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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 


 

Adorazione Eucaristica

XVª Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”

 

SAC. “O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme.” (Colletta)

 

 

 

G. Il vento soffia dove vuole. E nessuna costrizione umana può bloccare la sua azione. Il profeta ha una vocazione speciale, meglio ancora una missione, che lo pone in una situazione speciale che non trova riscontro o analogia con altre professioni umane. Si tratta di un uomo apparentemente sradicato dal suo mondo e da se stesso e disponibile per annunciare una parola che non è sua ma di Dio. Lo stesso si può dire per l'apostolo di Cristo; la descrizione del suo equipaggiamento evidenzia le esigenze che stanno alla base dell'azione missionaria: «E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio». Chi annuncia non deve aver nulla che lo appesantisca, deve essere leggero e sgombro, non tanto di bisaccia e di mantello, quanto piuttosto libero da interessi umani, da ideologie da difendere, da compromissioni con le potenze di questo mondo. Queste cose non gli permettono di essere libero, lo condizionano, ne intralciano il lavoro, ne affievoliscono lo zelo, gli impediscono di essere credibile.

 

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)

T.Alleluia, alleluia.

SAC. “ Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Marco: (Mc 6,7-13)

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Dopo che Gesù ha chiamato a sé i suoi discepoli, li ha tenuti con sé per far scoprire qualcosa del suo mistero; ora li invia, li fa apostoli, perché portino ad altri l’esperienza dell’incontro con Dio fatta nella sua persona. Dalla sequela, alla comunione, alla missione: questo è l’itinerario della Chiesa e di ogni cristiano. Se non arriviamo fin qui, fino alla missione, la nostra identità di battezzati è monca. A quei primi missionari s’è aggiunta lungo i secoli una schiera innumerevole di testimoni del vangelo, che hanno fatto giungere fino a noi quel dono di Dio offertoci da Gesù. Tocca a noi prenderne in mano la fiaccola ora, per trasmetterla all’oggi e al domani in quella corsa del vangelo fino alla fine del mondo. Le indicazioni di metodo e di contenuto date da Gesù a quei primi, valgono quindi anche per noi oggi che ne siamo i diretti continuatori. L’accento posto da Gesù è sullo stile più che sui contenuti dell’opera missionaria. A dirci che la prima e vera testimonianza è con la vita più che con le parole. Questa è opera missionaria di tutti i battezzati, la più credibile e la più efficace.

 

 

Tutti

 

Dal Salmo 84: Mostraci, Signore, la tua misericordia.

 

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

 

Pausa di Silenzio

 

1L. Nel Vangelo di oggi Gesù prende l'iniziativa di mandare i dodici apostoli in missione. E un'iniziativa che non ha paralleli nell'Antico Testamento. In esso, infatti, non si verifica mai che un profeta scelga un certo numero di discepoli e li mandi in missione.

 

2L. È un'iniziativa significativa, perché mostra che Gesù vuole col­laboratori per la sua missione.

 

1L. Egli potrebbe fare tutto da sé. In quanto Figlio di Dio, ne ha tutte le capacità. Ma è venuto proprio per condividere la nostra esistenza, e per farci condividere la sua missione.

 

2L. Qui si manifesta un aspetto dell'amore di Gesù: egli non disdegna l'aiuto che altri uomini possono recare alla sua missione.

 

1L. Egli conosce i loro limiti, le loro debolezze, ma non li disprezza, anzi conferisce loro la dignità di essere suoi inviati.

 

2L. Il termine «apostolo» significa infatti «inviato». E per essere stati mandati da Gesù che i Dodici hanno ricevuto il titolo di «apostoli».

 

1L. Gesù li manda a due a due e dà istruzioni, che l'evangelista riassume in poche frasi.

 

2L. La prima riguarda lo spirito di distacco: gli apostoli non devono essere attaccati al denaro, alle comodità, non devono essere attaccati a nulla.

 

1L. Gesù dice loro di non prendere «nulla per il viaggio: né pane, né sacca, né denaro nella cintura».

 

2L. Questo atteggiamento di completo distacco è molto appropriato, perché, se una persona è attaccata ai propri interessi, non può essere veramente messaggera dell'amore di Dio.

 

1L. La Chiesa ha avuto sempre questo atteggiamento, che corrisponde a una beatitudine evangelica:

 

Cel. «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno di Dio».

 

2L. Gesù poi avverte i discepoli che non riceveranno sempre un'ac­coglienza positiva: talvolta saranno respinti; anzi, potranno essere anche perseguitati.

 

1L. Ma questo non li deve impressionare: è una realtà che rientra nel loro destino. Essi devono parlare a nome di Gesù, predicare il regno di Dio, ma senza essere preoccupati di avere successo.

 

2L. Un’altra indicazione molto importante del brano evangelico è che i dodici non possono accontentarsi di predicare la conversione:

 

1L. Al compito della predicazione si deve aggiungere, secondo le istruzioni e l'esempio dato da Gesù, la cura dei malati.

 

2L. Il Vangelo infatti ci riferisce che gli apostoli «ungevano di olio molti infermi e li guarivano».

 

1L. La missione apostolica deve sempre comprendere i due aspetti di predicazione della parola di Dio e di manifestazione della bontà di Dio con gesti di carità, di servizio e di dedizione. Questo amore gratuito di Dio ha procurato la redenzione, la salvezza dei peccatori.

 

2L. Nel sangue di Cristo otteniamo la remissione dei peccati, secondo la ricchezza del suo amore generoso, abbondantemente riversato su di noi «con ogni sapienza e intelligenza».

 

1L. Dio non si è accontentato di riversare su di noi l'abbondanza del suo amore, ma ci ha anche comunicato la conoscenza, per farci condividere più intimamente e pienamente la sua vita.

 

2L. La nostra esistenza cristiana è ricca di promesse e di speranza, perché siamo stati fatti eredi, siamo predestinati a vivere pienamente ed eternamente nella comunione con Dio.

 

1L. La missione degli apostoli mette nei nostri cuori una grande gioia e una grande fiducia e ci spinge al rendimento di grazie.

 

2L. L'atmosfera della nostra vita cristiana dev’essere quella di un'immensa gratitudine a Dio perché la sua grazia è stata sovrabbondante per noi, e noi non potremo mai accoglierla in tutta la sua pienezza. Dobbiamo però cercare sempre di progredire in questa accoglienza.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

  Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

3L. Gesù chiama sovranamente e liberamente, in piena obbedienza al Padre, singoli uomini:

 

Cel. «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi».

 

4L. I discepoli a loro volta accolgono il dono di Dio che li raggiunge inaspettatamente attraverso quel Profeta e Maestro di Galilea.

 

3L. Gesù fa poi di questi individui una comunità:

 

4L. «Gesù chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne istituì Dodici  numero che richiama quello delle tribù di Israele presenti al Sinai per l'alleanza con Dio perché stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni».

 

3L. «Perché stessero con lui»: in queste poche e semplici parole è contenuto L’unica caratteristica necessaria dei discepoli di Gesù: non l'adesione intellettuale all'insegnamento di un maestro, ma la comunione di vita con Gesù, quel rapporto personale con lui che ha il primato su tutto il resto.

 

4L. Sì, i discepoli sono testimoni di Gesù Cristo e condividono la sua esistenza vissuta in una forma particolare; non sono divulgatori di una dottrina né militanti di un'ideologia!

 

3L. Da tutto questo discende la missione, evocata al momento dell'istituzione dei Dodici e descritta nel brano evangelico odierno.

 

4L. Quelli che Gesù aveva scelti e plasmati in comunità di vita, ora li rende apostoli, cioè inviati:

 

3L. Un invio che non è destinato solo «alle pecore perdute della casa di Israele», ma è anche anticipazione di ciò che attende gli apostoli dopo la Pasqua, quando essi saranno inviati a tutte le genti, fino ai confini del mondo.

 

4L. Gesù li invia «a due a due», ispirandosi a una pratica usuale tra i discepoli di Giovanni il Battezzatore, poi adottata dalla chiesa primitiva.

 

3L. Gli apostoli sono inviati a coppie per sostenersi reciprocamente, per non cadere nella stravaganza dei predicatori girovaghi, per vivere la ca­rità fraterna in modo visibile e, soprattutto, per manifestare la dimensione comunitaria del Regno:

 

4L. La proclamazione del Regno non può essere un'azione individualistica, nata dall'iniziativa privata, ma è sempre un atto comunitario, ecclesiale, perché «dove due o tre sono riuniti o inviati nel nome di Gesù, là egli è presente».

 

Cel. «E diede loro potere sugli spiriti impuri»:

 

3L. Questo è il potere proprio di Gesù Cristo, e come tale egli lo affida ai suoi.

 

4L. L'unico vero scopo della missione cristiana consiste dunque nel sottrarre terreno all'azione di Satana nel mondo, attraverso parole e azioni che attingono la loro efficacia dalla potenza del Signore:

 

3L. Quanto al come della missione, Gesù delinea alcune esigenze generali, che si possono riassumere nella radicalità necessaria per testimoniare il Vangelo.

 

4L. L'aspetto dell'inviato deve essere segno che quanto egli annuncia lo vive in prima persona, in un'adesione salda a Dio, il quale «sa ciò di cui abbiamo bisogno ancor prima che glielo chiediamo».

 

3L. Questo invio in missione da parte di Gesù non riguarda solo gli apostoli, ma costituisce un preciso appello per ogni lettore del vangelo. A tutti i cristiani, infatti, Gesù affida il mandato di annunciare che in lui «il regno di Dio si è fatto vicinissimo» e di contrastare la potenza del demonio.

 

4L. Ogni cristiano è chiamato a testimoniare tutto questo, consapevole che la sua missione sarà tanto più efficace quanto più egli saprà vivere con Cristo, quale discepolo che condivide la potenza del suo Signore; fino a vivere come Cristo, in quanto Cristo stesso vive ormai in lui.

 

Tutti

 

Mi è faticoso oggi, Signore,

accogliere la Parola che mi rivolgi:

mi stai dicendo di uscire dal mio piccolo mondo,

mi stai ripetendo che stare con te

non è questione privata e intimistica,

ma cammino, rischio, apertura,

comunicazione, conflitto, incontro.

Perché queste sono le conseguenze dell’amore

con cui da sempre mi hai amato

e di cui mi hai reso testimone.

Se guardo a me e alle mie stanchezze,

mi sgomento e ti chiedo perdono

per la fiacchezza della mia risposta

alla tua chiamata.

Se guardo te, ti benedico, Signore,

perché nel tuo grandioso progetto di salvezza

hai voluto coinvolgere anche me.

A te lode e gloria, o mio Dio!

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. Tu invii i tuoi discepoli in missione e trasmetti loro il tuo potere, Gesù. Il potere di guarire e liberare non lo tieni gelosamente per te, ma ne fai partecipi gli operai del Vangelo. A loro affidi la tua Parola e chiedi di proclamarla con uno stile particolare: totalmente disarmati, privi di mezzi e di sostegni, di risorse che diano una qualche sicurezza. Ciò che conta più di ogni cosa è infatti la forza della Parola deposta nelle loro mani. È questa Parola che è capace di scandagliare i cuori e di chiamarli a conversione. È questa Parola che porta in sé una fecondità imprevista, un lievito buono che trasforma la storia di ogni creatura. È questa Parola che spezza ogni catena e ogni laccio che ci tengono prigionieri. È questa Parola che disegna in mezzo alle tenebre più profonde i sentieri della speranza. Davanti a questa Parola che lo raggiunge, ognuno è chiamato a prendere posizione e ad assumere la sua responsabilità.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

(+ Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il Santo Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

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