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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

 

 

Adorazione Eucaristica

Ascensione del Signore “Anno C”

 

 

Cel. “Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,

per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo,

viviamo nella speranza di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.”
(Colletta)

 

G. Con la festa dell’Ascensione il ciclo liturgico pasquale arriva al culmine. Ci troviamo di fronte al destino finale di quella persona straordinaria che è stato il falegname di Nazareth, crocifisso dai romani, sperimentato risorto dai suoi amici. Gesù passa dal tempo all’eternità, dalla limitatezza all’infinito, dall’umiltà della condizione umana, che aveva rivelato e velato il suo splendore di Verbo del Padre, alla trascendenza della divinità. Gesù introduce, per sempre, nella vita misteriosa della Trinità un’umanità redenta. Qui siamo di fronte ad una figura del destino di ogni uomo; siamo nati dall’amore e da quest’amore di Padre saremo circondati e custoditi per sempre.

 

Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)

T. Alleluia, alleluia.
Cel. “Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore,
ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
T.
 Alleluia.

 Dal Vangelo secondo Luca: (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Dopo l’Ascensione si apre il tempo della Chiesa. Gesù dice che si tratta di andare incontro «a tutte le genti», chiamandole a un cambiamento totale nella vita. Si tratta di dire a tutti che Dio è Padre-Madre che ama, che perdona gratuitamente, che ha a cuore la nostra pienezza di vita, che vuole la pace per tutti i suoi figli.

 

Tutti

 

Dal Salmo 46: Ascende il Signore tra canti di gioia.

 

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

 

Pausa di Silenzio

 

1L. Nelle letture di oggi l'evento dell'Ascensione viene riferito due volte: negli Atti degli Apostoli, con più dettagli; e alla fine del Vangelo di Luca.

 

2L. Nella prima lettura vediamo gli apostoli che sono ancora legati a una prospettiva politica, di restaurazione del regno d'Israele. Essi chiedono a Gesù:

 

1L. «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno per Israele?».

 

2L. Gli apostoli non hanno ancora capito fino in fondo l'opera di Gesù nel mistero pasquale, il disegno di Dio.

 

1L. Gesù risponde che non spetta a loro conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta. Ma promette loro forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di loro e li renderà testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra.

 

2L. La prospettiva si allarga in maniera impressionante: invece della ricostituzione del regno d'Israele, si tratta di essere testimoni di Cristo risorto non soltanto a Gerusalemme, in Giudea e Samaria, ma fino agli estremi confini del mondo.

 

1L. Così, grazie alla forza e alla luce che riceveranno dallo Spirito Santo, gli apostoli affronteranno il compito straordinario di propagare la fede in Cristo presso tutti i popoli.

 

2L. Dopo queste parole Gesù viene elevato in alto sotto gli occhi degli apostoli e una nube lo sottrae al loro sguardo. Gli apostoli fissano il cielo e rimangono come incantati. Ma due uomini in bianche vesti - nei quali riconosciamo due angeli - dicono loro:

 

1L. «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?».

 

2L. Questo non è il momento di guardare il cielo, ma di compiere l'opera apostolica, di operare sulla terra per propagare la fede in Gesù e, con essa, la speranza e la carità.

 

1L. È  il momento di trasformare la terra, perché, quando Gesù tornerà, e certamente tornerà, la trovi preparata per la sua venuta.

 

2L. Pertanto, l'Ascensione per noi non è soltanto il fondamento della nostra speranza di essere alla fine radunati con Cristo in cielo, ma è uno stimolo a operare per trasformare il mondo secondo il piano di Dio.

 

1L. Anche nel brano del Vangelo troviamo una prospettiva universale come quella degli Atti degli Apostoli.

 

2L. Gesù risorto comunica ai suoi discepoli che «nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme».

 

1L. Gerusalemme è il punto di partenza per andare a tutti i popoli e offrire loro quello che è il frutto del mistero pasquale di Gesù: la conversione e il perdono dei peccati.

 

2L. E noi potremmo aggiungere: la grazia di Dio e l'amore.

 

1L. Ciò sarà possibile grazie allo Spirito Santo promesso dal Padre. Afferma Gesù:

 

Cel. «Io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».

 

2L. Gesù promette la venuta dello Spirito Santo: venuta che dev'essere preparata e attesa nella preghiera, come di fatto faranno gli apostoli e Maria.

 

1L. Gesù poi conduce gli apostoli verso Betania e, alzate le mani, li benedice. Mentre li benedice, si stacca da loro.

 

2L. Questo suo gesto di benedire alzando le mani è significativo, perché è il gesto del sommo sacerdote dopo il sacrificio.

 

1L. Così Luca ci fa capire che la morte di Gesù è stata il sacrificio più perfetto, perché grazie ad essa egli è diventato il sommo sacerdote che benedice, propaga le grazie del Signore, effonde lo Spirito Santo e trasforma tutta la nostra vita.

 

2L. L'Ascensione mette in noi un forte dinamismo di speranza e, nello stesso tempo, di operosità apostolica, ciascuno secondo la propria vocazione.

 

1L. Dobbiamo accogliere la forza che si manifesta in essa, per trasformare la vita attorno a noi e così preparare il ritorno del Signore, promesso per la fine dei tempi.

 

2L. Chiediamo al Signore di darci la fede profonda e l'esultanza nell'Ascensione di Gesù, assieme alla docilità verso la forza straordinaria che in essa ci viene offerta e che dobbiamo accogliere nella nostra vita.

 

Tutti

 

Oh, se si ripetesse nella famiglia cristiana di questi giorni

quello che sappiamo essere avvenuto a Gerusalemme tra gli Apostoli, dopo l’ascensione di Cristo al cielo, quando tutta la Chiesa,

nata da poco, in assoluta concordia di animi si unì a Pietro,

Pastore degli agnelli e delle pecore, e pregò con lui e per lui!

E si degni l’adorabile Spirito di Dio,

accondiscendendo alle aspettative di tutti, di accogliere questa supplica, che ogni giorno gli viene rivolta da ogni parte della terra:

"Rinnova in questa nostra epoca i tuoi prodigi,

quasi come con una nuova Pentecoste,

e concedi alla Santa Chiesa che,

perseverando concordemente e assiduamente con Maria,

la Madre di Gesù, e guidata da San Pietro,

estenda il regno del divin Salvatore, regno di verità e di giustizia,

regno di amore e di pace. Amen"(Humanae Salutis,23)

 

Canto:

 

Pausa di Silenzio

 

3L. L'ascensione di Gesù, questo “staccarsi dai discepoli”, questo “essere portato” dalla potenza di Dio verso il cielo, questo “essere sottratto allo sguardo degli apostoli”, è un nuovo racconto dell'evento della resurrezione.

 

4L. Noi stiamo sempre celebrando la Pasqua, che è vittoria di Gesù sulla morte, che è vita nuova ed eterna di Gesù, che è glorificazione di Gesù, che è l'entrare di Gesù, per la forza dello Spirito santo, nella vita divina del Padre.

 

3L. Se i vari testi evangelici che parlano della resurrezione di Gesù ci rivelano il significato di questo evento da diverse prospettive, i brani odierni mettono in evidenza che 1'ascensione di Gesù al cielo significa anche «separazione» dai suoi, «assenza» da questa terra: egli non può più essere visto né nella carne né nella sua forma gloriosa.

 

4L. Tale distacco preannuncia però a una nuova forma di presenza da parte di Gesù presso la sua comunità, così che i credenti in lui non restano soli, «orfani».

 

3L. Per questo nel salire al cielo Gesù benedice i discepoli.

 

4L. All'inizio del vangelo secondo Luca la benedizione di Dio che doveva essere impartita dal sacerdote Zaccaria all'uscita dal santuario era stata, per così dire, sospesa; ma ora ecco che Gesù la riprende e la porta a compimento.

 

3L. È la benedizione promessa e data ad Abramo, riconfermata a Israele, e ora il Gesù glorioso la dona alla chiesa perché essa la porti «fino agli estremi confini del mondo», e così siano benedette tutte le genti della terra.

 

4L. Nell'ascendere al Padre Gesù promette anche lo Spirito santo, che con la sua forza renderà i credenti in lui testimoni, cioè persone capaci di raccontare Gesù stesso che è venuto nel mondo come uomo ed è passato tra gli uomini facendo del bene, persone capaci di attenderlo come colui che verrà nella gloria.

 

3L. Infatti, allo stesso modo con cui i discepoli hanno visto Gesù salire al cielo, lo vedranno quando nell'ultimo giorno tornerà nella gloria!

 

4L. Insomma, mentre finisce la forma di una storia, inizia «un'altra forma» della stessa storia: nell'una e nell'altra Gesù è il racconto definitivo di Dio fatto a noi uomini, è il volto del Dio vivente.

 

3L. Anche a noi, qui e ora, è riservata la domanda degli angeli:

 

4L. «Perché state a guardare il cielo?».

 

3L. Si faccia attenzione: questo non è un invito a guardare solo le cose della terra, ma un monito a non cercare più quella presenza fisica di Gesù di cui i discepoli hanno fatto esperienza nella storia.

 

4L. No, Gesù non va cercato presso la tomba vuota, né alzando gli occhi verso l'alto per carpire un'apparizione: egli va ormai cercato nella comunità cristiana, nell'eucaristia, nelle donne e negli uomini che, in condizione di ultimi, attendono da noi «il servizio del fratello» in cui Gesù ha voluto rendersi presente.

 

3L. E così che possiamo vivere il nostro compito di cristiani: portare la benedizione, «cominciando da Gerusalemme e fino ai confini della terra», annunciando la conversione e la remissione dei peccati, e tutto questo nella potenza dello Spirito santo.

 

4L. Come gli apostoli che dopo l'ascensione di Gesù erano pieni di gioia, anche noi oggi lo dobbiamo essere in questa festa, per comprendere in profondità ciò che Gesù ha affermato nel quarto vangelo:

 

Cel. «È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.»

 

Tutti

 

Celebrare la tua ascensione, Signore, 
significa per me non guardare più in cielo 
ma volgere il mio sguardo alla terra. 
Ora inizia il tempo del mio impegno, 
lo spazio della mia responsabilità di cristiano, 
il banco di prova della mia fiducia in te. 
Tu, Signore, non mi lasci solo. 
Mi hai promesso di camminare con me 
e con chiunque cerchi di costruire 
un mondo più giusto, 
una chiesa più umana, 
una società più solidale. 
Mi chiedi solo una cosa: 
amare te 
nel volto delle persone che ho accanto. 
Dammi la forza della fede, 
togli dal mio cuore le paure, 
fa' che non mi fermino le difficoltà 
e non permettere mai che mi deprimano gli insuccessi. 
Ma sempre e dovunque, 
concedimi di essere canale trasparente della tua grazia, 
riflesso scintillante del tuo grande amore. Amen.

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. La tua ascensione al cielo non segna, Gesù, un distacco dalla terra, ma piuttosto un compimento, una situazione tanto attesa. Perché solo ora gli apostoli cominciano la loro missione? Perché proprio in questo frangente li spedisci in un’avventura folle: portare dovunque il tuo Vangelo, offrire il perdono di Dio, trasformare l’esistenza di chi crede? Adesso, salendo al cielo, tu sei veramente vicino a tutti, senza alcuna barriera, senza limiti di tempo e di luogo. Adesso tu accompagni i tuoi discepoli con la forza del tuo Spirito. Non si sentiranno mai soli, abbandonati a se stessi, in balìa delle forze avverse che pur dovranno affrontare. Tu sei con loro, tu sei con noi, oggi. Anche se non ti vediamo, tu sei presente ed agisci attraverso la tua parola, attraverso i santi sacramenti. Tu continui a visitarci nei poveri che incontriamo. È questa la sorgente della nostra gioia, questa la certezza che non ci abbandona: qualunque cosa accada, tu ci sei vicino.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”.

Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

                       mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

( Marcello Semeraro Vescovo di Albano)

 

 

 

 

 

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedenti ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

O Padre, che nella morte e risurrezione del tuo Figlio hai redento tutti gli uomini, custodisci in noi l'opera della tua misericordia, perché nell'assidua celebrazione del mistero pasquale riceviamo i frutti della nostra salvezza.

Per Cristo nostro Signore.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

 

 

 

 

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