un pagano, sordo all'ascolto della rivelazione del Dio di Israele e quindi incapace di rispondergli; ma anche per lui, come per ogni essere umano, vi è una promessa di salvezza da parte di Dio:

 

4L. «Coraggio! Non temete! Ecco il vostro Dio... Egli viene a salvarvi. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi».

 

3L. Tale promessa trova il suo pieno compimento nell'azione terapeutica di Gesù, il quale, come suo solito, opera in incognito, nel segreto, rifuggendo ogni ricerca di successo:

 

4L. «Lo condusse fuori del villaggio, e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani».

 

3L. Dopo aver compiuto questi gesti, Gesù «guarda verso il cielo». Non si tratta di una semplice annotazione stilistica ma di un particolare che racchiude in sé un grande significato:

 

4L. Il Figlio alza gli occhi al cielo per rivolgersi al Padre e confessare che ogni potenza viene da lui, che senza la comunione con il Padre egli non potrebbe fare nulla.

 

3L. Di seguito Gesù «emette un sospiro», mostra cioè una reazione umanissima, sdegnata e insieme implorante, di fronte all'azione del male che impedisce di vivere in pienezza.

 

4L. Questo gemito di fronte al dolore e alla malattia riassume in sé quello della creazione che «geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto», in attesa del Regno in cui la salvezza sarà pienamente realizzata.

 

3L. Insomma, questo incontro così quotidiano con un uomo malato è segno della salvezza messianica che Dio prepara per tutto e per tutti, una salvezza inaugurata dall'azione di Gesù.

 

4L. A questo punto ecco la parola autorevole: «Effatà», cioè: «Apriti!», che risana l'uomo sordomuto: «Subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente».

 

3L. Come già avvenuto in occasione di precedenti guarigioni, Gesù esige silenzio in proposito e intima all'uomo guarito e a quanti sono con lui di non divulgare il fatto.

 

4L. I pagani ora non sono più esclusi dalla comunione con Dio, ma possono ascoltare Dio stesso che in Gesù li ha guariti dalla sordità alla Legge e possono narrare a tutti gli uomini le meraviglie operate dal Dio di Israele.

 

3L. Negli Atti degli apostoli Pietro dirà:

 

4L. «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

 

3L. Davvero Gesù ha vissuto la sua esistenza quotidiana come un capolavoro di bellezza e di bontà, radicato com'era nell'ascolto perseverante del Padre, che gli consentiva di avere una parola autorevole e un agire capace di dare pienamente gloria a Dio.

 

4L. Restando fedelmente alla sua sequela, anche noi come il sordomuto giunti alla fede dal paganesimo e non dal popolo di Israele ogni giorno possiamo chiedere a Dio di aprire gli orecchi del nostro cuore all'ascolto della sua Parola, così da avere sulle nostre labbra parole di comunione fraterna e nelle nostre mani azioni di carità.

 

Tutti

 

Grazie, o Gesù, perché tu compi i tuoi miracoli

non solo nella Chiesa ma anche fuori,

nella “decapoli” della vita, tra uomini e donne

che secondo i nostri schemi

non ti dovrebbero cercare e, invece,

per vie a noi sconosciute, ti cercano,

ti incontrano e lodano il tuo amore misericordioso.

Concedici un cuore grande, o Gesù,

un cuore “aperto”,

capace di vedere il bene dovunque esso fiorisca, convinto che là dove c’è il bene ci sei tu,

nascosto, silenzioso operatore del progetto del Padre

che vuole la gioia e la felicità di tutti

perché tutti sono suoi figli.

 

 

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Ci sono condizioni che appaiono inevitabilmente bloccate e sembra che non ci sia proprio nulla da fare, Gesù. Del resto come affrontare l’impossibilità di capire la parola che ci raggiunge e l’incapacità di dare voce a quel che passa per l’anima? Non rimane che rassegnarsi, allora, ad una chiusura a doppia mandata che impedisce qualsiasi comunicazione? E cosa fare quando c’è una sordità che ci rende impenetrabili alla voce stessa di Dio, alla tua Buona Novella, quando un mutismo ostinato impedisce qualsiasi risposta all’amore che tu ci offri? Ecco perché tu sei venuto: per guarirci nel profondo, per donarci una possibilità insperata di vivere in comunione con te e con il nostro prossimo, di proclamare con gratitudine i tuoi gesti di salvezza e per rispondere con l’intera esistenza ai doni smisurati della tua grazia. Pronuncia, dunque, anche su di noi il tuo “Effatà” perché si aprano finalmente i miei orecchi e la mia lingua dica tutta la gioia che invade i miei giorni.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

O Dio, che in questo sacramento della nostra redenzione ci comunichi la dolcezza del tuo amore, ravviva in noi l'ardente desiderio di partecipare al convito eterno del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

Questo Sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) per offrirti la migliore esperienza di navigazione e proporti contenuti pubblicitari in linea con le tue preferenze. Continuando la navigazione sul sito acconsenti all'uso dei cookie. Per dettagli sui cookie o per bloccarne l'installazione clicca su privacy policy. per avere maggiori informazioni,vedi di seguito privacy policy.

accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information