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Il santo del Giorno

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La Liturgia di Oggi

 

 

 

Adorazione Eucaristica

XXXIIª Domenica del Tempo Ordinario “A”

 

SAC. “Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.” (Colletta)

 

 

G. Vigilanza significa lottare contro il torpore e la negligenza per giungere alla mèta ed essere pronto ad accogliere Gesù quando viene. Ma la vigilanza non è solo attesa della venuta ultima dei Signore: è anche lotta contro il male e la tentazione. Il cristiano, essendosi convertito a Dio, è «figlio della luce», rimane sveglio e resiste alle tenebre, simbolo del male. Essere vigilanti significa scoprire e discernere, saper leggere i segni dei tempi, andare incontro al Signore che viene, che ci passa accanto nelle persone, negli avvenimenti, nei fatti della storia. Essere vigilanti significa, infine, accorgersi della sfida che il mondo pone continuamente alla Chiesa e ai singoli cristiani ed accettarla. Il cristiano mette continuamente in crisi i giudizi, i modi di pensare e di fare del mondo, le sue realizzazioni, i suoi progetti. Lo obbliga a rivedere continuamente le sue posizioni.

 

Canto al Vangelo (Mt 24,42.44)

T.Alleluia, alleluia.

SAC. “Vegliate e tenetevi pronti, perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.”

T.Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Matteo: (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore.

 

Pausa di Silenzio

 

G. Durante tutta la sua vita terrena Gesù opera sotto il segno della vigilanza che richiede anche ai suoi discepoli. Gesù interroga continuamente gli avvenimenti per leggervi la volontà del Padre. In intima unione col Padre, Gesù rivela il disegno di Dio e il suo vero volto, e inoltre l’atteggiamento e la risposta dell’uomo. La Chiesa primitiva ha insistito: bisogna tenersi sempre pronti per il ritorno del Signore. In questo clima di attesa di una imminente venuta del Signore vanno letti i temi delle ultime pagine del vangelo di Matteo. Si tratta dei temi della preparazione alla parusia (dieci vergini), dell’essere fedeli a Dio anche nelle minime responsabilità (talenti), della vigilanza attiva, intesa soprattutto come un venire incontro alle necessità dei fratelli (giudizio).

 

Tutti

Dal Salmo 63 (62): Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

 

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

 

Pausa di Silenzio

 

1L.Questa domenica il Vangelo indica la condizione per entrare con Gesù nella gloria celeste. Il Signore paragona il regno dei cieli a un gruppo di ragazze che si preparano per la celebrazione delle nozze. Cinque di loro sono sagge, e cinque stolte, cioè imprudenti, incapaci di prevedere l'avvenire.

 

2L. Ai tempi di Gesù era consuetudine che le nozze si celebrassero di notte. Perciò il corteo doveva procedere con le lampade accese. Le ragazze stolte prendono le loro lampade, ma non prendono con sé olio; quelle sagge, invece, assieme alle lampade prendono anche dell'olio.

 

1L. Lo sposo tarda a venire, e tutte si assopiscono. A mezzanotte si sente un grido:

 

SAC. «Ecco lo sposo, andategli incontro!».

 

2L. Le stolte si accorgono di non aver olio per le loro lampade; lo chiedono alle sagge, ma queste fanno loro osservare che l'olio non basterebbe per tutte, e che quindi tutte sarebbero in difficoltà.

 

1L. Mentre le stolte vanno a comprare l'olio, arriva lo sposo. Le ragazze sagge entrano con lui nella sala del banchetto, e la porta viene chiusa. Le altre ragazze arrivano troppo tardi e non possono entrare.

 

2L.  Quale insegnamento ci vuole dare Gesù con questa parabola?

 

1L. Ci vuole dire che dobbiamo prepararci all'incontro con lui: l'incontro finale, ma anche quello ordinario della vita di tutti i giorni. Spesso Gesù nel Vangelo c'invita a vegliare, e anche alla fine di questo brano ce lo ricorda:

 

SAC. «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

 

2L. Ma con questa parabola vuol farci capire che non basta essere svegli: occorre essere preparati. Vegliare non significa soltanto resistere al sonno.

 

1L. Infatti, in questa parabola tutte le ragazze dormono al momento dell'arrivo dello sposo. La cosa importante perciò non è quella di essere fisicamente svegli, ma di essere preparati.

 

2L. Gesù non specifica a che cosa intende riferirsi con quella riserva di olio che le ragazze sagge hanno preso assieme alle lampade. Perciò se ne possono dare varie interpretazioni.

 

1L. Tuttavia la più probabile è che con essa Gesù voglia intendere le azioni buone fatte in corrispondenza con la sua grazia. Essere prudenti significa non aspettare l'ultimo momento per corrispondere alla grazia di Dio, ma corrispondervi attivamente sin d'ora.

 

2L. Se vogliamo essere pronti al momento dell'incontro con il Signore, dobbiamo sin d'ora collaborare con la sua grazia e compiere azioni buone ispirate al suo amore. Non basta avere la lampada.

 

3L. Questa può essere paragonata alla fede, che illumina la nostra vita. Ma la fede da sola non basta: la fede che vale, come dice Paolo, è «la fede che opera per mezzo della carità».

 

4L. Così l'Apostolo ci fa capire qual è la condizione per essere pronti per l'incontro con il Signore: non soltanto la fede, ma la vita cristiana, che è una vita di amore, piena di opere buone.

 

3L. Se ci lasciamo guidare dalle nostre inclinazioni umane, da ciò che noi riteniamo interessante, dalla ricerca del nostro interesse, la nostra vita è sterile, e noi non accumuliamo nessuna riserva di olio per la nostra lampada. Questa si spegnerà al momento della venuta del Signore, o ancor prima.

 

4L. Se invece siamo vigilanti e facciamo il bene per corrispondere alla grazia di Dio, possiamo stare tranquilli: il Signore potrà venire anche mentre dormiamo; questo non ci deve preoccupare, perché abbiamo la riserva accumulata con le opere buone di ogni giorno.

 

3L. La fede operante per mezzo della carità: questo è ciò che vale, ciò che ci unisce veramente al Signore. È un'illusione pensare che basti credere in Dio per essere veramente uniti a Cristo.

 

4L. Come dice san Giacomo, la fede oziosa, inattiva è morta, e quindi non serve. Per essere autentica, la fede dev'essere attiva.

 

3L. Un altro modo di interpretare questa esigenza del Signore è quello che ci indica Paolo nella Lettera ai Romani, quando dice che noi dobbiamo offrire i nostri corpi al Signore, cioè mettere tutta la nostra persona a sua disposizione, per fare la sua volontà, che è una volontà di amore.

 

4L. Dobbiamo sempre cercare la volontà di Dio, per corrispondervi nelle varie circostanze. Questo è un altro modo di essere vigilanti: cercare di corrispondere alla volontà del Signore.

 

3L. Il Signore è buono; la sua volontà non è un giogo pesante. Egli stesso ha detto che il suo giogo è dolce e il suo peso leggero. Perciò possiamo andare avanti assieme a lui con fiducia.

 

4L. Guidati da lui, diventeremo capaci di discernere la sua volontà e di attuarla giorno per giorno. Allora saremo veramente saggi.

 

3L. La sapienza è un altro modo per parlare della grazia di Dio. Questa illumina la nostra vita, ci mostra il cammino sicuro e ci rende capaci di accogliere sempre Cristo quando si presenta nella nostra vita.

 

4L. Ogni giorno egli si presenta a noi, e noi dobbiamo accoglierlo con vigilanza e con amore. Altrimenti saremo come le ragazze stolte della parabola evangelica, che non prevedono le necessità della vita, e alla fine, quando avviene l'incontro definitivo con il Signore, si trovano in una situazione carente.

 

Tutti

 

Signore Gesù,

di fronte a Te, Parola di verità

e Amore che si dona,

come Pietro ti diciamo:

“Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,

noi ti ringraziamo

perché la Parola del tuo Amore

si è fatta corpo donato sulla Croce,

ed è viva per noi nel sacramento

della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te

Nel Mistero silenzioso della Tua presenza,

entri nella profondità dei nostri cuori

e brilli nei nostri occhi

perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia

continui ad ardere nella nostra vita

e diventi per noi santità, onestà, generosità,

attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,

capaci di amicizia vera e sincera

perché molti siano attratti a camminare verso di Te.

Venga il Tuo regno,

e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente. Amen.

  Canto:

 


Pausa di Silenzio

 

5L.  Il Signore Gesù è lo Sposo messianico, venuto per stringere la nuova ed eterna alleanza di Dio con tutta l'umanità, nell'amore e nella fedeltà.

 

6L. Dopo aver narrato Dio con tutta la sua esistenza, Gesù «è stato tolto» ai suoi in modo violento, ha conosciuto l'ingiusta e vergognosa morte di croce: il Padre però lo ha richiamato dai morti, sigillando con la resurrezione l'amore da lui vissuto.

 

5L. Ebbene, nella sua incrollabile speranza nella resurrezione Gesù aveva previsto e promesso ai discepoli la propria venuta come Sposo definitivo alla fine dei tempi, affermando però che l'ora precisa di questo evento non è conosciuta dagli angeli e neppure dal Figlio, ma solo dal Padre.

 

6L. Il problema serio, avvertito con urgenza dagli autori del Nuovo Testamento, consiste nel fare i conti con il ritardo della parusia.

 

5L. Di fronte a questo grande mistero non dobbiamo scoraggiarci o cadere nel cinismo, ma fare obbedienza a un preciso comando di Gesù:

 

SAC. «Vegliate, state pronti, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà».

 

6L. Dieci vergini, figura della chiesa chiamata a presentarsi a Cristo come una vergine casta, prendono le lampade per uscire incontro allo Sposo, che viene per celebrare le nozze eterne con l'umanità intera.

 

5L. Gesù precisa subito che cinque di esse sono stolte e cinque sagge, intelligenti: le prime hanno preso con sé l'olio per ravvivare il fuoco nelle lampade, in previsione di un lungo tempo di attesa, le altre non l'hanno fatto.

 

SAC. «Poiché lo Sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono».

 

6L. È difficile restare vigilanti, mantenersi costantemente tesi verso l'incontro con il Signore, per questo Gesù insiste sul fatto che il sonno accomuna tutte le vergini: e chi di noi può dire di non attraversare ore e giorni di oblio, di dimenticanza della venuta del Signore?

 

5L. Davvero nessuno è esente da questo rischio, la differenza sta altrove...Quando infatti la notte è squarciata dal grido:

 

SAC. «Ecco lo Sposo! Andategli incontro!»

 

6L. Tutte le vergini così come si erano addormentate si svegliano e preparano le lampade.

 

5L. Allora le stolte, vedendo che le loro lampade si spengono, cominciano a chiedere alle sagge dell'olio, ma si sentono opporre un rifiuto:

 

SAC. «No, perché non venga a mancare a noi e a voi».

 

6L. Egoismo? Mancanza di carità? No, semplicemente quest'olio o lo si ha in sé oppure nessuno può pretenderlo dagli altri: è l'olio del desiderio dell'incontro con il Signore.

 

5L. Ciascuno di noi conosce o dovrebbe conoscere la propria verità più profonda, sa ciò che nel proprio cuore tiene desta o, al contrario, spegne l'attesa del Signore: nei giorni buoni come in quelli cattivi, nella veglia come nel sonno

 

SAC. «Io dormo, ma il mio cuore veglia», afferma la sposa del Cantico.

 

6L. È nostra responsabilità rinnovare le scorte di quest'olio, in modo che il nostro cuore bruci del desiderio dell'incontro con lo Sposo...

 

5L. È nella capacità di tenere vivo oggi questo desiderio che si gioca il giudizio finale, cioè l'essere o meno riconosciuti dal Signore quando verrà alla fine dei tempi.

 

6L. In questo tempo che va dalla risurrezione del Signore Gesù alla sua venuta nella gloria il grido della chiesa è quello della sposa che, insieme allo Spirito, invoca:

 

Tutti. «Vieni, Signore Gesù!».

 

5L. E ogni cristiano, ascoltando questo grido, dovrebbe rispondere a sua volta con tutto il cuore, la mente e le forze:

 

Tutti. «Vieni!»

 

6L. Sapendo che il desiderio bruciante della venuta del Signore è già, qui e ora, primizia della comunione con lui.

Tutti

 

Salve, o Madre, Regina del mondo. 
Tu sei la Madre del bell'Amore, 
Tu sei la Madre di Gesù, 
fonte di ogni grazia, 
il profumo di ogni virtù, 
lo specchio di ogni purezza. 
Tu sei gioia nel pianto, 
vittoria nella battaglia, 
speranza nella morte. 
Quale dolce sapore il tuo nome 
nella nostra bocca, 
quale soave armonia 
nelle nostre orecchie, 
quale ebbrezza nel nostro cuore! 
Tu sei la felicità dei sofferenti, 
la corona dei martiri, 
la bellezza delle vergini. 
Ti supplichiamo, 
guidaci dopo questo esilio 
al possesso del tuo Figlio, Gesù. 
Amen.

Pausa di Silenzio

Canto:

Meditazione

Preghiere spontanee

Padre Nostro

 

G. La nostra esistenza, Gesù, è percorsa da un’attesa perché ognuno di noi ha un appuntamento decisivo e non ne conosce né il giorno né l’ora. Ecco perché le nostre lampade devono rimanere accese: per non giungere impreparati a quell’incontro da cui dipende la nostra sorte eterna. La nostra esistenza, Gesù, esige che teniamo gli occhi bene aperti perché sono tanti gli incontri che tu ci riservi per sostenerci lungo il cammino. Ecco perché non deve venir meno quest’olio prezioso che ci permette di rimanere desti e pronti. È l’olio della fede che ci fa discernere la tua presenza in mezzo a noi. È l’olio della speranza che ci consente di affrontare serenamente gli ostacoli e le difficoltà. È l’olio profumato della carità che fa fiorire in noi mille gesti e parole di fraternità e di misericordia, di pace e di giustizia.

 

Tutti

Preghiera per le vocazioni sacerdotali

Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:

“manda operai nella messe”. Nella nostra preghiera, però,

riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:

mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,

aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.

Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,

un animo docile e coraggioso perché accolgano i tuoi inviti.

Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.

Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;

soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.

Siano apostoli appassionati del tuo Regno,

ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.

Un’altra cosa chiediamo, Signore:

assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;

coloro, cioè, che, in tuo nome,

invitano, consigliano, accompagnano e guidano.

Siano le nostre parrocchie segni accoglienti

della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.

Per i nostri seminaristi chiediamo perseveranza nella scelta:

crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.

Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata

- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,

confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,

custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.

All’intercessione della tua Santa Madre,

affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.

Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni

le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

 

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum

Veneremur cernui

Et antiquum documentum

Novo cedat ritui

Praestet fides supplementum

Sensuum defectui.

Genitori Genitoque

Laus et jubilatio

Salus, honor, virtus quoque

Sit et benedictio.

Procedendi ab utroque

Compar sit laudatio.


 

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo.

R Che porta con sé ogni dolcezza.

 

Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il Santo Mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi i benefici della Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

 

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione Eucaristica.  Al termine: Acclamazioni:

Dio sia benedetto.

Benedetto il  Suo Santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

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